L’agitazione degli 82 dipendenti della societa’ a totale partecipazione della Regione ‘Sviluppo Italia Sicilia’, che ad agosto hanno preso solo il 50 per cento dello stipendio, rischia di interrompere l’iter di un bando della legge 23 in fase di graduatoria, che avrebbe potuto subito attivare 197 milioni di euro di investimenti da assegnare alle imprese siciliane, per la crescita dei siti produttivi. “A settembre, in questa situazione di sfascio, non potremo fare piu’ lo straordinario. E la graduatoria che stiamo definendo, che sblocca fondi di investimento per le imprese, si fermera’”, denuncia la Fisca Cgil di Palermo.
In tutto 140 i progetti presentati da imprese di ogni settore gia’ positivamente valutati e passati a una prima scrematura. «Stiamo finendo l’istruttoria. Ma cosi’ non riusciremo piu’ a completarla. Ad agosto abbiamo fato trenta-quaranta ore di straordinario. Senza stipendi non garantiremo una sola ora in piu’», aggiunge la Fisac. La Fisac denuncia una situazione paradossale. «Sviluppo Italia Sicilia ha una prestigiosa sede a piazza Florio che costa 300 mila euro l’anno ma ad agosto i dipendenti hanno percepito solo la meta’ dello stipendio. Perche’ non spostano tutti nella sede dell’Irfis in via Bonanno, di proprieta’ regionale, che e’ occupata solo per la meta’?», aggiunge la Fisac Cgil. Secondo il sindacato, la societa’, che ha una perdita di circa 600 mila euro, e una fila di creditori alle porte, corre il rischio di veder morire le attivita’. La Fisac Cgil punta il dito sulle incapacita’ gestionali del cda, presieduto da Cleo Li Calzi.
“Il management dovrebbe riuscire a portare commesse. Com’e' possibile che una persona che e’ capo della segreteria tecnica di Raffaele Lombardo non sia in grado di assicurare nuove commesse? L’incapacita’ gestionale da parte del consiglio ci fa temere per il futuro della societa’. Si parla del piano riordino delle partecipate che l’assessore Armao deve esitare entro settembre: qual e’ lo spazio di Sviluppo Italia Sicilia? E’ una di quelle che restera’ in vita o no? La mission dei dipendenti nel frattempo si e’ impoverita: lavoravano per la creazione di impresa, ora fanno assistenza tecnica ai dipartimenti della Regione”.












4 commenti a "Regione, protesta dei dipendenti
di “Sviluppo Italia Sicilia”"
chiamata diretta dopo 10 anni fgiafsdi precariato una laurea perguadagnare come un facchino e subire l` arroganza di un presidente donna…
Come sono entrati? X chiamata diretta…sordo senza grandi capacità, mentre alcuni sono bravi professionisti…la maggior parte no…
sono curiosa di sapere come sono entrati in servizio i dipendenti di sviluppo italia?
sicuramente per chiamata diretta!!!!
Ma quale piano di riordino delle societa’ gia’ ne esiste uno che e’ stato approvato con legge regionale, non puo’ farne un altro con atto amministrativo mi stupisce che sia proprio l’ avv. Arma o ad annunciarlo essendo un noto avvocato amministrativista, sa benissimo che senza una legge che modifica l’ attuale piano di riordino con atto amministrativo non e’ possibile, sarebbe l’ennesimo autogol che farebbe anzi una bella figura di m…………