La Regione siciliana è la prima Regione italiana ad intervenire con significative misure di contenimento dei costi in attuazione delle misure applicate a livello nazionale. Lo riferisce l’assessore all’Economia, prof. Gaetano Armao, annunciando la nuova direttiva.
La delibera adottata dalla Giunta regionale infatti conferisce mandato all’Assessorato dell’Economia e per la trattazione di singole materie di concerto, con gli Assessori regionali competenti, a porre in essere provvedimenti attuativi delle misure di contenimento della spesa pubblica dalla stessa indicati, anche sotto forma di indirizzo agli organi di amministrazione e di controllo degli enti regionali comunque denominati, sottoposti a tutela e vigilanza.
Dell’amministrazione regionale o che usufruiscono di trasferimenti diretti da parte della stessa, nonché delle Società a totale o maggioritaria partecipazione regionale, in attuazione della normativa nazionale sulla c.d. spending review; espressamente indicati, e ciò anche mediante linee guida per la predisposizione da parte dei singoli Dipartimenti regionali di proposte funzionali alla definizione della bozza di bilancio.
Giova ricordare che il Governo italiano ha ritenuto di operare la revisione della
spesa pubblica attraverso procedure che valutano la spesa non solo dal punto di vista
dell’efficienza (performance review) ma anche in termini di efficacia dei programmi e
di eventuale riallocazione delle risorse tra voci di spesa diverse. Con particolare
riguardo alle procedure di spending review elaborate anche in altri ordinamenti, è
noto che generalmente rientrano in questo ambito quelle procedure che analizzano le
tendenze della spesa, i meccanismi che la regolano e l’attualità o l’efficacia degli
interventi che la compongono.
Nulla sarà come prima in Sicilia, osserva l’assessore Armao, dopo l’implementazione della spending review in un sistema finanziario quale quello regionale che, per decenni, ha incentrato la
propria crescita esclusivamente sulla dilatazione della spesa pubblica e la formazione,
per addizione e superfetazione di voci in uscita, dei documenti contabili.
Non si tratta di pensare adesso, sopratutto in una Regione nella quale
comunque l’Amministrazione pubblica costituisce il preminente attore economico, ad
un’amministrazione con meno soldi, ma di ripensare l’amministrazione regionale
attraverso riforme sistemiche in via legislativa ed amministrativa.
Vanno, peraltro, evidenziate altre importanti misure, sottolinea l’assessore all’economia, : la proposta di adesione della Sicilia (unica Regione a statuto speciale) alla sperimentazione del nuovo sistema
di bilancio; la regolazione ed applicazione, già dalla fine dello scorso anno, della
spending review (poi disciplinata in Sicilia dalla l.r. 7/2012), l’applicazione, ancor
prima dello Stato, del contenimento della spesa per enti e società partecipate
(prevedendo il tetto al numero ed agli emolumenti di amministratori e dirigenti, la
riduzione di organici e apparati di governo, tetto a numero e remunerazioni di
consulenze, riduzione auto e spese istituzionali); !’introduzione del sistema di
monitoraggio sul fabbisogno finanziario e rinegoziazione dei contratti derivati (unica
regione del Mezzogiorno) e la soppressione di alcuni regimi privilegiati sul piano
previdenziale e sui trasferimenti di sede lavorativa che non trovavano giustificazione
nel contesto di contenimento della spesa per il personale.
Gli interventi di razionalizzazione in materia di spese di funzionamento del
settore pubblico regionale riguardano: il contenimento delle spese nel settore dei
contratti pubblici di beni e servizi (ivi comprese le locazioni passive), l’individuazione
di puntuali vincoli di finanza pubblica per gli enti del settore pubblico regionale
allargato, l’introduzione di sistemi di pagamento elettronici, di telefonia mobile e
posta elettronica, la determinazione di linee guida per la revisione dei residui attivi e
per stesura della proposta di Bilancio di Previsione 2013/2015, puntando ad applicare,
in via sperimentale, il principio di Bilancio a Base Zero, l’ulteriore riduzione delle
società partecipate dalla Regione, già avviata dalla Regione, in attuazione piena
dell’art. 4 del d.l. 95/2012 convertito, con modificazioni, in legge n. 135/2012,
l’adozione di interventi di riorganizzazione funzionale della Regione Siciliana e del
settore del pubblico impiego regionale a partire dal blocco delle assunzioni di cui
all’art. 1 comma lO della l.r. 29 dicembre 2008, n. 25, dal blocco totale del tum overe
dalla riduzione della pianta organica, la riduzione dell’indennità di mensa, la
riduzione del parco autovetture della Regione Siciliana ed il ridimensionamento dei
locali dell’autoparco regionale, l’abbattimento del costo delle missioni, attraverso
specifiche convenzioni con i vettori e gli alberghi, la razionalizzazione dei servizi di
pagamento delle retribuzioni, la riorganizzazione logistica degli uffici periferici della
Regione presso un’unica sede su base provinciale costituita dalle strutture periferiche
dei Dipartimenti regionali, al ‘fine di erogare all’utenza le attività amministrative di
prossimità.
2. I Bilanci della Regione Siciliana, nel decennio. 2000-2010 sono stati
prevalentemente caratterizzati da spese crescenti, spingendo gli stanziamenti di spesa
corrente nel bilancio del 2008 sino a 20 miliardi di euro, dai 15 miliardi ai quali si
attestavano nel 2001. Dal 2009 si e’ avviata un’azione di contenimento della spesa
regionale che ne ha consentito la progressiva riduzione, riportando quest’anno la spesa
corrente (in termini nominali ed, ancor di più, deflazionati) ai livelli raggiunti
all’inizio degli anni 2000, e ciò sia in termini di stanziamenti (11.790 md per il 2012 a
fronte di 11.015 md del 2000, dopo il picco raggiunto con il bilancio del 2008 di oltre
il 30% superiore nelle uscite), che di pagamenti (9.129 md del 2011 contro 9.587 md
del 2001) ed incrementando decisamente la spesa per investimenti. In merito va
ricordato che, pur in tale difficile contesto, la Corte dei conti ha parificato il
rendiconto generale per il 2011 della Regione, ritenendo rispettati gli equilibri di
bilancio e riconoscendo il conseguimento del difficile traguardo del rispetto del patto
di stabilita’, il più oneroso tra le Regioni italiane.
Negli ultimi anni (ed, in particolar modo, nel triennio 2010/2012) il Governo
regionale ha avviato una politica di bilancio rigorosa e riforme strutturali volte a
contenere i costi amministrativi: attraverso la riorganizzazione e la riduzione degli
apparati burocratici regionali (l.r. 19/2008, D.P.R.Si 12/2009) con il blocco delle
assunzioni e la revisione della gestione della quiescenza (istituzione del fondo
pensioni), avviate significative riforme nei settori della sanita’, della formazione, della
semplificazione amministrativa, dei rifiuti e degli appalti, nel contenimento degli enti
e delle società partecipate e delle relative spese gestionali (ridotte da 34 a 14 giusta
Decreti Assessoriali n. 1720 del 28 settembre 2011, n. 2333 del 23 novembre 2011 e n.
28 del 20 luglio 2012 e la Circolare n. 5444/2012), l’avvio della dismissione del
patrimonio immobiliare, la gestione attiva dei beni confiscati alla mafia.
Ed inoltre, con la delibera della Giunta regionale n. 207/2011, l’adozione di
misure di risanamento e riduzione dei costi definiti dalla stessa Corte dei conti “di
moralizzazione politico-finanziaria di riduzione della spesa’: Ma si tratta di interventi
realizzati tra l’estate e l’autunno 2011, con impatto limitato in quell’anno ed i cui
effetti si sono dispiegati solo nel corso del presente esercizio finanziario.
Anche sul trasporto pubblico locale sono state realizzate significative riduzioni
di trasferimenti finanziari applicando, in via sperimentale, processi di revisione della
spesa: lo scorso anno, infatti, per la voce del trasporto locale – che grava interamente
sulle risorse regionali ed e’ integralmente assoggettata ai vincoli del patto di stabilita’,
ma su questo punto il Governo regionale ha formulato allo Stato precise richieste di
esclusione da tali vincoli – i costi ammontavano a 222 milioni di euro, mentre
quest’anno la cifra e’ stata portata a 177 milioni.
3. La razionalizzazione e revisione della spesa non può avere quale obiettivo il mero
taglio dei costi, in altre parole un’amministrazione ingessata con meno risorse a
disposizione, ma postula la riorganizzazione e riqualificazione dell’organizzazione e
dell’amministrazione regionale, compatibile con le risorse a disposizione.
E’ noto che per revisione della spesa pubblica, C.d. spending reviel¥, si intende
un processo diretto a migliorare l’efficienza e l’efficacia della macchina
amministrativa nella gestione della spesa pubblica attraverso la sistematica analisi e
valutazione delle strutture amministrative, delle procedure di decisione e di
attuazione, dei singoli atti all’interno dei programmi, dei risultati. Principio
dell’operazione, volta ad eliminare sprechi e inefficienze, è quello di identificare spese
che non contribuiscono a raggiungere gli obiettivi affidati all’Amministrazione, o che
li raggiungono solo in maniera inefficiente.
Il d.l. 6 luglio 2012, n. 95 convertito dalla l. 7 agosto 2012, n. 135, infatti, si
presenta come un complesso di disposizioni espressamente finalizzato alla
razionalizzazione della spesa pubblica attraverso la riduzione delle spese per acquisti
di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione.
Il provvedimento normativo segue anche cronologicamente il primo
intervento contenuto nel precedente d.l. n. 52 del maggio di quest’anno recante
“Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica”, convertito con
modifiche in legge n.96/2012, che ha introdotto modifiche alla normativa in materia
di contrattualistica pubblica, apportando integrazioni al Codice dei contratti pubblici
ed al Regolamento di esecuzione ed attuazione (in gran parte direttamente applicabile
nell’ ordinamento regionale).
L’intervento legislativo, in parte modificato in esito della conversione in legge
del decreto legge, si incentra su talune precise misure: si prende avvio da disposizioni
di carattere generale – che contengono le previsioni dell’articolo 4 direttamente
rivolte al vasto e molteplice mondo delle società partecipate pubbliche – e si prosegue
con misure atte alla riduzione della spesa delle amministrazioni statali, degli enti non
territoriali e territoriali, alla razionalizzazione e riduzione della spesa sanitaria, alla
finalizzazione dei risparmi di spesa ed altre disposizioni di carattere finanziario, alla
valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, oltre .a misure di
razionalizzazione dell’ amministrazione economico-finanziaria.
Appare quindi evidente come, pur in ambiti assai diversi e con misure non
sempre coerenti ed armonizzate con quelle previgenti, si è deciso di procedere non
con tagli lineari, ma con interventi selettivi di tipo strutturale, rivolti a migliorare la
produttività delle diverse articolazioni della pubblica amministrazione, assegnando un
ruolo rilevante alla razionalizzazione dei costi gestionali delle società pubbliche
regionali sulle quali si e’ gia’ intervenuti con i richiamati Decreti Assessoriali n. 1720
del 28 settembre 2011, n. 2333 del 23 novembre 2011 e n. 28 del 20 luglio 2012 e la
Circolare n. 5444/2012, provvedimenti che in questa sede debbono ritenersi
integralmente richiamati.
4. In esecuzione della delibera della Giunta regionale n. 317/2012 e per le finalità in
essa specificate si impartiscono di seguito specifiche indicazioni nei confronti delle
amministrazioni in indirizzo.
a – A decorrere dalla data di pubblicazione della presente direttiva tutte
amministrazioni del Settore Pubblico Regionale e le Società Regionali provvedono, in
sede di redazione di piani economici finanziari necessari per la indizione di appalti di
beni e servi~i di importo superiore ad euro 100.000,00, a dichiarare in seno all’atto che
approva il bando, l’avviso o lo strumento equivalente utilizzato, che ai fini della
indizione dell’appalto, sul portale CONSIP, non sono attive convenzioni per
l’acquisizione di beni e servizi uguali o analoghi a quelli oggetto della procedura di
gara, ovvero che anche in presenza di convenzioni non più attive i riferimenti di
prezzo di condizioni in esse contenute sono superiori a quelle poste per la
determinazione del prezzo e delle condizioni a base d’asta sia per singola unità di
prodotto che per l’importo complessivo.
a.1 – Le Ragionerie centrali dell’Amministrazione Regionale ed i Collegi dei Revisorie
o sindacali delle società ed gli altri enti del Settore pubblico regionale, controllano ai
fini della successiva indizione delle procedure di gara che l’atto amministrativo che
approva le procedure di appalto di beni e/o servizi di cui al comma 1) contenga la
dichiarazione di preventiva ricognizione presso il portale CONSIP nei termini
prescritti. In assenza della predetta dichiarazione e del visto di verifica di cui al
presente comma, la procedura non può essere indetta.
a.2 – Con riguardo ai contratti ed appalti di importo superiore ai € 500.000,00 di questi
gli Enti dovranno dare comunicazione, all’atto della aggiudicazione definitiva, alla
Ragioneria Generale della regione, la quale ne curerà la trasmissione mensile alla
Giunta Regionale.
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b – A decorrere dall’anno 2013 e per il triennio 2013-2015 le amministrazioni in
questione assicureranno una diminuzione in termini monetari della spesa per acquisti
di beni e servizi in misura non inferiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell’anno
2011. Ciò potrà avvenire anche mediante l’individuazione di responsabili unici della
programmazione della spesa, nonché attraverso una più adeguata utilizzazione delle
procedure espletate dalle centrali di acquisto ed una più efficiente gestione delle
scorte. I risparmi conseguiti concorreranno al miglioramento dei saldi di bilancio in
termini di minori trasferimenti.
c – I predetti organismi, nonché gli enti presso cui la Regione indica i propri
rappresentanti, a far data dal 2013 non potranno effettuare spese di ammontare
superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2011 per l’acquisto, la
manutenzione, il noleggio e l’esercizio di autovetture, nonché per l’acquisto di buoni
taxi. Il predetto limite potrà essere derogato per il solo anno 2013, esclusivamente per
effetto di contratti pluriennali già in essere.
c.1 – Coerentemente con le disposizioni legislative in materia di riduzione dei costi e
contenimento della spesa pubblica, le amministrazioni di cui alla lettera b.1 si
attiveranno, in sede di rinnovo dei contratti collettivi di lavoro, al fine di raggiungere
l’obiettivo di ridurre ogni forma di salario accessorio e/o benefitper tutto il personale
dirigenziale e di comparto.
d-Le società a totale o maggioritaria partecipazione regionale adottano
tempestivamente, a compendio di quanto già prescritto con i richiamati Decreti
Assessoriali n. 1720 del 28 settembre 2011, n. 2333 del 23 novembre 2011 e n. 28 del
20 luglio 2012 e la Circolare n. 5444/2012, ogni utile iniziativa affinchè:
1. in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 4 del decreto legge 31 maggio
2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
siano utilizzate le carte elettroniche istituzionali, per favorire ulteriore
efficienza nei pagamenti e nei rimborsi a cittadini e utenti;
2. nel caso di incorporazione o fusione di società, sia realizzato un unico
sistema informatico per tutte le attività anche delle società soppresse, in
termini di infrastruttura hardware ed applicativi funzionali, sotto la
responsabilità organizzativa e funzionale di un’unica struttura;
3. siano immediatamente razionalizzatee ridotte le comunicazioni cartacee
verso gli utenti legate all’espletamento dell’attività istituzionale, con
conseguente riduzione, entro l’anno 2013, delle relative spese per un
importo pari almeno al 50 per cento delle spese sostenute nel 20Il, in
ragione delle nuove modalità operative connesse allo sviluppo della
telematizzazione della domanda e del progressivo aumento dell’erogazione
di servizi on line;
4. siano ridotte le spese di telefonia mobile e fissa attraverso una
razionalizzazione dei contratti in essere ed una diminuzione del numero
degli apparati telefonici, assicurando esclusivamente un’unica utenza di
servizio di telefonia mobile; si richiamano a tal proposito le disposizioni di
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cui all’art. 1, comma 3, del proprio decreto n. 28/Gab del 20 luglio 2012; le
predette disposizioni, relative alla razionalizzazione delle utenze
telefoniche, sono da attuarsi anche in ordine alle utenze elettriche;
5. siano razionalizzati i canali di collaborazione istituzionale, in modo tale che
lo scambio dati avvenga esclusivamente a titolo gratuito e non oneroso;
6. sia razionalizzato il proprio patrimonio immobiliare strumentale, mediante
l’attivazione immediata di iniziative di ottimizzazione degli spazi che
prevedano l’accorpamento del personale in forza nei vari uffici territoriali
ubicati nel medesimo comune e la riduzione degli uffici stessi, in relazione
ai criteri della domanda potenziale, della prossimità all’utenza e delle
innovate modalità operative connesse all’aumento dell’informatizzazione
dei servizi; si richiamano in merito le disposizioni di cui all’art. 1, comma 5,
del D.A. n. 28/Gab del 20 luglio 2012;
7. si proceda progressivamente alla dematerializzazione degli atti, riducendo la produzione e conservazione dei documenti cartacei, al fine di generare risparmi connessi alla gestione della carta, pari almeno al 30 per cento dei costi di conservazione sostenuti nel 2011.
“Gli organi di amministrazione comunque denominati degli enti, organismi e
società destinatarie della presente direttiva dovranno deliberare, entro 30 giorni dalla
data di pubblicazione nel sito dell’Assessorato della presente direttiva, gli
adempimenti operativi in carico alle stesse, le relative delibere dovranno essere
trasmesse con la massima urgenza al Dipartimento della Ragioneria generale. La
violazione delle prescrizioni della delibera della Giunta regionale n. 317 del 4
settembre 2012 e/o la mancata adozione degli atti applicativi determina presupposto
per l’azione di responsabilità. La presente direttiva sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
Siciliana ed inserita sul sito ufficiale della Regione – Assessorato regionale
dell’Economia”.
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