Affare Nomura Bank, Fondo Immobiliare della Regione siciliana, liquidazione Ente Acqedotti siciliani, Cape Sicilia, e – da ultimo – l’inchiesta  sui Grandi eventi, avviata dalla Procura della Repubblica di Palermo in seguito ad un esposto di un imprenditore palermitano, escluso da una gara pubblica dedicata alle manifestazione in occasione della visita del Papa nel capoluogo siciliano: è una filiera inquietante che segnala il percorso inedito della “contabilità” pubblica in Sicilia.

La Guardia di Finanza è impegnata su più fronti, dalla “pausa caffè” di alcuni dipendenti regionali ai fondi europei spesi per la comunicazione, che hanno richiesto verifiche negli uffici di alcune aziende leader di Palermo nel settore delle affissioni. Il fascicolo sui Grandi Eventi, di cui si scrive e si parla poco, potrebbe riservare molte sorprese, stando alle aspettative degli addetti ai lavori.

L’inchiesta allo stato registra l’iscrizione nel registro degli indagati, tra gli altri, di Faustino Giacchetto, personaggio di primissimo piano, guru della comunicazione siciliana, la cui abilità, riconosciuta unanimamente, avrebbe permesso il raggiungimento di risultati straordinari nelle iniziative avviate dagli enti pubblici.

In occasione dell’apertura dell’inchiesta, le cronache ospitarono anche un gossip assiduo, alimentato dalle voci del presunto uso di escort per ottenere i favori dei rappresentanti delle istituzioni regionali. Una pratica da tempo utilizzata in altre regioni italiane, da Milano a Roma e Bari, per ricordare alcuni episodi, che hanno coinvolto imprenditori pugliesi e lo stesso ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Di recente si è fatto il nome di Sara Tommasi su la Repubblica, fra le “dame di compagnia” di importanti uomini politici siciliani legati al guru della comunicazione regionale. Tutti, comunque, hanno smentito ogni cosa.

Il filone dell’indagine più importante dell’inchiesta Grandi Evernti, al di là degli aspetti pruriginosi, riguarderebbe l’editoria, dove si sarebbero realizzate autentiche e rapide fortune,

L’attesa sull’esito degli accertamenti disposti dalla procura della Repubblica ed affidati alle Fiamme gialle, è particolarmente viva, perché i nomi che circolano sono tanti e tutti eccellenti. Voci, naturalmente, e nient’altro.

A differenza dei casi maturati nel 2006-2007, che hanno visto nell’inedito ruolo di “imprenditrice” (Fondo immobiliare, Cape Sicilia, Nomura) la Regione collezionare insuccessi che pesano oggi sulle risorse pubbliche, i Grandi Eventi segnano un capitolo diverso della gestione delle risorse: sono sorti e ben posizionati sul mercato pochi imprenditori legati fra loro da rapporti molto stretti. Un clan, dunque. O una tribù di privilegiati che ha spazzato via la concorrenza con irrisoria facilità.

Siano state commesse illegalità o meno, sarà la magistratura inquirente ad accertarlo, ma una circostanza sembra incontrovertibile, che la fortuna ha arriso a pochi, entrati nelle grazie dei “potenti”. Fra costoro c’è Faustino Giacchetto. Che non deve certo rispondere della sua abilità e delle sue buone amicizie, quelle che, per esempio, gli hanno consentito di far parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Federico II, la quale vive anche di soldi pubblici e dedica larga parte della sua attività ai grandi eventi.

Il lavoro d’indagine degli inquirenti, la Guardia di finanza in prima fila, tende a scoprire patti sotto banco fra amministratori pubblici e imprenditori, in particolare i criteri di espletamento delle gare, che avrebbero privilegiato la presenza di sponsor privati importanti nella realizzazione degli eventi. Bastava avere un istituto di credito al fianco per spuntarla sui concorrenti. Con questo meccanismo, tutto sommato semplice, è stato possibile affidare ad aziende di fiducia specializzate le commesse.