di Rosa Guttilla -

VENEZIA – Con la proclamazione dei premi finali si sono spenti i riflettori sulla 69esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia che, per l’Italia, ha avuto un gusto amaro. Confermando o smentendo previsioni, più o meno lungimiranti, le tre giurie delle sezioni più importanti, “Venezia 69”, “Orizzonti” e “Opera Prima”, hanno reso ufficiale il loro verdetto.

Per la sezione Venezia 69 il presidente di giuria Michael Mann, insieme a Marina Abramovic, Laetitia Casta, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Matteo Garrone, Ursula Meier, Samantha Morto, Pablo Trapero, tra le diciotto pellicole presentate ha conferito il Leone d’Oro al film “Pieta” di Kim Ki-duk (Corea del Sud); il Leone d’Argento, invece, per la migliore regia è finito nelle mani di “The Master” di Paul Thomas Anderson (Stati Uniti).

Delusione, quindi, per i film italiani, anche se gli unici premi sono andati a due siciliani: l’Osella per la migliore fotografia è stata vinta dal palermitano Daniele Ciprì con “E’ stato il figlio”, che al momento della premiazione ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato nella raccolta delle immagini per il film e lo ha dedicato al fratello Giovanni e a Marco Onorato. Il Premio Marcello Mastroianni, riconosciuto invece ai giovani attori emergenti, è andato al messinese Fabrizio Falco, interprete in due film in concorso (“E’ stato il figlio” – Daniele Ciprì – e “Bella Addormentata” – Marco Bellocchio).

Il Premio Speciale della Giuria è andato, dopo un piccolo ‘mistake’ (così lo ha definito la stessa Laetitia Casta) che ha visto al momento della proclamazione un scambio di premio, al film di Ulrich Seidl (Austria – Germania – Francia) “Paradies: Glaube”.

La Coppa Volpi, premio assegnato al miglior attore maschile e femminile, sono stati attribuiti, in ex-equo, a Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix, per “The Master”; la migliore interpretazione femminile, invece, è stata, secondo il verdetto, quella di Hadas Yaran, per “Lemale et Ha’Chalal di Rama Burstein (Israele).

Olivier Assayas (Francia) con il film “Apres Amai” ha vinto il premio per la Migliore sceneggiatura, mentre la giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi De Laurentis), presieduta da Shekar Kapur, ha assegnato il premio al film “Küf” (Mold) di Ali Aydin (Turchia – Germania).

Nei 32 film in concorso, per la sezione “Orizzonti”, la giuria ha riconosciuto come miglior film  “San Zimei” di Wang Bing (Francia – Hong Kong), mentre il premio speciale di giuria è andato a “Tango Libre” di Frédéric Fonteyne (Francia – Belgio – Lussemburgo); i Premi Orizzonti Youtube e l’ European Film Awards 2012-EFA sono stati attribuiti rispettivamente a “Cho-de” di Yoo MIn-young (Corea del Sud) e “Titloi Telous” di Yorgos Zois (Grecia).

Infine il Leone d’Oro alla carriera 2012 è andato a Francesco Rosi, Premio Persol a Michael Cimino. Se dunque nelle sezioni principali i film italiani hanno ricevuto premi marginali o nulla addirittura, ci si aspettava sinceramente qualche riconoscimento al film di Bellocchio. Nelle sezioni minori, invece, “L’intervallo” di Leonardo Di Costanzo ha ricevuto ben sette premi collaterali tra cui il Fipresci (Federazione Internazionale Critici Internazionali).

Al di là di un pizzico di delusione per i film italiani, dunque, non rimane altro che aspettare l’uscita delle pellicole nelle sale: come sempre il giudizio più atteso, e forse più obiettivo per certi versi, rimane quello del pubblico.