Si è concluso oggi a Martinengo il primo Congresso del Club della filatelia d’Oro italiana che ha fornito ulteriori utili indicazioni sullo stato della filatelia in Italia e sulle sue prospettive, anche se non sempre gli avvenimenti filatelici sono di facile lettura,
La manifestazione ha visto la presentazione di 68 interessanti collezioni appartenenti ai soci, e relative ai più svariati settori, dalla storia postale alla maximafilia, dalla filatelia fiscale alla tematica: presenti molti collezionisti ma il pubblico dei non filatelisti non è stato sempre numeroso come l’evento avrebbe meritato.
Questa tre giorni di Martinengo ha inoltre rappresentato la prima occasione di contatto diretto dei Soci che fino ad ora avevano operato quasi esclusivamente tramite internet.
Le micro conferenze tenutesi a margine dell’avvenimento, sono state aperte dall’intervento di Giuseppe Di Bella che ha sviluppato un interessante ed accattivante discorso divulgativo sulla filatelia in generale, la sua storia , il suo fascino e la sua immutata importanza culturale. Molto apprezzati alcuni passaggi come la storia dei pony express e la rievocazione dei grandi ritrovamenti filatelici.
Emanuele Gabbini, fondatore e Presidente onorario del Club, ha analizzato la situazione del mercato filatelico italiano a distanza di cinque anni dalla pubblicazione del suo libro “Filatelmia” nel quale stimava per il settore un mercato totale pari a 150 milioni di euro l’anno, con seimila collezionisti di prima fascia che da soli spendevano 75 milioni di euro l’anno, seguiti da altri cinquantamila che ne spendevano 25 e in terza fascia quelli che acquistano solo le novità, circa duecentomila, che ne spendevano 50.
Oggi, dopo appena cinque anni, secondo le stime di Gabbini, questo mercato si sarebbe ridotto del 20% circa.
I motivi identificati sono molteplici e la crisi finanziaria ha certamente giocato un ruolo determinante, ma la mancanza di turn over, di un adeguato ricambio generazionale, e’ stata identificata come causa principale della attuale lunga crisi della filatelia in una con l’assenza di politiche di sviluppo poste in essere dai principali soggetti di questo settore.
L’intervento di Mario Dondi, non convenzionale per il settore e molto apprezzato, è stato incentrato sul collezionismo come bisogno psicologico, evidenziando che spesso a monte della decisione di collezionare vi è un desiderio personale di ordine logico e sistematico.
Ha evidenziato ancora che il collezionismo aumenta l’apertura mentale, sviluppando attenzione e infine la sicurezza di se, favorendo quindi “l’intelligenza sociale” del soggetto.
Dondi ha identificato anche molti aspetti critici del collezionismo e del mondo che questo costruisce e rappresenta. In particolare ha evocato il rischio che la passione diventi ossessione, osservando che in realtà il mondo dei filatelisti è piuttosto complesso ed esclusivo e poco riconosciuto dalle altre componenti sociali, specialmente da quelle culturali che in effetti sono poi quelle ad esso più vicine.
Il rischio concreto è quello che i collezionisti vengano visti come una casta chiusa proprio a causa del loro spiccato individualismo.
Altra criticità identificata è quella di una forte pulsione del collezionista, alquanto illusoria, verso il guadagno e della diffusa mentalità speculativa che circola nel settore.
Infine Dondi ha identificato nel filantropismo, un elemento che potrebbe invertire l’attuale tendenza.
Mario Locati ha parlato con grande competenza e profonda passione, di filatelia fiscale, un settore di grande interesse storico e culturale, caratterizzato da alcune singolarità quali l’assenza di letteratura e da un mercato altamente soggettivo ovvero di un “non mercato”.
Di grande interesse anche l’intervento di Danilo Bogoni, Presidente dell’Associazione nazionale della stampa filatelica che ha affermato “Anche la stampa filatelica è in crisi, nella misura in cui è in crisi il Paese”, sottolineando poi come l’attività di giornalista filatelico sia stata per lunghi tratti di carattere amatoriale. Ha continuato poi, tra storia e cronaca a raccontare l’evoluzione della stampa filatelica italiana fino all’attuale difficile situazione, che vede in edicola solo il “Collezionista” a fronte delle tante testate presenti negli anni cinquanta e sessanta.
Per quanto riguarda l’informazione filatelica nel WEB, Bogoni si è detto sorpreso dalle poche pagine filateliche, di tipo giornalistico, presenti oltre le due premiate di cui diremo dopo.
Infine anche Danilo Bogoni ha paventato il rischio che la “nicchia” dei filatelisti diventi una tana e infine un vicolo cieco.
Ultima relazione in programma quella di Paolo Guglielminetti sulla filatelia espositiva che presenta un quadro tutto sommato stabile e perfino in crescita in taluni segmenti.
I dati esposti da Guglielminetti sono davvero interessanti e inducono un minimo di ottimismo, stante che, per esempio proprio tra i cadetti, gli espositori sono in crescita.
In tarda mattinata si è svolta anche la riunione straordinaria del Consiglio direttivo del Club presieduto da Angelo Teruzzi, che ha approvato una linea programmatica che prevede nuovi e diversi incisivi interventi e che sarà dettagliatamente delineata nelle prossime settimane.
Nell’ambito della Manifestazione, come è noto, sono stati premiati i due siti web di informazione filatelica più votati dai soci e dai simpatizzanti del Club, ovvero Vaccarinews e italiainformazioni.com.; i premi sono stati consegnati a Paolo Vaccari e Fabio Bonacina per Vaccarinews e a Giuseppe Di Bella per italiainformazioni.
Le collezioni premiate dagli espositori sono quelle di Ferdinando Giudici, Angelo Teruzzi e Flavio Pini, mentre i visitatori hanno preferito le collezioni di Vinicio Sesso, Rosario D’Agata e Cesare Rialdi. Il “Gronchi rosa” messo in palio tra i votanti non soci, è stato vinto da Marialuisa Ferrari.
Nella foto Giuseppe Di Bella (a destra) riceve il premio dai vertici del Club: Angelo Teruzzi Giorgio Khouzam e Bernardo Naddei.












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Complimenti per il premio