di Chiara Billitteri -

Mentre alla Regione Lazio è ancora bufera sul caso Fiorito, ecco che la vicenda sulle spese dei gruppi consiliari comincia a mostrare le prime ripercussioni nel resto d’Italia.

“Diteci cosa ne fate dei nostri soldi” – E proprio in Sicilia, dove l’equazione ‘politico uguale ladro’ è diventata un luogo comune, a prova di dubbio e largamente diffuso, si fa sempre più pressante la richiesta ai partiti per una maggiore trasparenza sui conti. Claudio Fava, candidato di Sel, Fds e Idv alla poltrona di Palazzo d’Orleans, oggi ha invitato Gianfranco Miccichè, Rosario Crocetta e Nello Musumeci a chiedere ai partiti che li sostengono “di rendere immediatamente pubblici i bilanci dei loro gruppi parlamentari”. “In quei bilanci – ha detto Fava -  sono finiti in questa legislatura 67 milioni di euro dei cittadini: a loro è dovuta trasparenza e verità”. Ma, in Sicilia, siamo anche in campagna elettorale: che ripercussioni avrà la vicenda nello scenario politico nostrano? Per dirlo è ancora presto.

“Scala indagato per truffa, forse” – Nel frattempo, la campagna elettorale siciliana è stata ‘scossa’ da un’altra vicenda, che riguarda il presidente dell’Anci Sicilia, ed ex sindaco di Alcamo, Giacomo Scala (Pd). L’esponente del Partito democratico trapanese è candidato alle prossime elezioni per il rinnovo dell’Assemblea regionale, e ad appena tre giorni dalla direzione regionale del suo partito, che dovrà sciogliere la matassa delle candidature per le liste, le indiscrezioni sulla sua presunta iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Trapani per truffa si scontrano con il tema delle ‘liste pulite’, tanto care al candidato presidente di Pd, Udc e Api, Rosario Crocetta. Scala si difende: “Fino a questo momento non ho ricevuto nessun avviso di garanzia. Mi auguro di poter presto essere ascoltato dal procuratore capo di Trapani per capire di cosa si tratta e di che cosa mi si accusa. In ogni caso sono sereno”. La vicenda sarà discussa anche alla direzione regionale del Pd, prevista per lunedì pomeriggio.

A proposito di questo, l’ex sindaco di Alcamo si dice perplesso: “È inquietante – ha detto – , che la notizia venga illegalmente diffusa a due giorni dalla direzione regionale del mio partito, che dovrà ratificare le liste dei candidati per il rinnovo dell’Ars”.  Detto questo, Scala, ha annunciato che insieme ai suoi legali presenterà “un esposto, allo stato contro ignoti, per il reato di rivelazione di segreto d’ ufficio a tutela della segretezza delle indagini, della mia persona, e del lavoro dei magistrati della Procura di Trapani verso i quali nutro la massima fiducia”. Ma una cosa è sicura: la direzione di lunedì prossimo si preannuncia già infuocata.