Onorevole Salvo Andò, il segretario del Psi, Nencini, è stato fra i piu’ lesti a schierarsi in Sicilia, puntando su Rosario Crocetta. Questa scelta anticipa una strategia sia alle regionali che alle nazionali? Quali sono i vostri obiettivi?
“Il nostro auspicio e’ soprattutto uno: uscire dalla diaspora, avere tutti i socialisti sotto la stessa tenda. Non e’ un obiettivo facile da raggiungere, ma dobbiamo fortemente provarci. Il contesto e’ sicuramente piu’ favorevole: il bipolarismo e’ in esaurimento, il governo Monti lo certifica. Il dialogo fra Bersani, Vendola e Casini prelude ad una coalizione, ma ciascuno rimane con la propria identita’ a scapito della coesione. L’esperienza della seconda repubblica e’ negativa. L’Italia e’ l’unico Paese al mondo senza un’area culturale e politica socialista…”
I socialisti saranno dunque partner della coalizione ed in Sicilia ne sperimentano la spinta propulsiva? E’ questo che vuole dire?
“Non lamentiamo l’assenza socialista nelle istituzione e nei governi, ad ogni livello, ma la loro assenza nel dibattito pubblico. Vogliamo partecipare ad una svolta, pormai ineluttabile. Il policentrismo delle sovranità caratterizza i nuovi assetti geopolitici, i mercati minacciano la democrazia e rubano sovranita’ agli Stati. L’Unione Europea è una realta’ con la quale confrontarsi ogni giorno. Il Paese, non solo le forze politiche, pensano e si comportano come se non fosse avvenuto nulla. Perfino l’aspirazioe autonomistica, quella siciliana per esempio, sembra ignorare cio’ che e’ avvenuto….”
In Sicilia si assiste ad un ritorno dell’autonomismo, l’enfasi sul falso default ed altri episodi hanno rilanciato questo tema.
“Le fiammate autonomistiche non cambiano le cose. Il rivendicazionismo, lo scambio hanno fatto il loro tempo. Non serve a niente barattare risorse con pezzi di sovranita’, alla lunga e’ una sconfitta. La Sicilia ha uno Statuto vecchio, ottocentesco. Per quanto lungimirante esso non poteva prevedere l’Unione europea e gli scenari attuali. Occorre avere il coraggio di cambiarlo ed avere la forza per cambiarlo nel modo giusto”.
C’e’ stata una manifestazione di protesta a Palermo contro le decisioni del Commissario dello Stato. Lei crede che questo istituto abbia una sua ragion d’essere?
“E’ un istituto vecchio. Per dimostrare di esistere e’ costretto ad essere invadente. Comprime spazi di autonomia e tutela lo Stato, retto da un superprefetto che gioca al taglio delle competenze”.
La decisione di sostenere la candidatura di Rosario Crocetta e’ in sintonia con le vostre visioni della realtà politica?
“Noi conosciamo Crocetta, siamo fiduciosi che possa essere la persona che serve in un momento di svolta. Crediamo che la Sicilia abbia bisogno di nuovi attori politici per uscire dall’empasse. Meno partiti e piu’ democrazia diretta. Anche qui ci vuole coraggio, gettare il cuore oltre l’ostacolo, i partiti devono fare tutti quanti un passo indietro. Sara’ la distanza dei nuovi attori politici dalla partitocrazia a misurare le potenzialita’ di successo”
E’ dunque la distanza di Crocetta dal Pd ad avervi persuaso che sarebbe stato conveniente sostenerlo?
“Non abbiamo fatto i conti del bottegaio, quel che ci conviene e basta, crediamo di avere una visione diversa delle cose. Il fatto di essere “poco” partito e piu’ progetto, obiettivi comuni, idee nuove, ci aiuta a rappresentare meglio le volonta’ della gente e i bisogni del Paese, della Sicilia in questa circostanza”.
Avete parlato con il vostro candidato alla Presidenza della Regione…
“Si’, l’ho fatto anch’io, traendone buoni auspici. Avevamo le idee chiare. A molti sfugge l’anomalia di questa candidatura, una anomalia che, non lo nascondiamo, ci ha incoraggiato ad assumere le nostre responsabilità in modo inequivocabile. Prima è nato Crocetta candidato, poi la coalizione che lo sostiene. Questo sta dentro il nostro modo di vedere la realtà. In più, l’alleanza si e’ formata per adesione. Il Pd, il partito di Crocetta, ha aderito per ultimo e con fatica, perche’ non farlo avrebbe significato un’autoesclusione. Senza la sortita dell’Udc, ne siamo convinti, assisteremmo ad una telenovela ed ai soliti mal di pancia”
Che cosa vi aspettate da questa anomalia?
“Occorre che la coalizione acquisti una fisionomia, non sia una coalizione di notabili. Ci sono contestazioni sia a destra che a sinistra in questo momento, la battaglia è aperta, noi confidiamo nella fantasia di Crocetta. C’è una fortissima tendenza all’autorappresentazione. I partiti non sono ben visti. Servono uomini che aggregano e rimangano distinti dai partiti. Serve una libera obbedienza, non un’obbedienza coatta per costruire un progetto. Prevedo che il Presidente della Regione venga tirato da ogni parte, mi auguro che ascolti, lasci fare e decida con la propria testa”
Lei, onorevole Ando’, sembra ignorare l’ombra romana sulla vicenda politica siciliana.
“No, tutt’altro. Se la Sicilia è un avamposto, come voi scrivete, deve esserlo in tutto e per tutto. Non deve rafforzare solo un’alleanza politica alle politiche ma “imporre” un nuovo modo di governare e di relazionarsi fra i partiti e fra questi e i rappresentanti delle istituzioni”
La Sicilia laboratorio a tutto tondo…
“Ci siamo abbeverati a questa pretesa di rappresentare un laboratorio politico, qualche volta e’ accaduto, ma il piu’ delle volte abbiamo subito le scelte altrui e consegnato pezzi di sovraita’. Ora questa tendenza pu’ essere invertita e Crocetta, con coloro che lo sostengono, potrebbe essere funzionale a questo obiettivo. La gente è stufa di questa rappresentazione teatrale dei conflitti politici. Ne ha le tasche piene. Il pericolo non e’ il grillismo, ma le anime morte, la chiusura dei partiti alla societa’ civile, l’assenza di attori politici diversi. Ma non a scapito della democrazia, anzi al contrario, alla sua evoluzione. All’elezione diretta del Presidente deve corrispondere un rapporto diretto fra l’elettore e l’eletto. Non intendiamo far fuori i partiti, ma farli tornare finalmente nel loro alveo di mediatori delle istanze dei cittadini e non di invadenti portatori di ordini…”











14 commenti a "“Statuto e partiti vecchi,
serve la fine del notabilato”"
@ Massimo Costa
Che Lauricella tirasse il freno a mano rispetto a Nicolosi mi pare oggettivamente una ricostruzione interessata… Così come dire che fosse riformista il Leoluca Orlando che combatteva contro Giovanni Falcone, protetto dal ministro socialista Claudio Martelli. Quanto a “mafiopoli”, mi pare che nel Partito socialista non vi siano stati casi di compenetrazione con Cosa nostra così clamorosi come quelli registratisi nella Democrazia cristiana e nel Partito comunista (basta ricordare il caso Fontana nel Pci). Poi, mi faccia capire: i socialisti del dopo-Milazzo appartengono solo al pantheon del Psi, mentre quelli di prima appartengono al pantheon di tutti? Non è questo un po’ troppo comodo?
Salvo Andò “sta” con Crocetta e quest’ultimo – “ovviamente” – accetta (o accatta?) l’appoggio. Una sintesi mirabile (si fa per dire!) di notabilato, autoreferenzialità e impudicizia.
ò Panta Rei
No, non può bastare.
Perché, tolta l’archeologia, dalla vicenda milazzista in poi il PSI si è distinto solo per trasformismo ed arrivismo, fatte le debite eccezioni. Lauricella che tirava il freno a mano sulle poche riforme volute da Nicolosi. Quando Orlando era un riformista vero (primavera siciliana) i socialisti guidavano la “reazione”: ricordiamo il sindaco Orobello, voluto dalla partitocrazia di allora?
Poi abbiamo avuto Piccione presidente dell’assemblea e chi altro? Andò, ad esempio.
Vogliamo parlare di quanti socialisti furono travolti da tangentopoli/mafiopoli?
Oppure il “sol dell’avvenire” è rappresentato da gente come Musotto, campione del “cambiacasacca”?
Per carità, niente di paragonabile al danno fatto dai DC, ma forse solo perché erano più piccoli. Quando mai hanno difeso l’autonomia?
Troppo comodo invocare i socialisti di un passato remoto che appartiene al Pantheon di tutti: perché non andiamo ai Fasci Siciliani o a Giovanni Meli che, a modo suo, socialisteggiava?
Troppo comodo. Come attribuire il glorioso Avanti delle lotte socialiste ottocentesche alla grottesca figura di Lavitola.
Io credo, per il bene della Sicilia, che queste figure dovrebbero solo ritirarsi a vita privata.
@ gs
Non è esatto quel famoso articolo 15 è stato aggirato con un legge regionale truffaldina del 1986, che ha stabilito che i liberi consorzi comunali sono le province “umbertine”. Resta il fatto che questa norma di progresso si deve all’opera riformatrice del Partito socialista in Sicilia.
L’Art.15 dello Statuto , lo Statuto che viene definito ottocentesco, prevedeva la istituzione dei liberi consorzi di comuni al posto delle province umbertine .Venne impugnato e soppresso con sentenza della corte costituzionale
Guai a un popolo,o a un partito, che ha bisogno di eroi
@ Massimo Costa
Parliamone pure del ruolo dei socialisti in Sicilia in questi 65 anni… Il ruolo di un partito che ha dato ai siciliani Mario Mineo e l’art. 15 dello Statuto, Placido Rizzotto, Turi Carnevale, ecc. Può bastare?
Andò conosce lo statuto siciliano? che in catalogna anno copiato come espressione di moderno autonomismo? Salvo Andò non è lo stesso che avuto qualke problema di legge a Catania? MA il ” MALE” si ripresenta sempre……..!!!!!!! A Catania lo conosciamo come TURANDOT.
Queste incredibili considerazioni dell’on. Salvo Andò sullo Statuto siciliano la dicono lunga sulla candidatura di Crocetta.
Statuto ottocentesco?? ma che dice Andò?? ma se è di appena 60 anni fa o poco più, e rappresenta un esempio lungimirante di federalismo fiscale, o meglio, di confederazione tra entità sovrane!! Ma poi ancora con questa storia che chi parla di Statuto intende solo rivendicare nuove risorse?? Smettiamola con questa sciocchezza. L’Autonomia, al contrario, giova alla Sicilia ed alla classe politica siciliana tutta per emanciparsi, per affrancarsi dalle regole della politica romana che ci costringono all’immobilismo, per avviare un autentico processo di sviluppo basato sull’economia d’impresa, basta pensare che si avrebbero tutti i titoli per applicare la fiscalità di vantaggio. Ed inoltre si responsabilizzerebbe la classe politica proprio perchè finirebbe per sempre l’era dell’assistenzialismo, che ha favorito storicamente la carriera dei politici siciliani ma ha portato in rovina il popolo siciliano
Salvo Andò …….
No ….. purtroppo rimase qui.
Statuto vecchio, partiti vecchi e Andò…giovane?
Stia attento, che se parliamo di svecchiamento… le persone invecchiano prima, molto prima, delle istituzioni. Vogliamo parlare del ruolo dei socialisti in Sicilia in questi 65 anni? Meglio di no, per carità di patria.
andò si ritiri
Lo Statuto siciliano è vecchio? E’ ottocentesco? . Ma che dicono , questi politici , sono loro i vecchi e i sorpassati . L’UE riconosce pienamente le autonmie locali , anzi le incoraggia Bossi l’ha capito . Questo signore ancora no .