Il Pdl siciliano non candidera’ alle prossime elezioni regionali i politici rinviati a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, associazione mafiosa, riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Lo ha annunciato oggi, nel corso di una conferenza stampa, il gotha siciliano del partito di Berlusconi. Non solo. Incandidabili anche coloro che sono stati condannati in primo grado per reati di criminalita’ di tipo mafioso “o riconducibili – dice il commissario Pdl di Palermo, la senatrice Simona Vicari – ad organizzazioni criminali, finanziamento illecito dei partiti politici, scambio elettorale politico, smaltimento illecito di rifiuti, corruzione, usura, ricettazione, frode nelle pubbliche forniture”.

“Voglio vedere se c’e’ qualcuno che fara’ riferimento a un Codice etico come il nostro”, dice la Vicari.

Escluso dall’incandidabilità invece il deputato regionale siciliano del Pdl Roberto Corona, arrestato nei mesi scorsi nell’ambito di un’inchiesta per una frode finanziaria: sara’ candidato alle prossime regionali in Sicilia nonostante il rinvio a giudizio per esercizio abusivo dell’attivita’ finanziaria attraverso il rilascio di false polizze fideiussorie. A confermarlo e’ il coordinatore regionale del Pdl Sicilia Dore Misuraca, che oggi ha presentato il codice etico di autoregolamentazione in vista delle candidature per le regionali.

Il codice prevede l’incandidabilita’ di coloro che sono stati rinviati a giudizio per reati mafiosi. ‘Noi dobbiamo tenere conto delle norme -spiega Misuraca- e il reato di cui e’ accusato Corona non rientra tra quelli previsti dal codice antimafia Pisanu per l’incandidabilita’. Anzi, aggiungo che abbiamo fatto un codice di autoregolamentazione ancora piu’ rigido’.