Quando chiese di essere ricevuto presso l’ufficio della Regione siciliana martedi 4 settembre, la risposta dei funzionario fu tranchant: non sarebbe stato affatto possibile. Come faceva a ignorare che martedi 4 settembre l’ufficio regionale avrebbe recuperato la giornata sottratta alla prima tranche della festa di Santa Rosalia da una interferenza domenicale?
Non possedendo una conoscenza accurata sul Festino di S. Rosalia, patrona della citta’ di Palermo, niente sapeva del legittimo recupero. Avendo quella reazione suscitato in lui una comprensibile curiosita’, il nostro fu indotto a porre un’altra domanda al funzionario: per quale ragione si non si fosse considerato di allungare di 24 ore il Festino di luglio, evitando il recupero di settembre. Quesito legittimo, che sarebbe rimasto senza risposta.
Volendo saperne di piu’ sul conto della Patrona della citta’ il nostro provo’ ad insistere. Il Festino, fu la spiegazione, si svolge in due date differenti, la prima cade nel mese di luglio, dal 13 al 15, la seconda nei primi giorni di settembre.
Il Festino e’ piu’ corto in settembre rispetto al mese di luglio, ma quando capita che il calendario faccia brutti scherzi, come nell’anno in corso, si corre ai ripari affinche’ niente venga tolto a S.Rosalia, nemmeno un’ora cittadini palermitani, impegnati negli uffici pubblici.
I palermitani doc sanno tutto per esperienza – molti di loro hanno una moglie di nome Rosalia – e sono pertanto a conoscenza che la ricorrenza giusta ai fini dell’onomastico da festeggiare alla consorte cade in luglio, mentre la Santa di settembre si e’ assunta l’onere di chiudere allegramente l’estate, come avviene in tante altre citta’ siciliane. La doppia festa del patrono, a Palermo e’ un espediente, non unico pero’, perche’ in tante citta’ siciliane, accanto al patrono o alla patrona si festeggia almeno un altro santo. Per esempio, a Gela c’e’ la festa della Madonna dell’Alemanna in settembre dal 3 al 6, ma anche quella della Madonna del Rosario e del Carmelo all’inizio dell’estate.
Tutto chiaro?
Fino a un certo punto. Resta infatti da capire per quale ragione si debba recuperare il lavoro “non fatto” se il calendario fa cadere di domenica una giornata di festa.
Facciamo un passo indietro. Pochi giorni or sono fu data notizia di una proposta del governo di riduzione delle festivita’ religiose e civili. L’annuncio, come di consueto, fu dato incautamente dal sottosegretario Palillo, il quale spiego’ che le ragioni della riduzione delle feste erano legate alla crisi economica ed alla produttivita’. Dovette tornare sull’argomento per fare sapere che non se ne sarebbe fatto niente e che la spending review avrebbe dovuto cercare altri strumenti per migliorare la produttivita’.
Abolire le province e le feste, è bene tenerlo a mente, non è mai riuscito ad alcuno nella Penisola. Ci tento’ il senato della Serenissima nel 1772, Camillo Benso Conte di Cavour nel 1850 sfido’ le autorita’ ecclesiastiche, e sarebbe toccato a Benito Mussolini rimettere le cose a posto con il Concordato.
Nel caso della citta’ di Palermo, pero’, ci troviamo davanti al doppio festino dotato di un numero intoccabile di giornate di riposo obbligatorio per il pubblico impiego. Non verra’ mai permesso ad una domenica qualsiasi, infiltratasi nel sereno svolgimento del Festino, di scippare una sola ora di festa.
E’ una questione di principio, insomma. Non un privilegio. Come e’ stato precisato allorche’ fu sollevata la questione delle ore dei permessi sindacali, dieci volte piu’ numerose della media italiana.












4 commenti a "Santa Rosalia è una sola, ma le feste sono due"
Io personalmente ho fatto proprio oggi il cambio di residenza, chiaramente al Comune e non alla Regione.
C……te! Ma in quale ufficio delle Regione deve essere ricevuto? Sono tutti aperti e funzionanti il 4 settembre e il singolo funzionario può, al limite, usufrurire delle ferie, ma non tutti gli impiegati del singolo ufficio.
Concordo con giocondor ed aggiungo che, invece, tale pratica è virtuosa, in quanto fa risparmiare in termini di bolletta elettrica (condizionatori, ascensori, fornelletti per il caffè, lampadine varie etc.).
La riduzione delle festività ha un senso per quelle aziende, per lo più private, dove le ore lavorative sono veramente “saturate” e produttive.
Negli uffici della Regione Siciliana, dove circa 6.000 impiegati non hanno realmente cosa fare, il guadagno in termini di produttività sarebbe irrilevante.