A Catania, al teatro ‘Abc’ durante la registrazione del dibattito tra i candidati presidenti alla Regione siciliana che andra’ in onda questa sera alle 21 su Antenna Sicilia, e’ stato diffuso un sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Demopolis sulle intenzioni di voto dei siciliani. Fra i candidati e’, di fatto, testa a testa fra Nello Musumeci e Rosario Crocetta. L’aspirante governatore del centrodestra, infatti, si attesterebbe al 28%, un punto in piu’ dell’esponente di Pd, Udc, Api e Psi che arriva al 27%. Terza piazza per il candidato di Grande Sud, Pds, Fli ed Mps, Gianfranco Micciche’ che ‘raccoglierebbe’ il 20% dei voti. Seguono Claudio Fava, esponente di Sel, Idv ed Fds, con il 14% e Giancarlo Cancelleri, del Movimento 5 stelle che guadagnerebbe l’8% dei consensi. Il dato piu’ significativo e’ comunque quello dell’astensionismo che si attesta al 43%.
Altro dato indicativo. Il 43 per cento degli elettori siciliani, cioe’ oltre due milioni di persone, oggi non si recherebbe alle urne. E’ quanto poi emerge dal secondo sondaggio Demopolis. Scende anche la fiducia dei siciliani nella politica. Gli elettori siciliani hanno risposto che e’ appena all’11 per cento, un dato senza precedenti, come dice il direttore di Demopolis.
Nel 2009 la fiducia era al 23 per cento. Idem la fiducia nei partiti, scesa dal 16 al 5 per cento. Infine il 57 per cento dei siciliani scegliera’ un candidato a prescindere dal partito, il 30 per cento un partito a prescindere dal candidato e il 13 per cento non sa.











2 commenti a "Regionali a rischio astensionismo
Testa a testa Musumeci-Crocetta"
Mi****a picciotti!
ma si può votare Crocetta?
daiii….. come si fa a essere indecisi?
L’IMPORTANZA DEL DIALOGO E CONFRONTO NELLA SICILIA DEL 2012
In un momento particolarmente critico per i siciliani, condizionati da strani eventi socio-politici, è necessario il dialogo costruttivo familiare e sociale, da estendere all’intera popolazione di cinque milioni e 51.075 abitanti, al fine di raggiungere corretti obiettivi vantaggiosi preventivamente condivisi dalla maggioranza assoluta.
Per cui necessita superare insieme gli ostacoli politici che impediscono il dialogo familiare già ridotto al minimo da una TV in genere gestita dal potere politico.
Il problema di fondo rimane quello di parlare liberamente con i propri familiari, concittadini e corregionali. In considerazione di risultati attesi di dubbia qualità sui contatti attuali con i propri simili, è da chiedersi se esistono in Sicilia le vie ottimali per avviare con successo dialogo e confronto, mirati a programmare, condividere e approvare a maggioranza assoluta, l’atteso CAMBIAMENTO regionale. Certamente utile per riscattare l’Autonomia venuta meno nel 1946 modificata e manipolata dai governi pro tempora. Pertanto, è auspicabile che i siciliani dopo 66 anni di delusioni, si dessero una smossa per salvare capri e cavoli a tutela dei propri interessi personali e familiari, mettendo da parte l’usanza del “a futti cumpagnu” rivelatasi controproducente in particolare per coloro che l’anno adottata e applicata sino ad oggi.