di Chiara Billitteri -

Se liti, veleni e accuse, tristemente frequenti in campagna elettorale, servissero sempre a fare chiarezza sui temi dibattuti, forse i cittadini chiamati a votare accetterebbero più serenamente questo clima bellicoso.

Raramente è così. Più spesso, invece, tanto ci si concentra sul prossimo ‘colpo basso’ da sferrare al rivale, che ci si dimentica di parlare dell’unico argomento che dovrebbe interessare l’elettore: il programma. Raramente, però, succede anche il contrario: è il caso della vicenda termovalorizzatori.

I toni, stavolta, li aveva sollevati il candidato di Pd e Udc Rosario Crocetta, lanciando l’accusa ai due avversari, Micciché e Musumeci, di aver fatto un ‘accordo segreto’ per la costruzione di alcuni termovalorizzatori in Sicilia. Mettendo per un momento da parte le minacce di querela e le offese, è innegabile che l’attenzione sul tema rifiuti sia aumentata. Tutti d’accordo che la gestione dei rifiuti debba tornare ai Comuni. Proprio stamattina, infatti, il leader di Grande Sud, Gianfranco Micciché, è tornato sull’argomento: “Occorre – ha detto l’ex sottosegretario – restituire la responsabilità della raccolta dei rifiuti ai Comuni. E, insieme alle responsabilità, bisogna affidare loro parte del personale in esubero”.

E Micciché ha assicurato di “non aver mai avuto l’interesse a realizzarli. E ho fatto un’alleanza con un partito, il Pds-Mpa, che mi ha chiesto esplicitamente di escludere la costruzione degli inceneritori dal mio programma”. Cosa propone, allora, il candidato autonomista, in alternativa? “Oggi esistono nuove tecnologie, sistemi più avanzati per lo smaltimento dei rifiuti, che possono essere gestiti da consorzi di Comuni”, ha aggiunto.

Pensiero che sembra condividere anche Nello Musumeci, che intanto ha incassato il sostegno della Federazione degli Ambientalisti Liberal Cristiani Democratici. Il candidato del centrodestra si è detto convinto che i termovalorizzatori siano “antieconomici”: “Abbiamo il dovere di inventarci una politica dei rifiuti nuova – ha sffermato – ad esempio restituendo protagonismo ai comuni”.

E se, in primis, aveva commentato l’accusa dell’eurodeputato Pd con un semplice “è un poveretto”, oggi l’esponente de “La Destra” ha rincarato la dose: “Crocetta comincia a muoversi nella sfera della disperazione. Se dice certe cose vuol dire che è messo veramente male, e lunedì il mio avvocato sarà in Procura a Catania per fare il proprio dovere, che è quello di richiamare alla correttezza e all’etica un candidato che cerca di riabilitarsi offendendo gente che della legalità e della trasparenza ha fatto una ragione di vita”.

Rosario Crocetta, però, si difende: “Non capisco il motivo della querela, non ci sono i termini e domenica mostrerò le prove di quello che dico”. ”Che Musumeci non sappia quello che vuole il Pdl mi pare strano – ha aggiunto Crocetta -. Se è inconsapevole ha fatto un’alleanza con chi gli chiede cose terribili, altrimenti, se lo sa, accetta il gioco”.

Intanto, oggi Datamonitor ha reso noti i risultati dell’ennesimo sondaggio. Musumeci ha guadagnato, secondo le rilevazioni, due punti e mezzo rispetto a due settimane fa, raggiungendo il 32% dei consensi. Al secondo posto ci sarebbe Rosario Crocetta con il 30%, anche lui in salita, e a seguire gli altri competitors: Micciché avrebbe perso un punto (dal 18 al 17%), e quasi 4 punti di consenso si sarebbero persi, invece, nel passaggio da Claudio Fava a Giovanna Marano, nuova candidata della coalizione composta da Sel, Idv e Fds, che si attesta oggi circa il 7,5%. Fermo al 7%, invece, Giancarlo Cancelleri, portavoce e candidato del Movimento 5 Stelle.