“La risposta siciliana alle bianche scogliere di Dover”, così un sito web inglese definisce la Scala dei Turchi. Con la differenza che, per fare il bagno a Realmonte, non vi servirà indossare una muta da sub.
Proprio la somiglianza con le celebri scogliere della Manica potrebbe costare alla parete rocciosa più suggestiva della Sicilia il riconoscimento dell’UNESCO fra i patrimoni dell’umanità.
Entrambe le falesie sono di un bianco accecante ma le similitudini sembrano finire qui. La Scala dei turchi è fatta di marna mentre la scogliera di Dover è costituita principalmente da gesso.
Eppure, secondo Pietro Puccio, sindaco del piccolo comune agrigentino dove sorge la splendida scultura naturale, il lungo iter per l’inserimento nella lista dell’UNESCO iniziato nel 2007 potrebbe fermarsi anche per via della somiglianza con le scogliere britanniche.
“Stiamo lavorando – dice Puccio – abbiamo istituito una commissione e abbiamo raccolto del materiale ma, per il riconoscimento fra i patrimoni dell’umanità oltre alla bellezza del sito servono altre caratteristiche: trasporti, collegamenti, spazi attrezzati”. Insomma, una “sostenibilità turistica” che al momento manca del tutto alla Scala dei Turchi.
Mancano le infrastrutture, i trasporti (il comune non possiede mezzi pubblici) e, dopo l’ultima frana, anche la viabilità è a rischio: “in quel tratto il ciglio della strada provinciale si trova a meno di sette metri dal crollo”.
Un’arteria fondamentale, perché è l’unica che porta alla Scala dei Turchi, ma anche perché la strada provinciale collega Realmonte e Porto Empedocle via mare ed è stata individuata come una delle vie di fuga previste nel piano della Protezione civile.
Il progetto di risanamento della costa, presentato anni fa all’assessorato Territorio e Ambiente e inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del comune, non è mai stato finanziato. “Se va avanti così – continua il sindaco – quella falesia continuerà a scendere verso la spiaggia”.
Il problema riguarda anche la sicurezza delle migliaia di turisti che ogni anno affollano la splendida scogliera: il tratto di parete rocciosa che ha subìto il cedimento si trova infatti in una delle spiagge interdette ai bagnanti proprio perché a rischio crollo. “Esiste un’ordinanza della Capitaneria di porto e il divieto assoluto di andare giù ma i cartelli vengono fatti letteralmente sparire”. E il pericolo viene semplicemente ignorato.











