di Simone Toninato -

Battendo in rimonta l’Atalanta, il Catania vola in classifica agganciando la sesta posizione. Scorrendo, però, la rosa etnea reparto per reparto, è inevitabile notare la presenta di qualche falla nell’organico a disposizione di Maran. In attesa di qualche correttivo, magari nel mercato di riparazione, l’unica strada percorribile si basa sul trovare le giuste soluzioni tecnico-tattiche. Iniziando dalla fine, vale a dire dalla conferenza stampa post gara, è necessario attenzionare le dichiarazioni del tecnico Maran sulla capacità mostrata dalla squadra etnea di cambiar pelle e modulo a partita in corso: “Quando c’è necessità noi lavoriamo su qualche alternativa per poter cambiare anche il tema. In settimana abbiamo lavorato anche su questo perché pensavo che ci potesse essere bisogno di un lavoro diverso. Sapevamo che l’Atalanta avrebbe concesso pochi spazi ed è compito dell’allenatore trovare nuove soluzioni”.

Facendo, infatti, di necessità virtù, il mister di Rovereto aveva schierato dal primo minuto Bellusci, in luogo di Alvarez squalificato, e Izco per Biagianti, non ancora al top della forma. Così facendo si è di fatto pensato ad una maggiore flessibilità difensiva con il sopracitato Bellusci ad agire un po’ da terzino adattato e un po’ da centrale, e Marchese leggermente più alto, quando dietro dalla consueta linea a quattro si passava a tre. Izco libero di spaziare su tutto il centro destra ha svolto addirittura il compito di esterno alto, consentendo a Barrientos di accentrarsi una volta svincolato dalla marcatura orobica.

Ma il punto è: le alternative, di cui ha parlato il mister, ci sono effettivamente in tutti i ruoli? Se Andujar dovesse finire in panca (dipende da quanto peserà l’errore di ieri) ci sarebbe Frison, e fin qui tutto bene. Ma se invece del portiere fosse qualche altra pedina ad aver bisogno di essere sostituita, forse il ricambio potrebbe non essere adeguato. Tolto Alvarez, infatti, non c’è un vero terzino destro di ruolo e in mezzo Lodi e Almiron, intercambiabili tra loro, non godono di reali alternative. Così come Gomez e Barrientos, sono al momento sostituibili, soltanto uno alla volta, da Castro – accade a gara inoltrata fin dalla prima giornata – che, purtroppo, non gode del dono dell’ubiquità. Sul capitolo punte, infine, Bergessio fa a sportellate da quattro giornate, ma se avesse bisogno di rifiatare nel corso del campionato, lascerebbe il posto a Morimoto (ieri centesima presenza nella massima serie) rientrato dopo i chiaroscuri di Novara o Doukara, proveniente dalla Vibonese, retrocessa in serie D. E allora, parafrasando Maran, “…cambiare il tema” non sembra proprio il compito più semplice del mondo.