Notizie contraddittorie, in linea con la difficile congiuntura economica, sull’editoria siciliana: al centro delle voci la più vecchia testata siciliana, il Giornale di Sicilia, che alcuni mesi or sono fu al centro di una trattativa, mai formalmente iniziata, fra il quotidiano di via Lincoln e l’ingegnere De Benedetti (l’editore di Repubblica-L’Espresso comunicò ai giornalisti de la Repubblica di Palermo, che non sapeva che farsene, più o meno, della testata).
Ci sono voci insistenti della nascita di un polo “all news” a cui parteciperebbero le emittenti catanesi di Telecolor e Antenna Sicilia, e Tgs (Tele Giornale di Sicilia). Si parla anche della stampa del quotidiano palermitano a Catania nella rotativa de La Sicilia, come prima tappa di un avvicinamento fra Mario Ciancio e Antonio Ardizzone. Il polo “all news” dovrebbe tirare fuori dalla difficile situazione le emittenti etnee e rilanciare Tgs.
La proprietà, intanto, ha imposto un turn over rapido al vecchio management, indizio di una volontà di rilancio. E ha presentato, di recente, il restyling del sito on-line di riferimento del quotidiano. Fatti che dovrebbero fugare le preoccupazioni dei più pessimisti.
Nel presentare la nuova faccia del sito on-line, tuttavia, Antonio Ardizzone e Giovanni Pepi, rispettivamente direttore-editore e condirettore della storica testata, testimoniano la permanenza delle difficoltà .
“Una ultima considerazione riguarda noi, editori e giornalisti, costretti a vivere nei tempi bui”, scrivono Ardizzone e Pepi rivolgendosi ai lettori del quotidiano on-line. “Il bel successo ottenuto dal sito non ci fa dimenticare la crisi della carta stampata, il motore principale del nostro gruppo che condiziona tutto il resto…Una crisi epocale che vede i giornali di carta sopraffatti dai nuovi media, i quali possono offrire tutto in tempi più rapidi e gratis. Talora o spesso diffondendo filmati e articoli tratti dai giornali e dalle tv che per realizzarli affrontano dei costi”.
Pepi e Ardizzone, dunque, denunciano di essere “derubati” del loro prodotto e di dovere sopportare una crisi che, tuttavia, nella carta stampata non colpisce certo tutti allo stesso modo, dal momento che altre testate stanno realizzando importanti performance.
Come intende affrontare i problemi il Giornale di Sicilia?
Vecchia maniera, risorse pubbliche.
“Quando crisi epocali di questa portata colpiscono settori strategici devono intervenire i governi. Da noi i governi stanno fermi. Oppure, peggio, intervengono male: finanziando, come succede in Italia, giornali di partito a danno di voci indipendenti”.
Dopo la denuncia, i propositi: “Se stanno fermi i governi, non stiamo fermi noi. Con la decisione del nuovo sito cerchiamo, utilizzando le nostre risorse, di proiettare il giornale nel futuro. Cercando di ottenere le attenzioni e le solidarietà dovute”,
Fin qui tutto chiaro, ma la conclusione riporta in primo piano le incertezze sul futuro con una disarmante confessione. Il Giornale di Sicilia non sta fermo, utilizza proprie risorse, “ammesso che le risorse di cui disponiamo, decrescenti, consentano la sopravvivenza”.
La fiducia, insomma, non è alle stelle.











3 commenti a "Giornale di Sicilia, polo all news, rilancio e “sopravivvenza a rischio”…"
Il gds non ha mai avuto grandi “penne”, si e’ sempre limitato a riportare notizie importanti su Palermo come se fosse un giornalino di classe, particolarmente attento alle miss di ogni tipo. La vetrina delle pulzelle da votare sul sito ne e’ la triste riprova di come abbiano cercato di carpire lettori…. e che lettori se questi sono i contenuti. La presunzione poi di parlare di cronaca nazionale fa sorridere. Non parliamo del comico Pepi e del suo egocentrismo. Morale, vero e’ che il web e’ piu veloce, ma ancor piu vero e’ che i giornali online come anche il vostro sono scritti meglio e sono molto piu dinamici. Cmq il gds resta ottimo….. per avvolgere “cacoccioli”.
Il Giornale di Sicilia è ormai un corpo estraneo alla città di Palermo, perché si è sempre schierato politicamente (nei fatti, se non nella linea editoriale), dimostrando tolleranza quando non adulazione nei confronti del potente di turno ed evitando accuratamente di pestare certi piedi, che in nome della libera informazione e del giornalismo d’inchiesta andavano pestati a ripetizione, invece.
Basta vedere chi, spesso, firma i pezzi di commento politico o gli editoriali.
Si sono auto-castrati chiudendo il sito web (!!!!) per un periodo lungo, a quanto pare per beghe e rappresaglie interne tra “condirettore” e rappresentanti sindacali. Chiudendo così un importante canale di raccolta pubblicitaria.
Tirava fino a quando c’era lo sport. Ora che anche quello è fruibile on-line, e con ampia ricchezza di fonti, di fatto è in pieno declino.
Mi dispiace per i tanti, bravi professionisti che ancora ci lavorano (tanti altri hanno avuto l’opportunità di andar via…)
Polo “All news (che piacciono a voi)”?
Che tristezza…