Al solito 4-3-3 di stampo zemaniano, Maran si contrappone a specchio, seguendo in tutto e per tutto il lavoro svolto da Montella nella passata stagione. Tanti i nomi nuovi nella Roma, orfana di Destro (squalificato) che propone in avanti il trio: Lamela, Osvaldo, Totti. Da subito lanciati nella mischia, poi, i nuovi terzini, Piris sulla destra e Balzaretti sulla corsia opposta, Castan al centro della difesa e Bradley schierato al fianco di De Rossi, in posizione di interno destro. L’undici rossoazzurro presenta come uniche novità Biagianti, schierato al posto dell’infortunato Izco, e Bellusci a fare le veci di Spolli, non ancora in perfette condizioni.
Propositivo il Catania in avvio. Nel corso dei primi cinque minuti, i siciliani cercano la verticalizzazione in favore di Gomez per ben tre volte con Lodi, Bergessio e Almiron. Tutti e tre le volte, però, il “Papu” finisce nella trappola del fuorigioco, perfettamente applicato dalla retroguardia romanista. Con il passare dei minuti la Roma comincia a far girare palla, ma le azioni della squadra di Zeman sono macchinose e prevedibili, per questo motivo il tentativo di Osvaldo al nono, peraltro del tutto inoffensivo, è l’unica iniziativa da segnalare. Sulla fascia mancina Gomez continua a martellare ed accentrarsi, palesando tutte le lacune di Piris e costringendo prima Bradley e poi Burdisso al fallo da ammonizione.
Al 29’ il Catania passa: Lodi tocca per Almiron – schema già provato al 12’ con pallone terminato appena a lato – che spara su Osvaldo, il pallone carambola sui piedi di Marchese, ben oltre l’ultimo difensore capitolino, che fredda Stekelenburg e fa 1-1. Che in campo tra arbitro e collaboratori gli elementi siano tre, quattro o sei, gli errori permangono.
L’attesa reazione della Roma si fa attendere, ma in realtà non arriva, almeno nell’imediato. Ad eccezione di qualche sporadico episodio, infatti, le trame di gioco dei giallorossi continuano ad essere confuse. Il Catania, dal canto suo, ci prova in contropiede, prima con Barrientos – conclusione facilmente neutralizzata dall’estremo difensore olandese – poi a due minuti dall’intervallo sull’asse tutto argentino Barrientos – Gomez la squadra di Maran getta alle ortiche la possibilità di raddoppiare.
Nella ripresa è un’altra Roma. Dal 46’ al 67’ è un assedio che vede i padroni di casa schiacciare il Catania negli ultimi trenta metri di campo. Appena rientrati in campo ci pensa Lamela, su punizione, a svegliare Andujar. Il portiere eteno vola alla propria sinistra e manda in corner. Dall’angolo Osvaldo sale più in alto di tutti ma il suo colpo di testa si stampa sul palo. Il Catania vacilla paurosamente, ma resiste. Al 57’ è ancora il centravanti giallorosso a mettersi in mostra, ma il suo ‘scorpione’ finisce sul fondo; sono le prove generali per il gol.
Appena un minuto più tardi, infatti, la palla termina sui piedi di De Rossi che scodella in mezzo all’area per Osvaldo che in acrobazia realizza uno splendido gol. E’ 1-1.
Ma Zeman non si accontenta del pari e la Roma continua a spingere, a destra come a sinistra, a farne le spese, sono i terzini tenei, entrambi ammoniti dal direttore di gara. Il Catania ormai è frastornato e, perse le geometrie iniziali, ha un solo sistema di gioco, il lancio lungo per Bergessio che, pur sfiancandosi, non può far nulla contro l’intera retroguardia della Roma. Al 67’ Maran cerca di dare la scossa ai suoi: fuori Barrientos, espressosi a sprazzi, dentro il nuovo arrivato, Castro. Giusto il tempo di accorgersi del cambio ed il Catania, opaco nei primi venti minuti della ripresa, accelera improvvisamente e cinico quanto mai, rimette il naso avanti.
Lodi lancia Gomez sulla fascia sinistra, l’accelerazione dell’esterno rossoazzurro è bruciante, Piris, non c’è, Burdisso e Castan neanche, Stekelenburg va a sinistra, il pallone a destra, in fondo al sacco: 1-2.
Nell’ultimo quarto d’ora, complice l’altissima umidità, le emozioni vanno via via diminuendo lasciando spazio alle sostituzioni. Il tecnico catanese opta per: Antenucci e Sciacca, entrati rispettivamente in luogo di Bergessio e Biagianti. Il Boemo risponde con: Florenzi, Marchinho e Lopez per Pjanic, Lamela e Totti.
In virtù delle sostituzioni e delle due marcature, il recupero è corposo: quattro minuti, la Roma non si fa pregare ed al 91’ servito da Bradley, Lopez, che aveva fatto il proprio ingresso in campo da soli sei minuti, fa fuori Alvarez e conclude a rete gelando Andujar: 2-2.
Ma non è finita qui, perché sul rovesciamento di fronte Castro coglie una traversa che strozza in gola l’urlo dei supporter catanesi.
Beffardo per come è maturato, il pari, per quanto visto in campo è probabilmente il risultato più giusto. Meglio il Catania nel primo tempo, passato in vantaggio con un gol viziato da un offside sfuggito alla terna, ben messo in campo da Maran e capace di ingabbiare a tratti l’estrosa ‘Banda Zeman’. Ottima la Roma per almeno venti minuti della ripresa. 2-2, un legno per parte ed un inizio niente male.












