Mio nonno materno, buonanima, quando qualcosa non prendeva il verso giusto e si arrabbiava, e per fare arrabbiare mio nonno ci voleva un niente, faceva una esclamazione, che credo fosse di sua esclusiva creazione:” Va pijia a Marta cù stù scùru!”.
Per tanto tempo fui convinto che il detto si riferisse ad una certa Marta che aspettava il suo innamorato che a causa del buio fitto non riusciva ad arrivare a lei per un clandestino convegno amoroso. Un giorno osai chiedere cosa significasse quella sua imprecazione e così riuscì a capire che la misteriosa signorina Marta era una persona per bene e non cercava di fare porcherie notturne ed al buio e che non c’entrava niente con il detto, e che la “Marta” suddetta era in realtà l’Isola di Malta.
Mio nonno, cripto-socialista sottomesso alla cimice ed alla camicia nera perché teneva famiglia e faceva un lavoro che necessitava della pubblica approvazione, quella esclamazione, che tanto sapeva di disfattismo e passabile di condanna al confino, l’aveva coniata quando di notte sopra il paese della costa siciliana dove abitava, al buio completo per l’oscuramento bellico, sentiva nel cielo il rombo dei motori degli aerei italiani e tedeschi, che volavano per andare a bombardare il piccolo arcipelago nel mezzo del Mediterraneo, nella speranza, che si mostrò vana per tutta la guerra, di poterne piegare la resistenza e, finalmente, estirpare questa spina che ostacolava le operazioni navali tra l’Italia e il Nord Africa.
Il che non era una cosa da poco. Infatti la conquista dell’Arcipelago Maltese era considerato un punto essenziale per le operazioni di guerra dell’Asse Italo-tedesco, tanto che ad esso fu dedicato un incontro tra Mussolini e Hitler che si svolse il 29 ed il 30 aprile del 1942 a Klesseheim, un palazzo barocco situato a 4 km a ovest di Salisburgo, dove i due stabilirono date precise sull’andamento della guerra, come la conquista di Tobruk, che doveva avvenire il 26 maggio 1942, alla fine dell’offensiva nel Nord Africa dell’Armata Corazzata Italo-Tedesca ( i corazzati in realtà li possedevano solo i tedeschi, mentre gli italiani erano armati con i CV33, meglio conosciuti come “scatole di sardine”, o anche “casse da morto” o “bare d’acciaio” e da tanto eroismo ed ardimento. E solo le “scatole di sardine” erano fornite dal fascismo!) e l’attestamento delle forze dell’Asse sulla linea Sollum-Halfaya, e poi le forze aeree dovevano essere trasferite in Sicilia per procedere a quella che doveva essere l’Operazione Herkules per i tedeschi, mentre per gli italiani fu prosaicamente denominata Operazione C3, cioè la conquista di Malta tramite forze aviotrasportate che da tempo in Sicilia si addestravano per lo scopo.
I tedeschi del resto erano già esperti di operazioni simili ed avevano già utilizzato il sistema nella conquista dell’Isola di Creta. Naturalmente questa operazione non fu mai messa in atto a causa della piega presa poi dalle operazioni di guerra. Ma mentre i due dittatori smuovevano le armate sulle carte militari e celebravano trionfi che erano nelle loro menti, gli alleati si adoperavano per salvare le sorti dell’Arcipelago Maltese e per rafforzarne le capacità militari e di resistenza ed avevano organizzato l’Operazione Pedestal, della quale le Poste Maltesi ne celebrano massicciamente il 70° Anniversario con l’emissione di ben 88 francobolli ciascuno con il nominale di 26 centesimi di euro riuniti in 11 foglietti. Ognuno dei francobolli, negli uffici postali maltesi dal 10 agosto, celebra una delle navi che a vario titolo parteciparono alla Operazione Pedestal. In realtà l’Operazione fu un fallimento e rappresentò una vittoria da parte delle Forze dell’Asse, in quella che viene ricordata come Battaglia di Mezzo Agosto, svoltasi nei giorni dall’11 al 13 agosto nelle acque del Mediterraneo Centrale. In quella battaglia aeromarittima gli Alleati persero ben 10 sui 15 mercantili che trasportavano rifornimenti a Malta, una portaerei, la Eagle, affondata da un U-boat tedesco, due incrociatori, il “Nigeria” ed il “Cairo”, entrambi affondati dal sommergibile italiano “Axum” del tenente di vascello Ferrini”, ed un cacciatorpediniere, il “Foresight”, affondato da un Savoia-Marchetti del 132º Gruppo Aerosiluranti. Inoltre, una portaerei, due incrociatori, tre cacciatorpediniere e tre mercantili, per i danni riportati, rimasero nei cantieri di carenaggio per molti mesi, mentre gli aerei perduti dagli Alleati furono 34. Le forze dell’Asse lamentarono l’affondamento di due sommergibili italiani, il “Cobalto”, che fu speronato dal cacciatorpediniere “Ithuriel”, ma l’equipaggio si salvo quasi tutto, vi furono due morti, e fu fatto prigioniero, e il “Dagabur”, che affondò nel punto 37°18’ N e 1°58’ E, e non vi furono sopravvissuti, ed il grave danneggiamento di due incrociatori italiani (“Bolzano”, poi affondato nel porto di La Spezia, ed “Attendolo”, affondato nel porto di Napoli), il danneggiamento di una Schnellboote tedesca, e l’abbattimento di 41 aerei italiani e 19 tedeschi. In quella battaglia furono utilizzati due prototipi di armi segrete italiane, l’Aereo Radio Pilotato, una sorta di antesignano dei moderni “Droni”, e la bomba “FF”, una bomba che veniva sganciata da un aereo nel mezzo di un convoglio navale ed una volta arrivata in acqua un motore faceva muovere delle eliche che la facevano viaggiare a spirale, nella speranza che prima o poi colpisse qualcuna delle navi. Entrambi ebbero poco successo ed un Aereo Radio Pilotato venne perduto e si abbattè contro le montagne algerine.
La batosta subita nell’Operazione Pedestal, che seguiva ad un altro tentativo di rifornimento massiccio di Malta da parte degli inglesi con le operazioni “Harpoon” e “Vigorous”, o Battaglia di Mezzo Giugno, fece comprendere agli Alleati la pericolosità di rifornimenti massicci a Malta e da allora furono favoriti i trasporti con singole navi o piccoli convogli, che tanto successo avevano avuto negli anni di guerra precedenti. Infatti basti ricordare che fece molto di più la nave posamine HMS Welshman con i suoi viaggi isolati per Malta che tanti imponenti convogli. Questa piccola nave viaggiò da e per Malta riuscendo sempre a raggiungere intatta l’isola e, soprattutto, a portare il suo carico di rifornimenti. Nella storia di Malta viene ancora ricordato l’approdo della HMS Welshman, forse l’ultimo, avvenuto nel gennaio del 1943, quando, fra i tanti rifornimenti scaricò 150 tonnellate di patate da semina, che allora si dimostrarono una vera manna per gli stremati maltesi.
Molto probabilmente l’emissione delle Poste Maltesi rappresenta un record da Guinness per il numero di valori che la comprendono. Caratteristiche dell’emissione: Numero Valori: 88 Valore facciale: 0,26 € ciascuno Numero fogli: 11 con 8 francobolli differenti ciascuno Disegnatore: Cedric Galea Pirotta Misure di ogni esemplare: 44,0 millimetri x 31,0 millimetri, Perforazione: 13,9 x 14,0 Filigrana: Croce di Malta. Tipo di Stampa: offset della Printex Ltd Numero di serie emesse: 80.000 Assieme alla serie è stato pubblicato un libro curato da John A. Mizzi, edito da Books Midsea in collaborazione con MaltaPost, che riporta un resoconto dettagliato dell’operazione. I francobolli ed il libro sono disponibili dal 10 agosto da tutti gli Uffici Postali a Malta e Gozo. Gli ordini possono essere effettuati online all’indirizzo maltaphilately.com o per posta all’Ufficio Filatelico: MaltaPost plc 305, Triq Hal Qormi, Marsa, MTP 1001; Telefono: 2596 1740 e-mail: info@maltaphilately.com












2 commenti a "Le Poste Maltesi celebrano il 70° anniversario dell’Operazione Pedestal"
La pagina di storia è bella, ma non va dimenticato che gli inglesi persero anche l’incrociatote MANCHESTER, ad opera delle motosiluranti italiane MS 16 e MS 22.
Se è vero che per gli alleati fu un disastro non va dimenticato che l’isola potè continuare ad essere difesa grazie a quei 4 mercantili e alla petroliera OHIO che, seppur danneggiati, riuscirono a portare i loro rifornimenti che si dimostrarono utili in un momento di carenza viveri e combustibile.
Bellissima pagina di storia! Grazie.
Continui così, ci regali un po’ della sua memoria storica……con un tocco di arguzia linguistica. Esercizi di stile.
Marianna.