‘Il ‘mai’ in queste cose non piu’ esistere trattandosi di diritti costituzionali, quindi ‘mai dire mai”. Il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, risponde cosi’, intervistato a KlausCondicio, a una domanda sull’ipotesi di una sua presenza in Parlamento.
A proposito invece dell’ipotesi di ricoprire l’incarico di ministro della Giustizia, sulla base di un sondaggio svolto dal programma fra mille internauti dai 18 ai 35 anni che lo indicano come il Guardasigilli ideale, Ingroia dice ‘la vedo dura, con questi chiari di luna degli orientamenti politici prevalenti’, e invita pero’ a guardare ‘il lato positivo della cosa: gli estimatori miei ma anche dei magistrati della procura di Palermo sono in buona parte giovani’.
‘La notizia riportata da alcuni organi di stampa secondo cui Berlusconi si presentera’ alla Procura di Palermo (come testimone ndr) sarebbe un segnale di non conflittualita’, di distensione. Io mi auguro che l ex presidente del Consiglio Berlusconi abbia riacquisito un pizzico di fiducia nei riguardi della magistratura palermitana’, ha proseguito Ingroia
‘Non c’e’ motivo di dubitare dei giudici palermitani. I magistrati convocano una persona come testimone: non c’e’ nessuna indagine, nessuna informazione di garanzia. Non c’e’ motivo di temere i magistrati della Procura di Palermo – assicura - che hanno dimostrato indipendenza e imparzialita’ e hanno agito senza tenere conto del colore politico e dei soggetti che abbiamo incrociato nelle nostre indagini’.
E alla domanda se i suoi guai siano iniziati quando ha cominciato a indagare anche su altri politici che non fossero Berlusconi, Ingroia risponde: ‘non commento, e’ una sua considerazione’.
‘Questi anni sono stati teatro di reciproche accuse e invasioni di campo. Io credo pero’ che da parte nostra, della magistratura, non ci siano mai stati sconfinamenti; semmai ci sono stati da parte della politica - ha detto il procuratore aggiunto di Palermo -. Detto questo, mi auguro che al piu’ presto possibile si stabilisca un clima di maggiore collaborazione istituzionale’.
‘Ho apprezzato le dichiarazioni del premier Monti quando, il 23 maggio scorso, in occasione della commemorazione di Capaci, ha sostenuto che l’unica ragion di Stato e’ quella dell’accertamento della verita’ – ha aggiunto Ingroia – Non condivido invece le ultime rilasciate dal nostro presidente del Consiglio sull’operato della Procura di Palermo, ma ovviamente ognuno ha il diritto di sostenere le proprie opinioni’.











