Come cambia il vento, in terra di Sicilia. E il clima, invece, quello cambia meno; di norma caldo, con frequenza eccezionale incandescente. Un uomo abituato ai luoghi civili, ci mette un po’ a capire che un estate così, logora più di qualunque inverno.
Il vento degli ultimi giorni, butta fuoco – l’omonimo scrittore catanese, ne è complice e al corrente – sul candidato Rosario Crocetta, al quale adesso, si guardano paglie e pagliuzze, e lo si accusa di tutto e tutti.
Era la storia di Crocetta, non troppe estati fa, la storia del sindaco di Gela, città sì bella e disgraziata, grande e provinciale, barbara e dolcissima, allora reduce da anni di morti ammazzati e consorterie mafiose ben inserite nel tessuto sociale. Si diceva sul Corriere della Sera, con audace razzismo: ecco Mafia-Ville, la città della mafia.
Cambiò il vento, e portò Crocetta, che a parte il tutto e il contrario di tutto, il fatto e il non fatto, la critica e l’elogia, e tutte le lamentale e tutte le sviolinate, qualcosa in quella città l’ha fatto: lotta alla mafia culturale e amministrativa, concreta e ideale, come non si era vista fino allora.
Un bel lavoro davvero, rivelato ai miscredenti dalla condanna a morte delle cosche, i tentativi di attentato – con tanto di inquietante killer lituano – poi sventati da forze dell’ordine attente, e da una magistratura fra le migliori di Sicilia.
“Crocetta doveva morire”. L’ho sentito dire proprio in Tribunale.
Pochi mesi fa, da Facebook, Crocetta lanciava la sua corsa per la presidenza della Regione, chiedendo le primarie a tutto il centrosinistra. Claudio Fava, che era pure sceso in campo dal salotto radicale e chic, rispose picche, che lui era voluto da Dacia Maraini e Beppe Fiorello, candidato oltre i partiti e oltre le mediazioni.
Da allora, Claudio Fava, giornalista politico e soprattutto sceneggiatore, non ha avuto tregua nel soffiare sul vento della diceria e della maldicenza contro Crocetta, in guerra forsennata all’antimafia più antimafiosa.
Il populismo, certo, è peggio dell’afa, e non c’è maniera di ristoro. Devi misurare ogni parola. Prestare attenzione ad ogni gesto. Crocetta, un po’ maldestro, ogni tanto inciampa, e Fava prova a dare lo spintone.
Agli inizi, fu Crocetta l’uomo di Lombardo e Ciancio. Poi, con Ciancio scomparso nel nulla com’era apparso, Lombardo altrove collocato e ben distante da Crocetta serio rivale, Fava ha trovato nuovo furore nell’accordo con l’ UDC, partito del male e di ogni male, che però Nichi Vendola osserva per un alleanza nazionale.
Ed ecco l’espediente retorico, il perfetto periodare: il romanzo cambia, l’accusa di lombardismo si fa cuffariana. E ora Crocetta è uomo di Lombardo e di Cuffaro, che la cassata siciliana, si sa, più è grassa e più fa gola.
Doveva ancora maturare il grande colpo, il Claudio Fava impareggiabile sceneggiatore: il sondaggio misterioso. Smentito, inventato, rubato in gran segreto da chissà quale bottega.
Ringaluzzito, lo stesso Fava ieri intransigente, oggi ha chiesto le primarie, e delle due l’una: o il sondaggio è vero, e allora il no ideologico alla primaria di ieri va a puttane per il si in odore di personalissima vittoria, o il sondaggio è falso, e mira al dividi la sinistra per conquistare altri piccoli pezzetti di elettorato.
Clima torrido, dicevo, e a godere di frescura è il centrodestra di grande ammucchiata, ricompattato nella candidatura di Nello Musumeci.
La sinistra è vecchia, auto-referenziale e litigiosa, diceva nel 2008 proprio Fava, facendo critica ( l’autocritica, questa mai pervenuta) dopo l’ennesima sconfitta elettorale.
E allora passi che al leader siciliano di Sinistra e Libertà l’accordo con l’ UDC possa risultare indigesto – che pure a me non piace troppo -, e passi pure l’avvicinamento di FLI a Crocetta possa snervare, e passi che di fare squadra non se ne parla nemmeno, e che le primarie ieri no oggi si domani forse, e che in nome del solito egoismo di corrente o di persona, si possa andare a perdere con imprevedibile conseguenze per la politica nostrana e nazionale. E capisco pure che fa caldo ancora e impegnativo è attaccare, ogni santo giorno, sempre e solo questo terribile Rosario Crocetta, che a cercare pagliuzze e inventare colpi di scena, prima o poi annebbia la vista e la testa fa male.
E ho detto, tutto passi, e calati juncu ca passa la china, Claudio a questo benedetto 5% ci dovrà pure arrivare.
Solo, un minimo rispetto per la storia personale dell’ex sindaco di Gela, questo chiedo a Fava, che dopotutto la storia di uomo è scritta e non si può buttare.
E poi altra cosa, chiedo a Fava, ma solo se rimane tempo ancora: due parole contro il centrodestra di Miccichè e Romano, ogni tanto, le puoi dire?
Che nessuno, in Sicilia, è Candido Munafò, nato immune dall’ipocrisia e dal compromesso. Lui, il Candido, in Sicilia non poteva stare: emigrò presto a Parigi, a scanso di equivoci e imbarazzi.











6 commenti a "Fava soffia sul vento della maldicenza"
Il problema della sinistra e’ che non gli interessa governare, il problema semmai e’ scippare il quorum necessario per ottenere i seggi. Se non fosse , Fava non sarebbe impegnato a tutti i costi a sputare sentenze, ma cercherebbe di aprire un dialogo. Idem la Borsellino. Quindi si tratta di continuare a contare quanto il due di coppe quando la briscola e’ spade, ma con 18 Mila euro al mese, per lui! Riguardo a Crocetta, dovrebbe puntare i piedi e pretendere che dell’ alleanze se ne occupi il candidato presidente e scaricare tutti se non ci stanno, per recuperare in extremis qualche altro pezzo, in particolare l’ex Mpa. Capisco, che non e’ impresa facile, dopo la storia della casa a brussell, ma se Lombardo e Pdl sono nuovamente insieme tutto e’ possibile.
Fava chi..? Il reaparecido? Uno che conta quanto il due di coppe SeL a briscola e’ a spade? Da quando e’ tornato non ci ha detto cosa a fatto a Brussell …non ci ha spiegato cosa farà in Sicilia ma ha parlato male di tutti.
caro Pasquale,
Quanta passione….vedo che il metodo e’ uguale…attacco bugiardello e personale. Preferirei parlare di’ altro, lo faro’…quanto agli errori, mi scuso,ma concedili scrivevo da un tablet….e poi che fai, mi cerchi le pagliuzze pure tu? E allora vizio e’!
Sono d’accordo col profilo tracciato da Pasquale, però candidarsi ad una carica istituzionale ed in particolare a presidente della regione Siciliana, comporta comunque una riflessione da parte del candidato su convergenze ed alleanze necessarie per raggiungere l’obiettivo. Se Fava vuole sondare il terreno (per l’ennesima volta) di quanti voti riuscirà a racimolare da solo, dovrà perseverare nell’atteggiamento assunto ma con risultati, purtroppo modesti.
Credo che il dovere di chi aspiri a governare quest’isola sia quello di trasmettere (e quindi saper comunicare) i propri intendimenti e programmi ed individuare gli alleati con i quali realizzarli…. a meno che non ci si illudi (lui come tanti altri) di raggiungere il 51% da soli e con questo tipo di strategie…
E’ vero che in questa tornata varrà molto (almeno lo si spera) il senso generalizzato di disagio, di protesta e di rottura col passato ma caro Pasquale, ritieni che in queste condizioni e con questi atteggiamenti, Fava possa riscuotere il successo auspicato?
In politica c’è chi vince (nel bene e nel male..) ma anche chi ha fatto vincere e quindi perde. Non è una questione di potere ma se non riesci a governare non hai dato quel servizio ai cittadini per cui combatti strenuamente ogni giorno.
Un caro saluto
Massimo
Perché ogni volta che non si è d’accordo con qualcuno si sente il bisogno di insultarsi. In politica servono idee non parole. L’opinionista in questione ha espresso un concetto, il commentatore insulta. E questa me la chiamate civiltà?
L’articolo sarebbe pure carino (a parte ortografia e sintassi), però è scritto da un sodale di Crocetta, quindi risulta troppo bendicente. Sodale? Ex assistente parlamentare a Brussels (nella versione inglese…), virgulto della “meglio Gela” con pedigree fedele all’Idea. Peccato che certe intemperanze di Avi potrebbero costare care alle casse disastrate della città di Gela, lasciata in braghe di tela (o ko kulu ‘nterra, che dir si voglia) da amministrazioni scellerate.
Aggiungo: Claudio Fava è giornalista professionista, sceneggiatore, scrittore. Laureato in giurisprudenza. La mafia (minuscola) la conosce con il Dolore (maiuscolo), oltre che in teoria (ossia in senso culturale).
Non risulta agli agli atti alcuna frequentazione spericolata, neanche per finalità di redenzione. E’ antipatico? Forse. Le sue idee politiche sono balzane? Probabile, ma vale per tutte le idee e per tutti i politici.
Non risulta agli atti si sia fatto chiamare “ingegnere” senza esserlo (neanche da Klaus Davi). Dottore c’è, ma signore sicuramente. A dargli il primo titolo lo Stato (tramite l’Università); ma il secondo è più importante, perché la signorilità gliel’hanno data i genitori, con l’educazione e l’esempio.
Di questi tempi sono patrimoni inestimabili e rari. A Gela rarissimi (soprattutto in chi si sente un cappero e mezzo e, invece, è solo oliva denocciolata, ergo senza spina dorsale).