A fine ottobre i siciliani andranno a votare con regole diverse da quelle adottate alle recenti amministrative. Si torna, infatti, al “trascinamento”. I candidati all’Assemblea regionale siciliana divengono sponsor del candidato presidente. Il voto disgiunto, tuttavia, è possibile. L’elettore dispone di due voti, infatti: uno per la scelta di una lista regionale, il cui capolista è candidato alla carica di presidente della Regione, l’altro per la scelta di una lista fra quelle concorrenti nel collegio provinciale.
Alle amministrative in Sicilia non bastava votare il candidato al consiglio comunale per esprimere, indirettamente, il proprio consenso al candidato sindaco: era necessario scegliere anche il candidato sindaco. Stavolta il voto di lista viene assegnato al candidato presidente collegato con la lista scelta dall’elettore. Queste norme hanno fatto sì che i candidati consiglieri non si sentissero legati al candidato sindaco. Ognuno pensava per sé, e per questa ragione c’è stata una coda velenosa dopo i risultati elettora e ci sono state accuse di tradimento piuttosto diffuse. In alcune sezioni, per esempio, lo spread di consensi fra la lista e il candidato collegato alla lista è stato altissimo. La stessa campagna elettorale è stata influenzata dalle norme introdotte pochi mesi prima dall’Assemblea regionale: i candidati al consiglio comunale hanno preferito lavorare per il loro successo piuttosto che per quello del candidato sindaco, nella convinzione che rimanere “in mare aperto” fosse più vantaggioso.
Ora si cambia registro. Non significa affatto che si tratti di disaffezione, caduta di credito di affidamento verso la parte che si è scelto di favorire, ma che ci sia semmai una intenzione più matura e cosolidata nel tempo.
Il voto disgiunto è stato il protagonista assoluto della campagna elettorale delle amministrative in Sicilia, stavolta esso è una opzione e nulla di più.
I partiti, dunque, sono nuovamente in campo, almeno sullla carta. Sappiamo bene che non godono di una buona immagine né in Sicilia né altrove, ma hanno uno strumento in più per contribuire alla elezione del loro candidato.
Quanto conterà l’effetto trascinamento è impossibile, allo stato, prevederlo. Più della metà degli elettori, stando ai risultati dei sondaggi più recenti, sono indecisi o prevedono che non andranno a votare. Il livello di astensione, dunque, è così alto da rappresentare un autentico record.
In passato, tuttavia, le astensioni e le indecisioni, sono sempre rientrate in misura considerevole, ma stavolta si parte da cifre molto alte e quindi è possibile che l’astensione resti notevole e che l’indecisione si trasformi in astensione, penalizzando gli schieramenti che contano sul senso di appartenenza, un sentimento che suscite delusione quando le cose vanno male.
L’altra novità è di natura prettamente politica. Non è mai capitato che venisero presentate due candidature forti nel centrosinistra ed altrettante, forti ugualmente, nel centro destra. Rosario Crocetta e Claudio Fava si contenderanno, infatti, i voti di sinistra e centrosinistra, mentre Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè si contenderanno i voti di destra e centrodestra. La competizione si svolgerà su due piani paralleli, uno all’interno dell’area di riferimento, centrodestra o centrosinistra, il secondo all’esterno, fra ler opzioni divergenti delle due aree politiche e culturali.











Un commento a "“Effetto-trascinamento”: i candidati sono sponsor del presidente"
Nello Musumeci prenderà un sacco di voti in più.
Molti elettori che non votano Crocetta e Miccichè voteranno in modo disgiunto per il candidato NELLO MUSUMECI.