Affidarsi ai sondaggi è come prevedere gli eventi atmosferici dalle fitte alla schiena che solitamente annunciano il cambiamento di tempo. Se poi si vuole di più, restringere il campo, dai dati nazionali a quelli siciliani, visto che nell’Isola si va a votare a fine ottobre, allora occorre stare a metà strada fra la sfera di cristallo e l’oracolo di Delfo.
Rinunciamo a fare notizia? Vero, ma non ce la sentiamo riferire i numeri senza farvi sapere che cosa ne pensiamo. Bisogna aspettare alcuni giorni, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo e il numero di astenuti ed indecisi comincia a calare, per saggiare il polso della gente ed ottenere qualche previsione seria sulle intenzioni di voto.
Ciò premesso vi proponiamo il risultato di una nostra faticosa ricerca di parametri di qualche attendibilità, dopo avere sfogliato gli ultimi sondaggi nazionali (Ipsos-Pagnoncelli, Piepoli. Emg-Termometropolitico), e due ricerche regionali (Demopolis e Datamonitor-BlogSicilia).
Siccome l’attenzione maggiore riguarda i candidati alla Presidenza della Regione, le comparazioni fra i dati nazionali e regionali escludono, né può essere diversamentre, candidati che non hanno il riscontro dei partiti nazionali, come ad esempio, Gianfranco Miccichè, che è il candidado di due partiti e un Movimento – Grande Sud, Mps e Partito dei Siciliani – che non sono rappresentati nelle ricerche condotte sul territorio dell’intera penisola.
L’andamento dei partiti maggiori lascia intravvedere una evoluzione positiva a favore dei partiti maggiorti, Pdl e Pd, con una netta prevalenza del secondo ed alterne fortune del primo (premiato da Ipsos, retrocesso da Piepoli), una sorta di alternanza nelle intenzioni di voto a favore del Movimento 5 Stelle (dal 14,5 al 18 per cento, a seconda del sondaggio), una sostanziale tenuta delle formazioni medie (Udc, Idv, Selecc), e dei piccoli partiti (con l’eccezione della Federazione di sinistra, data al 3,5 da uno degli istituti di ricerca, rispetto al 2,5 degli altri).
In questo quadro di riferimento vanno collocati i candidati alla Presidenza della Regione siciliana che sembrano ottenere i maggiori consensi, e cioè Nello Musumeci (Pdl, la Destra, Pid), Rosario Crocetta (Pd, Udc, Psi, Api), Gianfranco Miccichè (Grande Sud, Partiti dei siciliani, Mps), Claudio Fava (Idv, Sel, Verdi) e Cancellieri (M5S).
La distanza fra Musumeci e Crocetta sarebbe dell’ordine di un punto percentuale. Datamonitor concede il 28 per cento a Crocetta e il 30 a Musumeci, Demopolis il 27 a Crocetta e il 28 a Musumeci. Siccome i sondaggisti ritengono che la forbice di due punti va sempre calcolata per difetto o eccesso, se ne deve dedurre che i dati qui proposti potrebbero non avere alcun riferimento con la realtà.
Musumeci, stando alle ricerche effettuate dagli istituti demoscopici su un bacino nazionale, dovrebbe contare su partiti che raccolgono intenzioni di voto vicine al 25-26 per cento nel complesso, mentre il bacino virtuale di Crocetta potrebbe raggiungere addirittura il 35- 36 per cento (Pd, Udc, Psi, Api).
Demopolis valuta Claudio Fava al 14 per cento, Datamonitor al 10 per cento. Gianfranco Miccichè, un caso sorprendente, viene dato da entrambi i sondaggi, al 20 per cento. Il bacino elettorale di Fava dispone delle intenzioni di voto a favore dell’Idv e Sel, e cioè 12-14 per cento. Quanto a Cancellieri, infine, un divario enorme separa le rilevazioni siciliane (8-9 per cento), da quelle nazionale, sette o otto punti a danno del candidato siciliano, giacché i sondaggi danno ai grillini sette o otto punti in più rispetto ai consensi regionali.
La campagna elettorale, tuttavia, non comincia e finisce con le candidature alla Presidenza della regione. Ci sono centinaia di candidati che scalpitano, lanciatissimi. La fortuna dei candidati presidenti dipende anche da loro, è bene non dimenticarlo.












4 commenti a "Regionali, nessuna fuga:
partita aperta. Per tutti"
La forbice per alcuni sondaggisti è di due punti, per altri di tre punti. Quanto all’espressione usata, non ci sembra affatto impropria, perché la realtà potrebbe essere diversa da quella prospettata dai risultati. Insomma, sosteniamo la stessa cosa, solo che Lei, gentile lettore, usa un vocabolario diverso dal nostro. Con tutto il rispetto, non è una cosa così grave.
Il margine di errore (forbice) è di 3 punti percentuali e non 2. E poi cosa vuol dire la frase “i dati qui proposti potrebbero non avere alcun riferimento con la realtà”? I dati hanno riferimento reale ma, semplicemente, rientrando il divario tra i due principali candidati nel margine di errore, non è possibile prevedere con una certa accuratezza l’esito della competizione.
L’analisi dellìarticolista è interessante,
intelligente, congrua.
Occorrerà, in effetti, siano prodotte le
liste e verificare il potenziale dei
candidati.
Personalmente mi permetto prevedere la
elezione a presidente di Nello Musumeci,
che appare simpatico nel suo fare umile,
linerare, sobrio, onesto, preparato.
Lo volete capire anche voi che il PID non esiste da 14 mesi perchè si è trasformato in CANTIERE POPOLARE e accoglie tute le donne e gli uomini che vogliono dare vita alla sez. italiana del PARTITO POPOLARE europeo. Ve ne accorgerete dai risultati del 29 Ottobre. Già alle comunali della Primavera scorsa le 2 liste Cantiere Popolare e Amo Palermo sono state il PRIMO partito del centro destra a Palermo.