A voler fare una valutazione dell’operato di un parlamento, c’è un dato che, anche se non è l’unico, è certamente indicativo del livello di produttività dell’Onorevole siciliano: il numero dei disegni di legge.
Non tutti, certo, sono destinati a diventare legge regionale. Molto più spesso, anzi, lo diventa solo una minima parte, e gli altri finiscono nella palude dei calendari affollati dei lavori delle commissioni e di Sala d’Ercole.
Ma, a voler fare una valutazione, i numeri parlano da soli: nelle ultime tre legislature appena il 7% dei disegni di legge sfornati da governo e deputati dell’Assemblea regionale, è diventato legge.
Per essere più precisi, su quasi 3000 ddl presentati negli ultimi dieci anni, più di 2600 si sono arenati.
Il Parlamento che ha legiferato di più? L’ultimo, quello della legislatura appena conclusa (in anticipo di quasi un anno). La legislatura meno produttiva, invece, la tredicesima. Il parlamento siciliano, quando a capo del governo regionale c’era Totò Cuffaro, ha approvato 83 leggi in quattro anni, per lo più leggi di bilancio, per l’ordinamento regionale, enti locali e organizzazione amministrativa, riforme istituzionali e norme per l’ambiente e il territorio.
Pochissime invece quelle su servizi sociali e sanitari, soltanto due.
Ed effettivamente, l’ambito sociale e sanitario, negli ultimi dieci anni è stato il più trascurato: nei due anni della XIV legislatura nemmeno una norma è stata fatta in tal senso, un po’ più confortanti, invece, i numeri di quella appena conclusa. Nonostante la legislatura si sia chiusa in anticipo, le leggi approvate di argomento sociale e sanitario sono 7. Lo stesso vale per le norme su agricoltura, industria, commercio, pesca e artigianato, le cosiddette attività produttive: solo otto approvate nella XIII legislatura, quella presieduta da Cuffaro, e appena tre (ma in soli due anni) nella quattordicesima. Poco meno di venti, invece, le leggi prodotte dall’ultimo parlamento in materia di produttività. Insomma, l’ultimo parlamento ha fatto i compiti a casa.
Ma li ha fatti per davvero? La risposta è si, se si fa un confronto tra le ultime tre legislature.
Ma più di 850 disegni di legge finiti nel dimenticatoio, poco più di 100 leggi regionali, su quasi mille ddl, prevalentemente di iniziativa parlamentare (quasi il 90%), sono numeri sufficienti a giudicare in modo positivo l’attività di un governo, o di un parlamento?
Tra poco più di un mese ci saranno le elezioni per decidere chi sarà il prossimo presidente della Regione, e per il rinnovo dell’Assemblea regionale, e a decidere saranno i siciliani.













Un commento a "I conti dell’inattività legislativa,
83 leggi in quattro anni"
finalmente si scopre chi lavora poco e guadagna molto.