“La Sicilia è la terra dei paradossi. Un movimento pulito, come il nostro dei Forconi, lontano anni luce da certi risvolti legati alla malavita e alla mafia, viene messo in discussione da alcune leggi assurde che penalizzano il nostro messaggio elettorale per i siciliani”. Con queste parole, Mariano Ferro, candidato alla Presidenza per la Regione Sicilia, da qualche ora, sta manifestando di fronte al Palazzo di Giustizia di Palermo. Motivo della protesta, l’incandidabilità di una candidata. Provvedimento questo che, a sua volta, ha causato l’esclusione dell’intera lista per il conseguenziale mancato rispetto del principio di rappresentatività delle donne. L’esclusione di quest’ultima fa venir meno la «quota rosa», cioè le disposizioni che consente l’equilibrio di rappresentanza di genere.
“Qui non e’ certamente in discussione la fondatezza giuridica del provvedimento adottato – ha detto Ferro – ma non vi è dubbio che la decisione assunta dai giudici, legittima in sè, provenga da una legge che appare profondamente sbagliata. Basta dare un’occhiata alle diverse liste per scoprire un vero e proprio festival di condannati, rinviati a giudizio ed indagati. Tutti candidabili, nessuno lo mette in dubbio, perchè cosi’ prevede questa legge, ma non si capisce l’esclusione solo di alcuni candidati. La colpe di molti ricadono, al solito, sui pochi”.
“Io non contesto l’esclusione della candidata Cottone che, legge alla mano, ci sta – dice ancora Mariano Ferro – Accettiamo in modo tranquillo l’estromissione della lista di Agrigento ma, di contro, mi viene un dubbio: perchè non escludere anche le altre liste dove ci sono altri indagati per i reati piu’ svariati? Vogliamo parlare, ad esempio, dell’ex presidente Giuseppe Drago, tanto per fare un nome, condannato in via definitiva per peculato? E’ onesto dire ai siciliani che questa gente deve rappresentarci nel salotto buono della politica locale?”. Infine, Ferro chiede di rinviare di un mese le elezioni “per rivedere – conclude Ferro – le liste e rispettare il codice etico”.











Un commento a "La rabbia di Ferro: “Noi esclusi
mentre c’è il festival dei condannati”"
GIUSTO…ANKE 4 MESI……MA FORSE NON è MEGLIO PENSARCI PRIMA ALLE PERSONE CHE SI METTONO IN LISTA???? SEMPRE LAMENTELE…MA LE SOLUZIONI DOVE SONO?