(PUBBLIREDAZIONALE) Si sono alzati all’alba, hanno indossato gli abiti da lavoro e l’elmetto e si sono recati nel cantiere appositamente allestito alle spalle della facoltà per calarsi nei panni del muratore e sperimentare direttamente le tecniche costruttive di pilastri, muri, travi, pavimenti, impianti elettrici, idrici e fognari, porte e finestre per cui stanno studiando nelle aule e nei laboratori in vista del conseguimento della laurea.
Sono gli studenti e le studentesse di Ingegneria e di Architettura dell’Università Kore di Enna, che stanno per completare in questi giorni la prima summer school dal titolo inequivocabile “sporchiamoci le mani”. E in effetti li si può osservare mentre con pale, picconi e cazzuole tirano su porzioni di muri, aprono le tracce da cui far passare le reti degli impianti, applicano l’intonaco, posano i pavimenti e mettono persino le piastrelle alle pareti. Tutte operazioni eseguite con criterio e a regola d’arte, che vengono realizzate con la consulenza straordinaria di un docente universitario d’eccezione, un vero mastro muratore. Gli studenti realizzano, registrano gli aspetti tecnici e poi, in aula, valutano il lavoro svolto in termini di efficacia e di costi, anche al fine di comprendere quali sono gli elementi che concorrono alla formazione dei costi dei diversi lavori. La summer school “sporchiamoci le mani” è stata voluta dal prof. Giovanni Tesoriere, preside della Facoltà, ed organizzata insieme con l’Osservatorio regionale dei prezzi delle infrastrutture edili, promosso due anni dallo stesso ateneo e dalla Camera di commercio.
“Non ci siamo fatti mancare nulla – spiega il docente Gianluca Burgio che assieme alla collega Giovanna Acampa ha coordinato la summer school -. Ci siamo districati tra sacchi di cemento e mattoni, abbiamo lavorato con i ritmi e svolgendo le attività reali di un cantiere per fare vivere agli studenti la complessità e le dinamiche che portano alla costruzione di un manufatto edile o di una presa di terra. Spesso le università privilegiano soltanto un sapere accademico e molto distante dalla realtà operativa – conclude Burgio – qui ogni studente ha fatto il progettista, il direttore dei lavori, l’operaio, il muratore e l’installatore”. Il principio ispiratore di tutta l’iniziativa è quello di mettere i futuri professionisti nelle condizioni di capire nella pratica il rapporto tra progettazione e realizzazione di un’opera.
Da cantiere edile, naturalmente, anche le pause di lavoro, con birra e grosse pagnotte alla mortadella. Unico inconveniente: le unghie delle ragazze in qualche caso non hanno retto ai lavori edili, ma le studentesse non sono apparse preoccupate più di tanto.











