“ Vecchi e politici dovrebbero ritirarsi per dare spazio ai giovani e alle nuove realtà. Crocetta e Musumeci ? Vecchi” Così recentemente parlò come Zarathustra, in alcuni organi di stampa, il “giovane” ultrasettantenne uomo d’affari Zamparini convertitosi, sulla via di Damasco, per il bene della Sicilia e dei siciliani, alla politica.
Vien da dire: “ Cu parrò, m’ arricriò” che tradotto in vernacolo del nord- est ed in stretto friulano significa “ guarda un po’ da che pulpito viene la predica” .Ci mancava solo il mercante di Venezia, in questo confuso e degradante panorama politico della nostra regione, per completarne il quadro. Aspettavamo proprio il Messia- imprenditore Zamparini, come se la Sicilia fosse come, la intende lui, un grande centro commerciale da gestire e da sfruttare.
E se il progetto politico del “mercante di Venezia” assomiglia ed è affine a quello della sua gestione della squadra del Palermo, ossia quello di “accattari e vinniri” senza costruire una prospettiva per il futuro della propria squadra, siamo veramente a posto. Ed al riguardo se vogliamo proprio far mente locale al disastroso 0-3 rimediato ieri vergognosamente con il Napoli possiamo facilmente arguire che si tratta dell’antipasto di una retrocessione annunciata. E da ciò se ne possono trarre le debite conclusioni sulla affidabilità e sulle capacità, da parte di Zamparini di costruire, come ha fatto per il Palermo, un vero progetto politico per la Sicilia Se poi a questo aggiungiamo e riflettiamo su come questo innovatore dei costumi, della morale e della politica come ipocritamente ama presentarsi e per il quale “pecunia non olet”, forte dei suoi soldi e del suo potere economico, da “padrone” indiscusso ha trattato, a pesci in faccia, con protervia ed arroganza, “allenatori-signori” quali De Rossi, Guidolin e licenziandone con loro, di brutto, ben altri 35(roba da Guiness dei primati) e con ciò calpestando, il più delle volte le loro dignità professionali ed umane ci rendiamo ampiamente conto con chi abbiamo, politicamente ed umanamente, a che fare e del quale, acquisendone coscienza, ne faremmo volentieri a meno della serie” se lo conosci bene lo eviti” e con ciò prendendone elettoralmente da lui le opportune distanze.
Se ne torni nel suo Nord-Est e a Venezia dove, di lui, certo non hanno un buon ricordo. Alcuni anni fa dopo avere gestito,da presidente ,in serie A la squadra lagunare e tentato di costruire in quella città un centro commerciale, fallito questo obbiettivo, smantellò la squadra, lasciando, con un palmo di naso e gabbati, i poveri veneziani. Esattamente quello che, con diabolica e perseverante analogia, si accinge, dopo aver realizzato il centro commerciale di Fondo La Manna, a fare con i palermitani ed il suo dichiarato disimpegno nei confronti della squadra rosa-nero ne è, ove ce ne fosse ancora bisogno, l’evidente riprova. Repetita iuvant. Di queste sue indicative esperienze prima di Venezia e poi di Palermo i siciliani, ne prendano atto con la consapevolezza dell’inaffidabilità del personaggio con cui hanno a che fare e traendone le conseguenze politiche lo rimandino al mittente. Ossia in Friuli e nel suo nord-est dove potrà dispiegare al meglio le proprie attitudini politico-economiche a favore di quelle popolazioni.
I siciliani attenti e consapevoli, per questo, non sono disposti a prendere lezioni da un uomo d’affari che non ha niente da invidiare , per le cose dette, a quella classe politica che sino ad ora ci ha sgovernato: E di Zamparini e del suo “ Movimento per la Gente”, i siciliani per non essere ancora una volta gabbati e per non creare “ tra la gente” ulteriore confusione ne faranno, per questo, volentieri a meno, dando ascolto non agli imbonitori di turno ma stavolta a Zarathustra quando così parlò: “ Vi scongiuro fratelli restate fedeli alla terra e non credete a quelli che vi parlano di sovraterrene speranze. Essi sono degli avvelenatori che lo sappiano o no. Sono spregiatori della vita, moribondi ed essi stessi avvelenati, dei quali la terra è stanca: se ne vadano pure” E questa terra è stanca di mentitori,di spregiatori e di quei moribondi politici che hanno avvelenato la vita dei siciliani e a questo punto, costoro, la classe politica che ci ha governato sinora e gli imbonitori di turno alla Zamparini ci facciano la cortesia e il piacere di togliere il disturbo e se ne vadano pure a casa loro. Così parlò Zarathustra.










