Un altro giorno di tensione a Palermo. Quella della Gesip, la partecipata del comune in crisi di liquidità, è stata una bomba ad orologeria, che è, purtroppo, già scoppiata. Ieri notte circa venti lavoratori della società Ecolife, vincitrice dell’appalto per la pulizia degli autobus dell’Amat, l’azienda trasporti palermitana, si sono barricati sopra il tetto della sede aziendale, in via Roccazzo a Palermo. Gli operai sono ancora lì e protestano perché temono che che il loro lavoro possa essere affidato agli operai della Gesip.

Nel frattempo, un altro gruppo di lavoratori della partecipata sta protestando davanti a Palazzo delle Aquile, sede del Municipio cittadino. Gli operai sono, di fatto, senza lavoro poiché la proroga al contratto è scaduta il 31 agosto e dal momento che il governo non ha erogato il finanziamento da 5 milioni di euro, previsto da un’ordinanza della protezione civile, i lavoratori non possono continuare a svolgere la loro attività.

Intanto, oggi si riunirà a Roma il tavolo tecnico incaricato di verificare lo sblocco dei 5 milioni. “Vogliamo tutti che il tavolo che si riunisce a Roma non sia più il tavolo tecnico che si occupa dell’ordinanza di Protezione Civile – ha affermato ieri il prefetto Umberto Postiglione – ma sia un tavolo che si occupa dei servizi a Palermo, che si occupi di garantire un atterraggio morbido per quei lavoratori da avviare a pensione, che si occupi di garantire i lavoratori che sono indispensabili per i servizi”.