di Salvo Cataldo -

Nessun governo di coalizione post-voto, ma un’alleanza “che si creerà di volta in volta in Aula”. Rosario crocetta fissa i paletti e risponde così alle voci sull’esistenza di un accordo con le forze che oggi sostengono Gianfranco Miccichè nella corsa alla presidenza della Regione. “Non ci sono inciuci, nè accordi preesistenti”, ha precisato il candidato di Pd, Udc e Api nel corso di una conferenza stampa convocata all’indomani dell’intimidazione subita con una lettera di minacce recapitata a un dirigente del partito di Caltanissetta. “Il nostro obiettivo è quello di vincere e bene – ha aggiunto -. cercheremo fino alla fine di avere una maggioranza”. Le alleanze post 28 ottobre offrono lo spunto a Crocetta per l’immancabile stilettata a Sel, che sostiene Claudio Fava: “Un’alleanza con loro per governare meglio? Non avremo alleati a sinistra dal momento che non credo supereranno lo sbarramento del 5%. Sel ha fatto un’operazione suicida“.

Con Fava fuori dai giochi (“dovrebbe capire che gli avversari del cambiamento sono da un’altra parte e invece continua ad attaccare Crocetta”, ha rincarato la dose il responsabile del dipartimento Economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina), gli occhi sono puntati sulla coalizione di Miccichè. Il sospetto di un’intesa con Crocetta aleggia da diversi giorni, ma l’ex sindaco di Gela ha avvertito: “Allearsi con gli sconfitti delle elezioni è un metodo vecchio. Chi vince governa e chi perde fa opposizione – ha continuato -, pur sapendo che ci sono modi diversi di metterla in pratica. Ci sarà un confronto con tutte le forze politiche sane e oneste dell’Ars, ma non ci saranno alleanze come formula di governo. Con Lombardo è stato così e non ha funzionato. Nonvedo perchè dovremmo trovare un’opposizione a provvedimenti giusti come lo snellimento della burocrazia o il sostegno all’agricoltura”. Nessun assessore in giunta che non sia appartenente alla colaizione di partenza, dunque.

Ma non c’è soltanto il nodo alleanze ad animare il dibattito nel Pd. A pochi giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle candidature, i Democratici sono alle prese con il caso Speziale, da cinque legislature deputato all’Ars e ostacolato adesso da Miguel Donegani. L’assemblea provinciale di Caltanissetta ha approvato la richiesta di deroga alla regola dei tre mandati per l’esperto parlamentare del Pd, ma Donegani, suo avversario nello stesso collegio, ha alzato gli scudi. L’ultima parola spetterà alla direzione regionale del 24 settembre, crocetta intanto ha dato un mezzo via libera a Speziale: “Sono questioni interne al partito, che deciderà in base alle regole dello Statuto. Norme che prevedono anche la possibilità di concedere una deroga – ha precisato il candidato governatore -. Il mio pensiero? Credo che esistono delle regole ma esiste anche la politica. Si può tranquillamente decidere di fare un’eccezione per chi ha dato tanto al partito e rappresenta comunque la voglia di rinnovamento”.