Tutto sotto traccia, ma la percezione netta è che Silvio Berlusconi “sorvegli” la Sicilia come se fosse il caveau di Paperon de Paperoni: è dall’Isola che può provenire la spallata di cui ha bisogno. Qualche giorno fa ha dovuto bere la cicuta della sua sondaggista di fiducia, la signora Gisleri, che lo ha informato dello “stallo”: l’annuncio della “ridiscesa” in campo non ha emozionato gli italiani, il Pdl resta ancorato ad 18-20 per cento delle intenzioni di voto. S’è sparsa la voce, pertanto, che l’ex premier stesse ripensandoci sopra e che volesse passare la mano, ancora una volta, ad Angelino Alfano. Il piano “b”, tuttavia, avrebbe trovato un muro nel segretario che non ha alcuna voglia di andare al massacro in testa ad un esercito votato alla sconfitta.

 Il Giornale di Berlusconi apre in prima con una sollecitazione pressante: “Bisogna andare al voto”. Un indizio inequivocabile delle intenzioni del cavaliere per alcuni, la solita entrata a gamba tesa della Santanchè e il direttore, Alessandro Sallusti, secondo altri.

L’appello al voto – non più novembre, ma febbraio – riporta la Sicilia in primo piano perché una cosa è andare a votare otto mesi dopo le urne siciliane (che si aprono il 28 ottobre), ed un’altra a tre – quattro mesi. In un tempo lungo, i risultati elettorali isolani potrebbero essere coperti dai “detriti” della quotidianità politica e perdere la loro spinta propulsiva, mentre votare a febbraio significa rimanere “a ridosso” della Sicilia.

Ecco perché l’Isola è un sorvegliato speciale. Se la performance del candidato di centrodestra, Nello Musumeci, può essere realisticamente ipotizzata, allora occorre avvicinare il voto delle politiche, nel caso contrario è opportuno prendere tempo e magari mettere a fuoco una strategia che  preveda una sconfitta, puntando su una leggera elettorale premiante per chi arriva secondo e in grado di avvantaggiare la grande coalizione.

 Le responsabilità di Nellu Musumeci, dunque, crescono ogni giorno di più. I primi sondaggi sarebbero confortanti ma ancora poco significativi a causa dell’’alto numero di indecisi e astensioni. Il leader della Destra siciliana avrebbe un avversario temibile, Rosario Crocetta. Sia Gianfranco Miccichè quanto Claudio Fava in questa fase non decollano, ma è ancora prematuro immaginare una fuga del duo di testa.