”Riaprire le procedure per il  Ponte sullo Stretto di Messina e’ uno schiaffo all’Italia onesta”. Lo  dichiara il Presidente dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: “Ieri  abbiamo appreso dalle parole del sottosegretario Polillo che il  governo non ha i soldi per le bonifiche di aree dove l’inquinamento  compromette la salute dei cittadini mentre oggi apprendiamo dai  giornali che il ministro dell’Ambiente Clini avrebbe riattivato le  procedure per il Ponte sullo Stretto di Messina, che, tradotto,  significa buttare 8,5 miliardi di euro per soddisfare le lobby del  cemento mentre il paese cade a pezzi a causa del dissesto  idrogeologico e non ci sono fondi per il trasporto pubblico e per  bonificare i territori devastati dall’inquinamento”.  “Con gli 8,5 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto si  potrebbero realizzare 90 km di metropolitana o 621 Km di rete  tranviaria, acquistare 3.273 tram e 23.000 autobus ecologici  rivoluzionando il trasporto pubblico nelle nostre citta’ e affrontare  finalmente il problema dei pendolari che vivono una situazione  drammatica – continua il leader ecologista -. Si potrebbe attivare un  vero e proprio piano nazionale per il trasporto pubblico che  consentirebbe di salvare i posti di lavoro messi in pericolo dalla  crisi del settore automobilistico e dalle minacce della Fiat di  lasciare l’Italia”.

Gli fa eco Fabio Granata, vice coordinatore di Fli:”Che si riattivino procedure  relative al Ponte sullo Stretto e che lo facciano i ministri del  governo Monti e’ paradossale: qualcuno vuol continuare a tener in  piedi un ciclopico business su progettazioni e opere per un Ponte che, per fortuna, non si realizzera’ mai. E’un insulto agli italiani, alle  loro difficolta’ economiche e alla loro intelligenza”.

 ”Clini e Passera smettano di  cimentarsi in questo ridicolo accanimento terapeutico su un’opera  morta e sepolta”. Lo affermano i senatori del Pd, Roberto Della Seta  e Francesco Ferrante, commentano cosi’ la decisione dei ministri  dell’Ambiente e dello Sviluppo economico di proseguire nella procedura di via del ponte sullo stretto di Messina e di convocare la conferenza dei servizi per autorizzarlo. “E’ assurdo e inaccettabile che tutti i  giorni si parli di spending review e poi si continuino a buttare soldi dei contribuenti tenendo in vita l’iter di un’opera come il Ponte  sullo Stretto di Messina, inutile per la collettivita’ e che non e’  all’ordine del giorno”, dicono i senatori in una nota.

  ”Il governo Monti finalmente l’aveva detto con chiarezza, non  si capisce perche’ i ministri Clini e Passera si muovano al  contrario”, sottolineano Della Seta e Ferrante. Da alcuni decenni i  contribuenti italiani ”pagano centinaia di milioni per tenere in vita la societa’ Stretto di Messina e coltivare l’idea di sperperare  miliardi per costruire un’infrastruttura che non serve”, dicono gli  esponenti del Pd.

”Nel frattempo, il sistema dei trasporti del Sud e’ al  collasso, con danni sempre piu’ gravi per i cittadini e per le  imprese”, sottolineano i senatori. Clini e Passera farebbero bene a  seguire l’esempio di un loro collega ”piu’ saggio e concreto, il  ministro Barca, impegnato a utilizzare le risorse disponibili per far  partire subito i cantieri di opere pubbliche di cui l’Italia abbia  davvero bisogno”.

”Clini e Passera smettano di cimentarsi in questo ridicolo accanimento terapeutico su un’opera morta e sepolta”. Lo affermano i senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, commentano cosi’ la decisione dei ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico di proseguire nella procedura di via del ponte sullo stretto di Messina e di convocare la conferenza dei servizi per autorizzarlo. “E’ assurdo e inaccettabile che tutti i giorni si parli di spending review e poi si continuino a buttare soldi dei contribuenti tenendo in vita l’iter di un’opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, inutile per la collettivita’ e che non e’ all’ordine del giorno”, dicono i senatori in una nota.  ”Il governo Monti finalmente l’aveva detto con chiarezza, non si capisce perche’ i ministri Clini e Passera si muovano al contrario”, sottolineano Della Seta e Ferrante. Da alcuni decenni i contribuenti italiani ”pagano centinaia di milioni per tenere in vita la societa’ Stretto di Messina e coltivare l’idea di sperperare miliardi per costruire un’infrastruttura che non serve”, dicono gli esponenti del Pd.  ”Nel frattempo, il sistema dei trasporti del Sud e’ al collasso, con danni sempre piu’ gravi per i cittadini e per le imprese”, sottolineano i senatori. Clini e Passera farebbero bene a seguire l’esempio di un loro collega ”piu’ saggio e concreto, il ministro Barca, impegnato a utilizzare le risorse disponibili per far partire subito i cantieri di opere pubbliche di cui l’Italia abbia davvero bisogno”.