di Pino Scorciapino -

In Sicilia la settimana scorsa – venerdì 14 – l’inizio dell’anno scolastico ha riproposto accentuati problemi di plessi non a norma e talvolta inutilizzabili, strutture fatiscenti, accorpamenti, classi pollaio, presidi e docenti ancora non nominati o che si debbono dividere tra città, paesi e istituti vari trascorrendo il loro tempo lavorativo più che altro in auto invece che in cattedra. Ma che importa? Tutto passa in secondo piano. Perché? Perché nelle scuole siciliane è arrivata la “rivoluzione informatica” certificata dal “registro informatico”. Niente più spese inutili per l’acquisto dei registri di carta, strumento di tortura per generazioni di studenti. Che bello! Evviva! Tutto moderno, al passo con i tempi. Viviamo di informatica, ci nutriamo di informatica e la carta nelle scuole va abolita, anzi aborrita. Non c’è un centesimo per acquistare carta per fotocopie o registri di carta. Peccato che – non potendoci togliere il vizio di mangiare e bere (ci stanno tentando in tutti i modi ma purtroppo il vizio resiste) – c’è ancora chi pensa che nelle scuole si debba utilizzare la carta igienica, almeno quella. Poveri illusi fuori dal tempo. La parole d’ordine nelle scuole è categorica: niente più carta. Neppure carta igienica. C’è il “registro informatico” che risolve tutto. Vuoi vedere che serve anche per gli usi ai quali è destinato il …rotolo di morbidezza che in molti istituti – causa casse vuote – si è costretti a portare da casa?