La cornice è l’elegantissimo Grand Hotel Delle Palme, nel centro di Palermo, e i toni sono soft: non ci sono urla o slogan da lanciare a folle oceaniche ed è tornato il tempo del ‘parlato’, perché come dice il diretto interessato “non si vince coi luoghi comuni, ma costruendo un rapporto con la gente”.
Il centrodestra siciliano lancia la sua campagna elettorale per Nello Musumeci e si rifà il trucco. L’obiettivo principale è far dimenticare il vecchio Polo, mettendo in disparte i simboli di partiti che un tempo primeggiavano in ogni manifestazione. L’operazione parte prima di tutto dal simbolo della lista che farà riferimento all’aspirante governatore: sfondo rosso, con un tratto giallo sotto alla scritta “Nello Musumeci Presidente”. Colori che poco s’intonano con un candidato di centrodestra, ma la verità è che simboli come quello del Pdl non sono più così amati. Allora si faccia avanti l’ennesimo riferimento alla Sicilia (“Sono i colori della nostra regione”), in queste elezioni che sembrano diventate una contesa tra paladini dell’Opera dei Pupi.
Il maquillage del centrodestra che candida Musumeci con il Cantiere Popolare di Saverio Romano, La Destra di Storace e con il Popolo delle libertà (“Ma altre sigle potrebbero aggiungersi negli ultimi giorni”), ha una strada obbligata: rimuovere dalla mente dei siciliani l’immagine della coalizione che quasi cinque anni fa elesse Raffaele Lombardo alla presidenza della Regione. Un orientamento chiaro, che traspare anche dalle battute ironiche del sempre garbato Musumeci: “Il mio primo grande sforzo da presidente? Sarà quello di far capire ai siciliani che i catanesi non sono tutti uguali. La Sicilia ha avuto sei o sette presidenti di Regione catanesi. Non voglio fare allusioni o riferimenti a vicende che hanno il mio rispetto ma che verranno giudicate dalla storia e dalla cronaca – sottolinea -, io comunque non vorrei essere accostato ad altre esperienze”. Il ‘nuovo centrodestra’ passa anche dal luogo che Musumeci sceglierà qualora dovesse vincere le elezioni: “Se verrò eletto presidente non vivrò a Palazzo d’Orleans, ma prenderò un bivani. Sono figlio di operai e penso alle oltre 40mila famiglie siciliane in cerca di una casa”. Salta subito all’occhio la differenza con Lombardo, che cinque anni fa decise di rispolverare la foresteria di Palazzo d’Orleans.
I simboli dei partiti non possono non esserci ma restano in un angolo, quasi nascosti. In prima fila, però, ci sono i big della coalizione: dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio, all’ex ministro Saverio Romano, passando per il presidente della Fondazione FareFuturo, Adolfo Urso, il coordinatore regionale del Pdl, Dore Misuraca, e l’eurodeputato del Cantiere popolare Antonello Antinoro. In sala spuntano tanti vecchi volti, come quello di David Costa, ex assessore regionale alla Presidenza assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il diktat però è chiaro: il passato si ripone nel cassetto. La ragion di Stato prevale su tutto e i toni concilianti si fanno modus operandi. “Gli ultimi anni della vicenda politica regionale sono stati caratterizzati da profonde divisioni, dissidi e contrasti – evidenzia Musumeci – Sono stati pregiudicati persino rapporti personali che si erano consolidati nel corso di una vita. Il mio compito non sarà quello di intercettare il residuo dei veleni che ancora permane sulla scena politica siciliana, ma anche lavorare per bonificarlo”. Il nuovo corso è iniziato, il passato non conta più.













8 commenti a "Il maquillage di Musumeci:
“I catanesi non sono tutti uguali”"
Ma come si fa a presentarsi alla gente con le solite menate……e lui sarebbe il nuovo?
Siamo stufi di gente con la gamba a cavallo.
Vogliamo gente con le maniche arrotolate e con il cervello costantemente in contatto con il cuore.
Basta con i Signorotti frustino e pizzetto. Vai
Rosario e prenditi cura di noi.
Povero coriolano, quanta rabbia, quanto veleno, quanta inquietudine traspare dalle tue parole… ma che ti hanno fatto. Forse hai dimenticato che “qualcosa” di buono per la collettività durante la sua vita politica Nello Musumeci l’ha anche fatta o no! Perchè non proponi una figura politica alternativa invece di sparare fesserie a ruota libera.
Mi sembra che accordi con l’altro catanese li abbiano fatti tutti. La differenza sta nella capacità di comprendere che accordi con quel soggetto politico sono impossibili e prendere le necessarie distanze.
Nello Musumeci una persona perbene e soprattutto capace!
consiglierei di aspettare i risultati del voto prima di affittare un bivani a Palermo!
Sarebbe interessante sapere cosa ha fatto DI CONCRETO per la SICILIA ed i SICILIANI mentre è stato sottosegretario con il governo del cavaliere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Avviso ai naviganti:
per cortesia mettiamo da parte veleni
e polemiche astruse.
Nello Musumeci è un’ottima persona,
un gentiluomo, un bravo politico.
Sarà straeletto.
a proposito di maquillage:non potyrebbe tagliarsi il pizzotto?
1) Elezioni Provinciali 2008 a Catania: Alleato con PDL con un assessore in giunta;
2) Elezioni Comunali 2008 a Catania: All’opposizione con sinistre,
sputa veleno per 4 anni. Settembre 2012 trova un compromesso dopo 4 anni di veleno e si allea;
Elezioni europee 2009: Musumeci si candida insieme a Lombardo;
Governo Berlusconi: Musumeci viene nominato sottosegretario;
Elezioni Regionali in Sicilia: Accetta di essere candidato di Miccichè/Lombardo ma viene scaricato. Decide di candidarsi con il PDL e comincia a sputare fango su Lombardo (mancato alleato) e Miccichè.
Fa un vergognoso compromesso con Stancanelli, dopo quattro anni di feroci attacchi.
I catanesi non siamo tutti uguali, è vero, ma allora perchè, dal momento che sei diverso da Lombardo ti ci sei alleato nel 2009 per le elezionni europee e speravi di allearti anche per queste regionali?
Come mai, dopo quattro anni di veleno hai fatto un vergognoso compromesso con il tuo (ex) peggior nemico Stancanelli dopo tutto il fango che gli hai sputato addosso?
Caro Nello, i catanesi è vero, non sono tutti uguali ma non sono nemmeno tutti cretini e il tuo gioco l’hanno capito fin troppo bene.
Abbi almeno il decoro di non parlare male di persone con cui sei stato a braccetto e speravi di riavere accanto anche se purtoppo per te ti è andata male.
Caro Nello, non affittare nessun bivani, aspetta il 28 ottobre non vorrei che i catanesi abbiano capito in tanti e sarebbero soldi sciupati.