Come una statua greca, una Venere, a cui il volere del Fato e i secoli hanno portato via le braccia, Simona Atzori ha danzato a Palermo con tutta la bellezza e la sinuosità del suo corpo, decisamente diverso dall’ordinario, ma senz’altro avvezzo al movimento. Special guest dello spettacolo Emotion Life insieme al suo partner Salvo Perdichizzi del Teatro alla Scala di Milano, la Atzori ha ballato venerdì e sabato sera a Palermo al Teatro Franco Zappalà (location scelta a causa del maltempo, in sostituzione di Villa Pantelleria).
La danzatrice con i capelli ricci sciolti sulla schiena, ha fermato il tempo e il respiro del pubblico, entrando nello spazio scenico con il suo movimento insolitamente armonico, le flessibili gambe e i lunghi e incurvati piedi; di una eloquenza disarmante.
Ambasciatrice per la danza presso il Vaticano nel Giubileo del 2000 e protagonista della cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Torino nel 2006, oltre alla danza, Simona coltiva sin dall’eta di quattro anni la passione per la pittura. I suoi quadri creati con i piedi, per i quali ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, sono infatti esposti e apprezzati in tutto il mondo.
Diretto da Andrea Forte Calatti che firma la regia, lo spettacolo nasce dalla prima idea coreografica di Marco Messina (danzatore del Teatro alla Scala). Apprezzabile come opera prima ma ancora giovane per alcuni aspetti, la pièce si è avvalsa della presenza di diversi ballerini palermitani. Particolarmente bravi nel gesto atletico ed energici, Vito Bortone e Lucia Ermetto.
Il tema principale dello spettacolo è il continuo interrogarsi tra anima e ragione, un dualismo attraversato da una serie di emozioni positive e negative. Non una vera storia, dunque, ma una serie di immagini e suggestioni che riconducono ad una rilfessione sulla vita e sul parco delle emozioni possibili – forse troppe per essere esplorate in un solo spettacolo -. Il respiro funge da elemento simbolico che accompagna inizio e fine dei pezzi, in quanto primo e ultimo “movimento” della nostra vita.
Attraverso un movimento plastico che affonda le sue radici nella tecnica classica, negli ensemble e attraverso un articolato lavoro in coppia e in trio di approccio tipicamente post-moderno, lo spettacolo vuole in sintesi affermare l’amore come generatore di ogni slancio vitale. L’accompagnamento musicale di Caterina Forte (arrangiamento di Gabriele Semeraro) si basa su un elemento principale, il pianoforte, il cui suono risulta uniforme alla forza espressiva del corpo.
Il progetto Emotion Life si prefigge di utilizzare la danza come veicolo culturale ed emozionale nell’ambito dello sviluppo e della diffusione di essa sul territorio siciliano. Contestualmente al soggiorno a Palermo la poliedrica Simona Atzori ha presentato alla Mondadori di via Ruggero Settimo il suo primo libro dal titolo: “Cosa ti manca per essere felice?” , in cui racconta tutta la sua forza nell’affrontare la vita con energia positiva e motivazione, al fine di scoprire che “la felicità non è la meta, bensì il percorso”.










