Tre tombaroli sono stati arrestati a Contessa Entellina, nel palermitano, dai carabinieri. Le manette sono scattate ai polsi di tre catanesi Salvatore Licciardi, 46 anni, Salvatore Cavallaro, 31 anni, e Antonino Di Marco, 38 anni. I tre sono stati fermati dai militari con la collaborazione di personale del Cai (Club alpino italiano) mentre effettuavano scavi clandestini alla ricerca di reperti nel sito archeologico, risalente al 400 a.C. all’interno della riserva naturale integrale Rocca di Entella.
Il blitz e’ scattato dopo le numerose segnalazioni di tentati trafugamenti da parte dell’Ente che gestisce la riserva. Alle prime luci dell’alba dopo un lungo appostamento i militari hanno colto in flagranza i tre tombaroli, che si erano gia’ impossessati di tre piccoli reperti bronzei di epoca ellenica. Il giudice dopo aver convalidato gli arresti ha sottoposto i tre all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. Con quelli di oggi salgono a 12 i tombaroli sorpresi in azione nel sito archeologico della Rocca di Entella arrestate in tre anni dai carabinieri.
“L’operazione dei carabinieri che ha permesso di evitare il trafugamento di preziose testimonianze del nostro passato, e’ la dimostrazione di quanto sia strategico, per un efficace controllo, la collaborazione con le forze dell’ordine”. Lo ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identita’ siciliana, Amleto Trigilio, apprezzando l’azione dei carabinieri, che hanno fermato tre tombaroli nel sito archeologico della Rocca di Entella nel Palermitano, e la tempestivita’ con la quale il Club alpino italiano, gestore dell’area, ha segnalato la presenza dei tombaroli.
“Quel che amareggia, comunque – ha aggiunto Trigilio – e’ fare i conti, ancora una volta, con la mancanza di quel senso di appartenenza che simili vicende evidenziano. Viviamo in un territorio che e’ un unicum di testimonianze storiche e bellezze paesaggistiche, che la natura con generosita’ ci ha regalato. Se prendessimo coscienza che spogliare il territorio, oltre che un reato, e’ anche un gesto che si ritorce contro noi stessi, avremmo fatto un significativo passo in avanti”.











