di Alessandro Bisconti -

Orfano di Balzaretti, Viviano e Migliaccio, tre uomini da Nazionale o giù di lì, il Palermo riparte. La squadra s’è indebolita, appare più traballante. Il confronto con un anno fa è preoccupante perché fare peggio della stagione finita lo scorso maggio vorrebbe dire scendere in B. Non sarà così, dovrebbero succedere catastrofi impensabili, però è lecito pensare che questo Palermo sia il meno attrezzato dell’era Zamparini.

A cinque giorni dall’avvio del campionato, arrivano discreti segnali dalla “pre-season”. La vittoria schiacciante coi pari-categoria del Parma e la sgambata di Coppa con la Cremonese danno fiducia all’ambiente. La sensazione è che il miglior acquisto sia stato Sannino. Sicuro, elastico, concentrato: a 55 anni il tecnico campano si gode il palcoscenico d’avanguardia dopo anni di anonimato. Sta plasmando un Palermo d’assalto, ma che dal mercato esce un po’ con le ossa rotte. Il Napoli bussa, il Palermo resta alla finestra.

I tagli sono stati dolorosi. La difesa scricchiola. Ciao ciao Viviano, Silvestre e Balzaretti: si punta sui giovani in cerca di rilancio. Ujkani l’anno scorso ha visto le streghe, Cetto al momento è il guardiano è più affidabile, ed è tutto dire se pensiamo come fu sbolognato in Francia. Si attendono segnali di crescita da Munoz, Pisano e Milanovic. Forse un azzardo. Là in mezzo Rios regala garanzie, Brienza è sempre in palla ma fa i conti con le 33 primavere. Stessa età di Miccoli: si confermerà ai livelli tradizionali? E poi c’è da fare i conti con gli acciacchi di Hernandez, l’eterna incompiuta. Insomma, troppo grande Miccoli, troppo piccolo Dybala.

È un Palermo a caccia di certezze dopo l’annus horribilis . Brucia ancora il sorpasso subito dal Catania. Il migliore acquisto finora è stato Sannino. Ma è un allenatore, e con Zamparini, il destino potrebbe essere già segnato.