Si è tenuto ieri presso la chiesa di Santa Veneranda a Mazara del Vallo il seminario su “Il Distretto e l’Osservatorio Mediterraneo della Pesca: strumenti di pace, integrazione e multiculturalità”, evento che si è svolto nell’ambito della 63ª Settimana Liturgica Nazionale, organizzata dal Centro di Azione Liturgica ed ospitata quest’anno dalla Diocesi di Mazara del Vallo, ed al quale ha partecipato una ricca delegazione di pellegrini, liturgisti, vescovi ed universitari provenienti da tutta Italia.
Sono intervenuti: l’On. Ing. Giuseppe Pernice, Coordinatore dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo, i componenti dell’Osservatorio: prof. Vincenzo Fazio, Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Finanziarie dell’Università di Palermo; prof. Sebastiano Tusa, Soprintendente del Mare della Regione Siciliana; dott. Antonio Lo Presti, Dirigente generale del Dipartimento degli Interventi per la Pesca della Regione Siciliana, e S.E. Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo.
Ad aprire i lavori l’On. Ing. Pernice, il quale ha dichiarato: “La presenza di questo seminario all’interno della Settimana Liturgica Nazionale è un motivo di riflessione sul ruolo che il Distretto e l’Osservatorio mediterraneo della pesca ha svolto in questi anni nel modificare i rapporti internazionali con i paesi frontalieri del mediterraneo, in un’ottica di cooperazione, solidarietà, multiculturalità e di pace. Ruolo svolto in maniera esemplare poiché il Distretto ha saputo modificare una cultura della pesca basata sul prelievo quantitativo e sulla rigida distinzione dei settori della pesca (armamento, trasformazione, servizi), proponendo un modello-unicum di filiera della pesca che punta verso la sostenibilità di tutte le risorse e, attraverso l’innovazione tecnologica, verso la valorizzazione del pescato. Un modello che attira l’attenzione dei paesi rivieraschi e che crea le premesse, attraverso rapporti di collaborazione come la stipula di protocolli di cooperazione (vedi Tunisia, Libia, Egitto), affinché il Mediterraneo diventi veramente un luogo condiviso di scambio non solo economico ma anche culturale”.
Il Dott. Lo Presti ha affermato: “L’attività del Distretto e dell’Osservatorio della Pesca, che ci è ben nota e che noi abbiamo promosso, è di supporto alla Regione Siciliana, perché non sempre gli strumenti di una pubblica amministrazione sono idonei a raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo. Il Distretto della pesca è per noi un braccio operativo esterno che, coadiuvandoci nel bypassare certi vincoli quale l’appartenenza alla comunità europea e le attuali ristrettezze economiche, assieme a noi e certe volte al di là di noi contribuisce a realizzare obiettivi d’internazionalizzazione in un’ottica di cooperazione e multiculturalità, favorendo anche una gestione oculata del settore della pesca. La mia presenza qui testimonia la nostra vicinanza alle attività del Distretto”.
Il Prof. Fazio ha illustrato alcuni aspetti tecnici ed economici relativi alla pesca siciliana, così come riportati nel Rapporto Annuale sulla Pesca e sull’Acquacoltura in Sicilia. Il Prof. Tusa ha invece sottolineato il supporto dell’archeologia subacquea e l’importanza del patrimonio naturale del Mediterraneo nelle relazioni culturali fra i Paesi rivieraschi.
Infine Mons. Mogavero, ribadendo la necessità di strumenti di pace all’interno del Mediterraneo, ha concluso: ”Il dialogo, l’accoglienza, il rispetto e la concezione della diversità come risorsa. Valori che andiamo predicando da tempo e che vorremmo diventassero cultura diffusa, non solo all’interno del Mediterraneo ma oltre. Oggi si parla di Euro-mediterraneo, un concetto che non può essere solo politico e che auspichiamo sia il nuovo confine dell’Europa. In questo contesto, il Distretto rappresenta uno strumento importante per il dialogo fra le due sponde del Mediterraneo, un dialogo che partendo dalle tematiche legate alle attività marinare ed a quelle ad esse connesse, avvicina i popoli rivieraschi. L’importanza del ruolo del Distretto sta nella sua funzione di saper offrire un modello dove il mare non rappresenta solo un luogo dove prelevare risorse, ma una possibilità di cooperazione per la costruzione di un nuovo umanesimo fondato sul rispetto reciproco e sulla condivisione delle risorse”.












