Pompe di benzina e truffe. Il binomio liquido della criminalità continua a colpire ancora, a Palermo. La guardia di finanza ha passato al setaccio, negli ultimi due fine settimana, oltre duemila e 400 distributori di carburante, riscontrando in Italia quasi 400 irregolarità.
E oltre alle già inquietanti oscillazioni, in rialzo, del prezzo della benzina, l’operazione ha permesso di far emergere una lunga serie di brutte sorprese per gli automobilisti. Tanti i casi di irregolarità riscontrate. Ma i più gravi hanno portato la Guardia di finanza a denunciare 23 gestori per frode in commercio.
Il giochetto è sempre lo stesso: discrepanze sull’effettiva quantità di carburante erogato, sulla qualità e sulla corrispondenza fra i prezzi indicati e quelli applicati. Ai 23 gestori sono state sequestrate 53 colonnine e pistole erogatrici, che rifornivano meno rispetto a quanto indicato. In due casi, a Palermo, il gasolio veniva annacquato con sostante chimiche di bassa qualità. Fra Liguria e Sicilia sono stati sequestrati 21mila litri di prodotti petroliferi, e i contatori delle colonnine erano stati manomessi.
Sempre a Palermo, due pregiudicati avevano aperto una pompa di benzina completamente abusiva in un’area recintata, videosorvegliata e chiusa da un cancello elettrico comandato a distanza cui potevano accedere soltanto gli autotrasportatori conosciuti. Il gasolio era contenuto in cisterne nascoste in container o autocarri parcheggiati nel piazzale.











2 commenti a "Benzina annacquata
Truffe a Palermo"
Siamo alle solite, i truffatori non finiscono mai! È bene osservare una imprecisione nell’articolo quando viene scritto che il “gasolio veniva annacquato con sostanze chimiche di bassa qualità”; probabilmente veniva “allungato” con tali sostanze, ma difficilmente veniva aggiunta acqua, visto che le pompe hanno almeno 3 filtri anti acqua e le auto hanno un altro filtro anti acqua che le farebbe fermare pochi metri dopo l’uscita dal distributore…. Con conseguente linciaggio del gestore da parte degli automobilisti…
Siamo alle solite, date la notizia ma non pubblicate i nomi.