Un ordinario martedì di settembre alla disperata ricerca di una pizza nel giorno di chiusura di gran parte dei locali. Troviamo una pizzeria dall’arredamento kitsch nel cuore di un quartiere popolare di Palermo proprio nel momento del debutto televisivo della terza serie di “L’onore e il rispetto”. Ed è così che, improvvisamente, ci ricordiamo del motivo per cui abbiamo definitivamente spento la televisione 15 anni or sono. Un gap temporale tutto sommato colmabile: non sembra ci sia stata una particolare evoluzione della qualità dell’offerta televisiva nel frattempo. Ma chi, colpevolmente, non mai sentito parlare della fiction con Gabriel Garko, da una visione repentina e superficiale ricava un’impressione a dir poco sconcertante.
Giusto il tempo della preparazione della pizza è sufficiente per catapultarci in un mondo spietato costellato di personaggi rosi da un desiderio di vendetta per qualcosa che (presumbilmente) è accaduto loro nelle puntate precedenti. L’affascinante madre dell’adolescente assassinata, il bel tenebroso che le piomba in casa puntandole una pistola in faccia, l’uomo a cui recapitano la testa del figlio decapitato (le generalità del morto le apprendiamo dalla proprietaria della pizzeria), la figlia ribelle del notabile e sua cugina pazza.
Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per un bel polpettone televisivo, insieme a una montagna di luoghi comuni sulla Sicilia e i suoi abitanti e a dialoghi talvolta esasperati e colmi di imprecazioni. Un “minchia” ogni dieci secondi, per intenderci, come a suggello della “sicilianità” dei personaggi. Teniamo per noi le considerazioni sulla capacità interpretativa di alcuni attori, non essendo del mestiere, ma tiriamo un sospiro di sollievo quando la nostra pizza è pronta e possiamo finalmente congedarci. Pazienza, non sapremo mai come va a finire.
La mattina successiva scopriamo che, piuttosto che offendere e indignare i siciliani, la serie televisiva è argomento del giorno nei cortili del centro storico del capoluogo. I ragazzini giocano a fare Garko e le ragazzine si immedesimano in chiunque sia la protagonista femminile. Un grande successo per la fiction di Canale 5 che appassiona milioni di telespettatori e che perpetra un’immagine violenta e medievale della cultura siciliana. L’unica immagine, sembra, che sia ammessa in prima serata su certi schermi.













7 commenti a "Sicilia, lo shock di imbattersi in “L’Onore e il rispetto”"
“ALESSANDROOOO HAHAHAHAHAHA
PENSI ANCORA AI FASCI”? Guarda,a fine ’800 non c’erano nè cellulari nè internet,nè tv,eppure i nostri bisnonni si sono organizzati per rivendicare i propri diritti, per avere un pezzo di terra con cui vivere. Arrivi tu e mi dici che penso ancora ai fasci? Certo che ci penso, perchè è una delle poche forme di unione dei siciliani, in cui la povera gente si unì per evitare di sprofondare in un miseria senza fine. Adesso invece che ci riteniamo “civilizzati” siamo sempre di più soli nelle nostre case,incapaci di reagire contro i poteri forti. Ma tanto,siete tutti anestetizzati, ti lascio alla partita del Palermo e all’iPhone. Buona giornata.
ALESSANDROOOO HAHAHAHAHAHA
PENSI ANCORA AI FASCI?
I SICILIANI SONO BANDIERE CHE SEGUONO IL VENTO……….
Premesso che non me ne sbatte niente della tv in genere, tantomeno di quella commerciale, ma magari proporre a quella pubblica, (leggi mamma Rai) di fare una fiction storica, ma fatta bene, sul movimento dei fasci siciliani, per ricordare anche ai siciliani stessi che uniti si può contrastare il potere? Cos’è,sono troppo comunista?
ONORE RISPETTO E PROMISCUITA’!
PARVENZA, RACCOMANDAZIONI,
SCIACALLISMO SOCIALE.
PARACULISMO E STUPIDITA’
PROSSIMO TITOLO
Caro Rrusariu,
condivido la tua analisi come se fosse il mio pensiero e aggiungo che dalle nostre parti, malgrado il sacrificio dei martiri della mafia, nulla è cambiato in questa Patria matrigna, perché, al di là delle repressioni ben compensate da carriere folgoranti, lo Stato rimane sempre latitante, infatti, la criminalità rimane ancora l’unica speranza di riscatto per un popolo che è costretto a vivere nella desertificazione socio/economica e politica.
La pizza doveva essere avariata
Gentile Silvia, ho avuto modo di vedere l’altra sera “l’onore e il rispetto”.
Condivido in pieno le sue osservazioni, ma vorrei dire di più in merito ai ragazzini che giocano a fare Garko….
Io penso che a parte Falcone e Borsellino e tanti altri magistrati e poliziotti e carabinieri che hanno perso la vita e che tuttora lavorano in silenzio, che hanno dato un contributo positivo alla società., come Don Pino è riuscito a fare tanto. Di figura positiva da chi oggi, non solo in Sicilia, ha rappresentato la classe dirigente politica ed economico non è venuto fuori niente. Tuttalpiù hanno solo mostrato di essere dei rapaci che prendono fondi per soli interessi propri… e non aver fatto niente per migliorare il tessuto socio-economico. Il giovane vede in quei sprazzi di fiction televisa che forse è meglio fare il mafioso per dare risposta alle necessità quotidiane proprie e di quelli dove vive… Purtroppo l’antimafia è servita solo a dare a mangiare a qualcuno, non alla gente normale!