Ancor prima di “chiudere” l’accordo con il Pd in Sicilia, ad una sollecitazione di Angelino Alfano, Pier Ferdinando Casini reagì con una espressione inequivocabile: avrebbe fatto a Roma ciò che si apprestava a fare nell’Isola, né più né meno: “la rotta è segnata”, commenta oggi Francesco Verderami sul Corriere della Sera, “a meno di un naufragio nel mare siciliano”. Il cronista politico più avvertito di via Solferino, infatti, ha capito che lo sgambetto all’asse sotto traccia Casini-Bersani può arrivare dalla Sicilia, dove il Cavaliere punta tutto su Nello Musumeci, candidato alla presidenza della Regione, proveniente da La Destra di Francesco Storace, e dalle divisioni del centrosinistra, che hanno in Leoluca Orlando – come Di Pietro a Palermo – il loro nucleo fondante.
Il naufragio nel mare siciliano è possibile? Certo che è possibile. In Sicilia l’altra sinistra – stando alle intuizioni di Ezio Mauro sinistra-nuova destra – può contare sull’entusiastica partecipazione de la Repubblica che tifa per gli avversari dell’asse Casini-Bersani-Vendola, vagheggiato in più circostanze nei suoi editoriali da Eugenio Scalfari.
La campagna elettorale, grazie a Repubblica, infatti, si tinge di giallo. Il quotidiano ha fatto rotolare sulla campagna elettorale la voce di un patto fra Gianfranco Miccichè, candidato del Grande Sud e dell’Mpa di Raffaele Lombardo, con Rosario Crocetta, candidato del Partito Democratico, l’Udc, il Ps e l’Api. L’intento è chiaro: delegittimare Rosario Crocetta a favore di Claudio Fava, candidato di Sel e Idv.
Siccome il risultato elettorale siciliano – naufragio o felice approdo – influenzerà in modo inequivocabile sia le alleanze romane quanto le urne delle politiche di primavera (o inverno inoltrato), la partita siciliana si gioca solo virtualmente su due tavoli. In realtà essa muove le prime mosse nell’Isola, il tavolo è uno solo.
Lo scenario dunque si fa fosco per il centrosinistra che a Roma non rischia niente – l’Idv è fuori dalle alleanze – ma in Sicilia, grazie all’elezione diretta del presidente della Regione, la guerra di Orlando e Sel al Pd, il supporto mediatico di Repubblica (a Roma schierata sull’altro fronte), rischia molto.
C’è chi ricorda, come un incubo, la gioiosa macchina da guerra messa in campo da Achille Occhetto nel 1994. Una macchina che avrebbe dovuto provocare sfracelli e che invece si arenò proprio in Sicilia, dove prevalse l’ostracismo della Rete di Leoluca Orlando ai socialisti che avevano nell’Isola un buon consenso. I socialisti devono saltare un turno, pretese Orlando, e gli elettori di quell’area politica lo presero sul serio: invece che votare per i progressisti, preferirono il nuovo, Forza Italia. E fu il naufragio, perché le urne siciliane avrebbero provocato la sconfitta della gioiosa macchina da guerra.
La voce di Repubblica sul presunto patto segreto fra Miccichè e Crocetta è stata smentita sia dal segretario del Pd, Beppe Lupo, quanto da Rosario Crocetta. Ma Fava ha gradito l’assist e brinda a champagne per la trovata del quotidiano, che potrebbe ridargli ossigeno (le intenzioni di voto non lo premiano finora), e Rudy Maira, Pid, sostenitore di Nello Musumeci, affibbia alla lista di Miccichè il ruolo di “civetta” ed alla coalizione che sostiene il leader del Grande Sud, l’epiteto di “sindacato giallo”.
Obiettivo centrato da la Repubblica di Palermo? Il patto irrompe nella campagna elettorale fra gli applausi di Musumeci e Fava e il sorriso, sornione, di Beppe Grillo che promette una vacanza siciliana di due settimane. Che potrebbe costringere i sondaggisti, scesi in Sicilia a frotte, a rivedere tutto di sana pianta e rottamare tutto, anche patti e condizioni. Vere ed inventate.













3 commenti a "Naufraga il sospetto,
ma Crocetta naviga fra gli scogli"
E se le perdessero entrambi?
x andersone fareweto.
L’unica certezza oggi è che Musumeci vince le elezioni. Tutto il resto è noia .
Tutta sta caciara che Repubblica sta tentando di sollevare per screditare Crocetta, rischia di ottenere l’effetto contrario.
Giusto gli elettori intellettualoidi di sinistra possono farsi influenzare dalle chiacchiere inutili di questa testata pseudo-giornalistica, condizionata dalla linea editoriale dettata da chi ci ha rimesso di più dalla perdita del mega affare dei 4 inceneritori, voluta (giustamente) in fumo da Cracolici e Lombardo.
Il tentativo è quello di spostare il voto d’opinione verso Orlando e dunque verso Fava.
Il problema è che, attualmente, il “sinnacollanno” sta incontrando parecchi problemi ha rispettare le promesse elettorali fatte a chi lo ha preferito a Palermo a Ferrandelli, in cambio delle solite false rassicurazioni di stabilizzazione dei dipendenti di Gesip, Amia ed altre realtà dell’assistenzialismo “di scambio” del Capoluogo siciliano.
E’ lì, infatti, che Orlando ha pescato più de 90% degli oltre 100.000 voti che si è accaparrato alle ultime amministrative. I quali compongono, a loro volta, la parte largamente predominante del consenso totale dell’IdV in tutta la Regione.
Quelli che hanno votato Orlando, insomma, se ne fregano abbondantemente di tutte queste chiacchiere pre elettorali. Questa gente vuole che si mantengano le promesse, altrimenti andrà a rivolgersi altrove. Ovunque ci sia il potere di “sistemare” loro le cose, insomma.
Diffondere queste voci su accordi sottobanco con Crocetta, quindi, potrebbe spostare tutto questo cospicuo bacino di consensi verso colui che, a detta degli stessi pseudo giornalisti intenzionati a screditarlo, potrebbe incarnare il potere per i prossimi 5 anni, proprio grazie a questo tanto sbandierato patto di “desistenza” con Miccichè ed il fronte autonomista.
Chissà. Forse andrà a finire che Crocetta e Lombardo, il giorno dopo le elezioni, manderanno un biglietto contenente i loro più sentiti ringraziamenti alla redazione de La Repubblica-Palermo.