In seguito al licenziamento collettivo avviato dalla “Cefalù 20 Scarl” l’8 agosto riguardante 157 lavoratori, di cui 18 impiegati e 139 operai su un totale di 212 lavoratori, in una lettera al prefetto di Palermo le segreterie provinciali di Fillea, Filca e Feneal esprimono grave preoccupazione per il rischio della mancata realizzazione di una opera strategica per il territorio e per la Sicilia, “nonché per l’aggravarsi di una situazione occupazionale già grave in tutto il settore delle costruzioni”.

Oggi si è tenuto un primo incontro con l’azienda, presso l’associazione degli Industriali di Palermo, per esaminare le cause che hanno contribuito a determinare l’eccedenza del personale addetto ai lavori di realizzazione dell’opera “Raddoppio ferroviario della linea Palermo-Messina, tratta Fiumetorto- Cefalù-Ogliastrillo”. «L’azienda, nonostante la nostra contrarietà, ha confermato la propria determinazione ad avviare allo scadere della Cigs il prossimo 30 settembre i licenziamenti con decorrenza 1° ottobre 2012 – scrivono Fillea, Filca Feneal – A tal fine sia per verificare l’esistenza dei presupposti di continuità dell’opera sia di continuità o ricollocazione per i lavoratori, le chiediamo di essere convocati con cortese sollecitudine unitamente alla committenza, RFI ed Italferr, e al contraente generale Cefalù 20 scarl per individuare adeguate soluzioni alla vertenza in atto».