Sarà una rivoluzione per l’Assemblea regionale siciliana e i consigli regionali delle Regioni a Statuto speciale: dovranno stringere la cinghia tutti allo stesso modo. Criteri standard sui principali costi di gestione “al fine di promuovere l’omogeneizzazione delle diverse situazioni regionali”.  Difficile che rimanga in piedi, per fare un solo esempio, il parametro con il Senato di cui hanno usufruito finora i deputati regionali siciliani, ottenendo un trattamento diverso, e di gran lunga migliore, rispetto ai consiglieri delle Regioni a statuto ordinario.

Lo scandalo della Regione Lazio ed altri casi che di giorno in giorno arrivano in cronaca hanno accelerato i tempi di un percorso di alleggerimento dei costi della politica. Alla vigilia della riunione del governo, dedicata anche alla questione dei costi, i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, riuniti a Roma, hanno approvato all’unanimità un documento in cui chiedono “in via definitiva, attraverso un Decreto Legge che garantisca un percorso veloce e uniforme, nuovi parametri per Regione, relativi a tutti i costi della politica, che prendano le mosse dall’adozione di criteri standard.

Ecco il testo del documento:

1. Riduzione parametrata di tutti gli emolumenti percepiti dai consiglieri, dai presidenti e dai componenti della giunta.

2. Riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori in piena attuazione dell’art. 14 del Decreto Legge 138 del 2011. In tale senso andranno adeguati ove occorra gli statuti entro il 31 dicembre 2012.

3. Limitare e uniformare, sulla base di criteri omogenei, la spesa dei gruppi consiliari, eliminando sotto qualsiasi forma, riconoscendo esclusivamente il finanziamento delle spese riferite alle funzioni politico-istituzionali dei gruppi. Tali spese devono essere sottoposte al controllo della Corte dei Conti.

4. Eliminare la possibilità di costruire nuovi gruppi che non abbiano corrispondenza con le liste elette.

5. Fissare il numero delle Commissioni consiliari permanenti e/o speciali, prevedendo la possibilità di costituirne da un minimo di 4 a un massimo di 8, in base al numero di consiglieri.

Su questi punti il governo ha il sostegno di tutte le Regioni italiane che chiedono che vengano stabilite delle sanzioni per i non adempienti.