Dottor Nino Scarito, lei è presidente della Confapi Palermo e vice presidente della Confapi Sicilia. Confindustria Sicilia vuole che i deputati regionali rinuncino al loro stipendio per due mesi e con le risorse così raccolte vorrebbero alleviare, per quanto possibile, i problemi economici delle imprese siciliane che hanno avuto commesse dalla Regione siciliana e non sono state retribuite. Significa che non avete preso posizione sulla richiesta. Significa che le piccole imprese non hanno bisogno di soldi?
“No, affatto. Le piccole imprese soffrono più delle grandi, naturalmente….”
E allora, perché tacete?
“È stata solo una battuta di Antonello Montante, credo che ci abbia scherzato sopra, non può essere altrimenti…”.
Scherzo o no, dottor Scarito, un deputato ha fatto atto di prontezza.
“Non so che dire, io l’ho valutata in questo modo, una provocazione semmai, ma nulla di più. Le soluzioni, naturalmente, sono diverse e questo lo sa bene la Confindustria Sicilia ed il suo presidente, Antonello Montante”.
È plausibile, tuttavia la notizia ha avuto la prima pagina…
“Vuole davvero che creda in una colletta, come soluzione dei problemi dell’impresa siciliana? Bisogna sedere attorno a un tavolo e ragionare sul da fare, e subito”.
Quali sono le priorità?
“Bisogna cambiare gli strumenti, questo è certo. Com’è possibile subire il patto di stabilità cosi com’è? Il patto impedisce alla regione di effettuare i pagamenti, è una cosa senza senso, delittuosa”.
Lasciamo i due stipendi nelle tasche dei deputati?
“Auspico morigeratezza, trasparenza e buone pratiche. Auspico che la prossima legislatura riscatti quella che si sta concludendo”.










