di Sr Anna Maria Gervasoni* -

E per mantenere vive le emozioni del festival, giusto la settimana dopo abbiamo avuto a fine luglio un super terremoto megagalattico!!! Prima volta che ne sperimento uno così. Già sapete che le isole del Pacifico non sono tranquille ed ogni tanto dobbiamo correre fuori casa a causa di tremori e “tremare” per gli allarmi tsunami, ma il terremoto di mercoledì 25 li ha battuti tutti!

Era ormai sera inoltrata, le ragazze erano già a letto e noi suore eravamo affaccendate nelle ultime cose della giornata quando tutto ha cominciato a muoversi. Sembrava che il mondo fosse diventato di gomma. Cose che normalmente sono rigide, come per esempio la ringhiera della scala, oscillavano e si piegavano flessibili come fuscelli. Si sentiva il rumore di oggetti che cadevano e la terra slittava sotto i piedi tanto che sembrava di camminare sul ponte di una nave agitata dalla burrasca. Le ragazze sono scese in ordine in cortile e stavano tutte vicine le une alle altre, silenziose. Giusto il tempo di arrivare anche noi che tutte le luci si sono spente. Cade il buio più totale ed ancora stavamo “roteando” con la terra. Sembrava di essere in un film apocalittico.

La nostra paura era appunto lo tsunami. Io ho chiamato i ragazzi che sono nel nostro casolare in fondo al compound dicendo loro di accendere la torcia grande che hanno in dotazione (a volte fanno la ronda di notte per controllare che tutto sia tranquillo), così abbiamo avuto un po’ di luce. La terra si era ormai fermata e subito siamo corse a prendere le chiavi della macchina… non per scappare, ma per avere notizie dalla radio… solo musica… forse erano già scappati tutti!

Nel frattempo intrattenevamo le ragazze con qualche preghiera e qualche storiella ed allungavamo gli orecchi per sentire se nella base militare che è situata in fondo alla nostra strada, proprio sulla spiaggia, c’era qualche movimento strano. Tutto tranquillo…..allora stavamo tranquille anche noi.

Abbiamo dovuto aspettare una buona mezz’ora prima di avere qualche segnale dal mondo e riavere la corrente elettrica. Il terremoto era stato di 6.6 gradi della Scala Richter, sulla terra ferma a sud dell’Isola e non c’era nessun allarme tsunami. Menomale! Dopo un altro giro di preghiere di ringraziamento, siamo andati tutti a dormire. Anche per questa volta ci è andata bene!

Non è andata bene invece ad alcuni parrocchiani di una delle isole del Nord Ovest delle Solomons. In motoscafo dieci di loro, compreso il parroco, erano partiti per tornare a casa dal capoluogo di provincia e sono stati colti da un’improvvisa tempesta. La barca si è subito riempita d’acqua e si è rovesciata lasciando tutti i passeggeri immersi ed aggrappati al relitto per due giorni! Due di loro si sono azzardati a raggiungere la riva di un’isola che si intravvedeva lontana all’orizzonte per chiedere soccorso, ma solo uno è riuscito ad arrivare, dopo una notte e un giorno di nuoto.

Quando la pattuglia è arrivata sul luogo del naufragio, ha trovato solo quattro superstiti. Due dei tre bambini che erano a bordo si erano persi ed anche un giovane professore della scuola tecnica dell’isola, ritrovato poi morto su una spiaggia prossima al naufragio.

Da noi non è nuova una notizia del genere. Il mare è la più importante via di comunicazione nel nostro Continente e le distanze sono grandi. Ogni volta che ci si mette in viaggio, bisogna proprio affidarsi al Signore ed essere consapevoli di quanto le nostre vite siano fragili e quindi importanti, di quanto sia prezioso anche un solo giorno, vissuto a pieno, valorizzando anche le piccole cose ed i gesti quotidiani. In questo modo nulla andrà mai perduto e nulla sarà mai tanto difficile e duro da affrontare, perché parte del nostro cammino di crescita in umanità e in santità.

Buone vacanze a tutti e a risentirci alla prossima.

*Missionaria Figlie di Maria Ausiliatrice – Salesiane di don Bosco (Isole Solomons)