Raffaele Lombardo suscita emozioni forti. Non solo nel mondo politico, ma anche altrove, nel mondo delle professioni, per esempio, dove abitano i giornalisti. Sono i rabbiosi assalti all’arma bianca di penne generalmente caute e gentili a regalare la misura delle emozioni forti, con i loro scritti, e meritare perciò di sopravvivere all’oblio inevitabile del testo effimero.
Si avventano su Raffaele Lombardo come il Decimo Cavalleggeri su un campo Sioux in un western americano pieno di sensi di colpa verso gli indiani d’America. Gli assalti sono così fuori dal contesto della quotidianità che non si può fare a meno di chiedersi che cosa mai abbia combinato Raffaele per suscitare tanta bile. Avete mai visto pecore che sbranano un pastore? Penitenti che accoltellano il sacerdote? Orfanelle del Sacro cuore che infliggono nerbate alla suorina che le accudisce?
Può capitare solo ai giornalisti di svegliarsi al mattino e per buoni motivi, rimossi a causa del sonno pesante, subire la metamorfosi e trasformarsi in insetti velenosi? Ci mancherebbe. Può capitare anche ad un avvocato, ad un metalmeccanico, a un manager, un professore, un medico. A chiunque, insomma. Quando la metamorfosi riguarda il giornalista è sotto gli occhi di tutti e fa opinione.
Che cosa rimuove il giornalista? Sfavori, malacreanze, abbandono. Il reddito opulento venuto meno dall’oggi al domani: o semplicemente un voltafaccia, una scortesia politica. Qualcosa che, a prescindere dalla rilevanza, sia vissuta come una tragedia.
Che fa, vi starete chiedendo, difendi Raffaele Lombardo? Manco per idea, vade retro Satana. Pararsi davanti all’aggressore per salvare la vita (politica) a Lombardo sarebbe puro autolesionismo.
Non è la difesa del governatore dimissionario a sollecitare questa improvvida riflessione quanto il mondo offeso che usa il machete con il Lombardo malamente “vissuto”. Le nobili ragioni degli assalti, se ci si avvicina alle motivazioni, sono introvabili. Si scoprono magari dotti riferimenti letterari, gli accostamenti a personaggi leggendari della storia e della letteratura, l’antica Roma di Cincinnato, o alla Londra avvolta nella nebbia di Mr Stevenson dove si muovono, come manichini, il dottor Jekyll e mister Hyde.
C’è chi dipinge Raffaele Lombardo come l’icona dello spirito doppio, delle grandi cattiverie e della grande bontà, più il primo che il secondo, più il male, dunque, che il bene. Finalmente riconoscibile e quindi estirpabile definitivamente (a meno che non sia utile conservarlo…).
Essendo persuasi, fino a prova contraria, che non esista il luogo delle macerie perché ci portiamo appresso tutti quanti le nostre macerie, e siamo perciò obbligati a confrontarci con esse, suggeriamo di riporre Stevenson nell’apposito scaffale dedicato all’adolescenza e smettendo di inseguire il dottor Jekyll e mister Hyde in terra pirandelliana, leggere, o rileggere, Italo Calvino.
Perché proprio lui? La sua trilogia – Il Cavaliere inesistente, Il Visconte dimezzato e il Barone rampante – ben si adatta alla descrizione della vita e delle opere di Raffaele Lombardo. Il Barone rampante decide di vivere in cima ad un albero; il Visconte dimezzato scorrazza per i suoi possedimenti, ora come cattivo ora come buono, ma nell’uno e l’altro caso facilmente riconoscibile quindi “onesto”, e il Cavaliere inesistente che vive per grazia di Dio e volontà di Carlo Magno.
E qui ci fermiamo per non far torto ad alcuno, dovendo dare per scontato che le favole di Italo Calvino facciano parte del bagaglio delle professioni gentili. Ove così non fosse, pazienza, avremmo insinuato il desiderio, se non il bisogno, di colmare una lacuna del sapere.











Un commento a "Lombardo rampante, dimezzato o inesistente?"
Purtroppo io sono tra quelli che hanno riposto fiducia nelle chiacchiere autonomiste del Sig. Raffaele Lombardo.
L’autonomismo in Sicilia è però una cosa troppo seria per gente come lui.
Ci vuole ben altro spessore morale per meritarsi di essere accreditato come un difensore dei diritti statutari di questo popolo.
Alla fine si è rivelato per ciò che era in realtà.
Cioè soltanto uno dei tanti cialtroncelli che si sono periodicamente affacciati sulla scena politica siciliana negli ultimi anni.
La lotta autonomista ….. per fortuna ….. continuerà anche dopo la sua definitiva scomparsa dalla scena politica regionale.