Bach e Händel, geni coevi eppure distanti: incontro impossibile, che solo l’arte può realizzare. Ai due sommi compositori è infatti dedicato il sesto appuntamento del prestigioso Festival Magie Barocche, fondato e diretto dal musicologo Antonio Marcellino. Sabato 25 agosto alle ore 21 (ingresso libero) la rassegna toccherà la Cattedrale di San Giovanni Battista in Ragusa, dove risuoneranno il preziosissimo violino (il Giuseppe Guarneri “Comte de Cabriac” del 1711) di Francesco D’Orazio e il clavicembalo di Giorgio Tabacco.

I due pluripremiati artisti tornano per realizzare un ulteriore stadio del progetto di Magie Barocche mirato all’esecuzione ed incisione dell’integrale delle Sonate per violino dei due autori tedeschi. Il programma della serata prevede in particolare tre sonate di Händel (HWV 359a, 371 e 372) e due sonate di Bach (BWV 1014 e 1016) che si inframmezzano simmetricamente alle prime. I “contemporanei” Bach e Händel (nati entrambi nel 1685) si ritrovano così insieme a riempire le volte della straordinaria cattedrale barocca iblea. Come Platone e Aristotele, nella classica immagine che abbiamo di loro, camminano fianco a fianco guardando il primo l’immensità del cielo e il secondo le profondità della terra (Kant direbbe il cielo stellato sopra di noi e il mondo morale dentro di noi), i due grandi rappresentanti del pensiero musicale barocco, che molto probabilmente nella loro vita non si incontrarono mai, incedono di comune accordo esplorando l’interiorità e le architetture dell’anima umana (Bach), unitamente all’esplosione e alla sfavillante manifestazione delle sue passioni (Händel).

Quale miglior tempio per ospitare i due Maestri e i loro esecutori se non lo spettacolare monumento tardo-barocco della diocesi ragusana? La sua edificazione, iniziata nel 1694 (l’anno dopo il tragico terremoto che rase al suolo il Val di Noto) e completata nel 1777, è simbolo di una ri-costruzione culturale e artistico-musicale, nel segno di una rinnovata tradizione che si vuole tenacemente recuperare e rivivere. Proprio a Ragusa, come si è anticipato, viene portato avanti un rigoroso progetto filologico di Magie Barocche: programmare l’integrale delle Sonate per violino di Bach e di Händel, intrapresa nel 2005 a Modica in occasione della prima edizione del Festival e proseguita l’anno successivo a Ragusa nella Chiesa di Sant’Agata (ai Giardini Iblei).

Il violinista Francesco D’Orazio, ricordiamolo ancora una volta, ha ottenuto il premio Abbiati della Critica Musicale Italiana come miglior solista del 2009, mentre l’onnipresente clavicembalo di Giorgio Tabacco contrappunta le perfette geometrie di questi due capisaldi della letteratura violinistica di tutti i tempi. Trattasi complessivamente delle 6 Sonate per violino e clavicembalo di Bach e delle 15 Sonate per violino e basso continuo op. 1 di Händel, e questo concerto è un altro tassello che si aggiunge alle altre esecuzioni.

La considerevole e degna di nota realizzazione di questi monumenti musicali è uno dei tanti fiori all’occhiello di Magie Barocche, che testimonia il concepimento di un progetto unitario finalizzato all’unione delle esigenze artistiche e musicologiche. Il frutto concreto di quest’operazione altamente culturale è l’incisione discografica delle Sonate. Tanto più che gli interpreti chiamati a questo perseguimento sono i due sopra citati grandi protagonisti del panorama italiano e internazionale, nelle prime due edizioni accompagnati dall’ensemble L’Astrée, formazione strumentale specializzata nel repertorio sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali, nonché gruppo cameristico dell’Academia Montis Regalis, orchestra barocca italiana tra le più apprezzate nel panorama internazionale della musica antica.