di Silvia Andretti -

Con il prezzo della benzina che sfiora i due euro al litro, la bicicletta da piacevole alternativa diventa una vera e propria necessità per il trasporto cittadino. A Palermo sono sempre più numerosi i residenti che scelgono di utilizzare il mezzo più economico ed ecologico per spostarsi in centro. E il numero dei ciclisti in città crescerebbe sicuramente, se il caotico traffico palermitano non rendesse le due ruote così poco sicure per l’incolumità di chi le usa.

E si moltiplicano le manifestazioni ciclistiche, per reclamare spazi adeguati per le bici, tanto che anche il sindaco Leoluca Orlando, insieme a tutta la giunta, ha deciso di cavalcare l’onda organizzando una “biclettata” in centro per domani, domenica 30 settembre, con partenza alle 10 da Piazza Croci.

Un’iniziativa senz’altro lodevole, che si svolgerà con la collaborazione del Coordinamento Palermo Ciclabile e che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, costituirà “il punto di partenza del dialogo con coloro che promuovono la mobilità ciclistica”.

E fin qui, uno ci potrebbe anche credere, nella svolta “ecologica” della città. Se non fosse per dei piccoli ma determinanti particolari che allontanano la speranza di tanti cittadini a data da destinarsi.

E’ solo di pochi giorni fa la notizia che l’Amat, a causa di un “buco” di 20 milioni di euro, sarà costretta a tagliare un gran numero di corse del già largamente inefficiente sistema di trasporto urbano. Come questo si possa conciliare con un più ampio progetto di decongestione del nostro splendido centro storico, nessuno lo immagina.

Il sindaco e la giunta, dopo la pedalata pubblica di domani, prevedono l’istituzione di “un tavolo di confronto e consultazione tramite il quale elaborare le forme di promozione, valorizzazione e tutela della bicicletta come mezzo di spostamento urbano privilegiato”.

Dopo il nonsense delle piste ciclabili realizzate sui (e, in qualche caso, al posto dei) marciapiedi – vicenda così eclatante che dopo tanti anni ancora la gente non se ne capacita – il sindaco Orlando deve avere pensato che era più ragionevole sentire le istanze di chi la bici la usa quotidianamente, e non solo per la passeggiata domenicale.

La soluzione al problema è tutto sommato semplice. Forse non facile, ma largamente nota: basta guardare come fanno gli altri, da Roma in su, e copiare le strategie che più si adattano alle esigenze e alla realtà del capoluogo siciliano.

Oltre ad una drastica limitazione del traffico veicolare (ovviamente affiancata ad un potenziamento della rete di trasporto pubblico), per incoraggiare l’uso delle due ruote ci vogliono le piste ciclabili, quelle vere, quelle a norma. Come le fanno nelle altre città europee. Non degli stretti corridoi su cui dover sforzarsi di mantenere l’equilibrio, sempre che non sopraggiunga lo sfortunato pedone costretto a dividere l’angusto spazio con il ciclista.

Per incoraggiare l’uso della bici serve un sistema di trasporti pubblici efficiente, che consenta a chi vive in periferia di raggiungere il centro in tempi ragionevoli. Solo per fare un esempio, chi abita ad Haarlem e va ogni mattina a lavorare ad Amsterdam, la bici se la porta in treno e, giunto alla stazione, si muove solo con quella.

Per incoraggiare l’uso del mezzo più ecologico, che aiuterebbe la città a liberarsi della cappa di fitto inquinamento che le aleggia intorno, servono poche decisioni coraggiose e meno biciclettate. Perché, con le sole iniziative domenicali, si rimane ciclisti della domenica.