“Potete starne certi che non tollereremo alcuna forma di violenza” da parte degli operai della Gesip. Lo ha detto il Questore di Palermo, Nicola Zito parlando con i giornalisti delle continue proteste degli operai della societa’ compartecipata del Comune senza stipendio dal primo settembre. “Bisogna operare con il giusto equilibrio tra il diritto di manifestare e di protestare e il diritto di vivibilita’ della cittadinanza”, ha continuato Zito. E il sindaco Leoluca Orlando aggiunge: “gli opeari non si permettano di mortificare le forze dell’ordine, se se la devono prendere con qualcuno se la prendano con le istituzioni”. “Le strategie dell’ordine pubblico – dice ancora il Questore – sono delicatissime”.
“Non possiamo sgomberare la Cattedrale fino a quando non ce lo chiedera’ la Chiesa”. Ha detto ancora Zito rispondendo ai giornalisti che gli chiedono se verra’ sgomberata la Cattedrala occupata da due giorni dagli operai della Gesip. Una trentina di persona dormono anche all’interno della chiesa. “Noi agiamo sempre con accortezza e cautela’, ha detto il Questore riferendosi ai continui blocchi stradali degli operai.












3 commenti a "Gesip, pugno duro della questura:
“Non tollereremo violenze”"
Lavoratori?!?!? questi sono raccomandati che erano convinti di trovare la cuccagna, non fare niente e rubare uno stipendio…. In miniera!!!
Sono completamente d’accordo. Questi operai in larga maggiornanza non hanno mai lavorato e non credo che lo vogliano fare adesso. quindi per loro c’e’ la casa. per coloro viceversa che vogliono lavorare si mettanon in mostra e il comune prima o poi li fara lavorare onestamente e indeterminatamente. Oggi ho visto che fine ha fatto il parco di acqua dei corsari bonificato alla meno peggio nel 2009. oggi e’ un disastro per colpa della gesip. Vadano a casa e ci lascino tranquilli!!!
E cos’è è se non violenza impedire la circolazione in città? No caro questore la verità è che lei è in ostaggio di questi ex lavoratori che lavoratori non sono mai stati. La cosa peggiore è che i poveri poliziotti sono costretti a subire gli sberleffi e gli insulti senza poter fare il proprio dovere che è quello di impedire che la libertà di qualcuno possa sopraffare la libertà della stragrande maggioranza della cittadinanza. E se non mi credete provate a chiederlo a coloro che non hanno potuto celebrare il loro matrimonio o a quegli operatori commerciali che a causa dei blocchi hanno visto ridursi ulteriormente la loro clientela già falcidiata dalla crisi. Io vorrei una città nella quale prima venga il rispetto della collettività e poi il rispetto dei singoli e non il contrario.