La trappola delle liste: creano malumori, insofferenza, sospetti e possono disperdere i voti. Ma sono anche una risorsa se aprono ad altri soggetti politici la partecipazione e trascinano sul candidato presidente suffragi altrimenti perduti. Il superamento dello sbarramento del 5 per cento è molto impegnativo. Le liste sono perciò il rovello dei partiti e dei candidati in queste ore.
I big, comunque, hanno anticipato la presentazione formale. Sono sicuri di trovare un posto in lista ed hanno quel che serve per la comunicazione. Le città sono tapezzate di manifesti. Palermo, in particolare, è invasa dai volti dei candidati. Sempre le stesse facce, ovunque. Una metafora dell’immobilità della casta. Basta dare un’occhiata in giro per capire che cosa bolle in pentola. Minestra riscaldata, per alcuni versi.
Le novità, però, ci sono. Si tratta di cercarle con il lanternino. Non sono compatitive sul piano comunicazionale, visibilità vicina allo zero. La par condicio è un problema.
Le quattro coalizioni promosse dai partiti tradizionali – Pd-Udc, Idv-Sel, Grande Sud-Partito dei siciliani, Pdl-Pid – sembrano ormai avere trovato la quadra almeno sul numero delle liste da presentare. A meno di novità Nello Musumeci dovrebbe essere sponsorizzato da tre liste: Pdl, Pid e Lista del Presidente; Gianfranco Miccichè da tre liste, Grande Sud, Partito dei Siciliani, Mps-Fli; Rosario Crocetta da tre liste, Pd, Udc, Lista del Presidente (con Psi, Api e Movimenti all’interno); Cludio Fava da tre liste, Idv, Sel-Fds-Verdi e Lista del Presidente.
Ai nastri di partenza, dunque, una condizione paritaria sulla carta.
Invero nel Pdl si discute ancora su una seconda lista di partiti (Forza Sicilia, a quanto pare), ma ci sono molte perplessità, non tanto per il reperimento dei candidati, quanto per l’effetto boomerang che la seconda lista potrebbe provocare a causa della inevitabile frammentazione dei voti. Sembra dunque che i dirigenti berlusconiani abbiano fatto un passo indietro per non danneggiare la lista ufficiale del Pdl dove si candidano gli uscenti. E La Destra? Le ipotesi sono due: o una lista della Destra o i candidati della Destra nella lista del Presidente.
Nel campo di Crocetta alla lista del Presidente viene dato il compito di “sfondare” le linee nemiche, perché ospiterà personaggi di primo piano, provenienti dall’area socialista, rutelliana e dei movimenti.
Anche nella coalizione di Claudio Fava i giochi sono fatti: l’Idv avrà le sue liste in solitudine, mentre Sel, Fds e Verdi dovrebbero proporsi nelle stesse liste, ma c’è chi ipotizza uno sbarco di alcuni candidati nella lista del Presidente.
Altrettanto semplice pare il quadro di riferimento degli autonomisti: Grande Sud avrà le sue liste, come il Partito dei Siciliani (ex Mpa), mentre la terza lista vedrebbe la coabitazione fra candidati del Movimento popolare siciliano di Riccardo Savona e finiani del Fli.











3 commenti a "Quattro coalizioni con tre liste.
È un rischio? Sbarramento-trappola"
VEDREI BENE NELLA COALIZIONE AUTONOMISTA LA LISTA DEL PARTITO DEL POPOLO SICILIANO. NO AI PARTITI ITALIANI, NO SGARBI.
Vince Nello Musumeci. Non ci sono altre alternative valide sullo scenario Siciliano.
Il Centrodestra vince contro il nulla presente negli altri partiti.
Manca la quinta coalizione:
Movimento 5 Stelle-Cittadini siciliani.
2 liste pronte dal 4 agosto. Cosa abbiamo fatto tutto questo tempo? Abbiamo ultimato il nostro programma!
Ma che ve lo dico a fare? Il vostro programma e’ gia’ noto a tutti!!!