Se qualcuno osasse suggerire a qualche big della politica e delle istituzioni siciliani di staccare la spina per una settimana, come è consuetudine nei giorni di Ferragosto, verrebbe subito iscritto nella lista dei sospetti. Perché mai questo qui vuole che mi allontani da Palermo o Catania, i luoghi della partita?, si chiederebbe. E il giorno dopo affiderebbe aglio amici discrete investigazioni sul conto del maldestro suggeritore.

Niente vacanze di Ferragosto quest’anno, con le urne alle porte (la data è fissata, 28 ottobre).

Chi ha casa a mare o la villetta del buen retiro a un tiro di schioppo piange con un solo occhio, come Gianfranco Miccichè, che usa la villetta di Cefalù più che la residenza palermitana. Raffaele Lombardo ha rimandato di qualche mese il suo progetto di ritirarsi in campagna che aveva resuscitato Cincinnato, ingiustamente dimenticato e “mascariato” lo schivo console romano (Repubblica ha dedicato una dotta analisi storica al lato oscuro del console, presentato come un uomo ambiguo, che aveva utilizzato impunemente la campagna…).

Francesco Cascio non supera le mura della città di Palermo nemmeno sotto tortura. Con Francesco Scoma è fra quelli che soffrono più degli altri del sequestro “elettorale”. Ama viaggiare, soprattutto nelle ex repubbliche sovietiche. Francesco, poi, è un raffinato globe-trotter.

Se vi scappa di andare all’estero, in una delle capitali europee più interessanti – come Parigi o Copenaghen, la possibilità di incontrarlo casualmente sono molto alte. Anche lui, come Cascio, è impegnato allo stremo nell’operazione di ricucitura del Pdl, che coordina a livello provinciale. E’ la tela di Penelope, lo sa bene, e consumare le vacanze in questo modo, deve fargli una grande rabbia. Mai stato così fermo. Ma, lasciare il tavolo in questi giorni, è come firmare la propria condanna, sicché l’ex assessore, figlio d’arte, e spensierato viaggiatore si occupa del futuro, che è già presente e non appare roseo (i suoi manifesti elettorali circolano già, battendo la concorrenza).

Chi avrebbe potuto permettersi il meritato riposo  è Leoluca Orlando, dopo una lunga intensa vigilia elettorale  che l’ha riportatao a casa, cioè a Palazzo delle Aquile. I viaggi di Orlando non sono quelli del vacanziere curioso in cerca di distrazioni, ma del pace-maker in servizio permanente effettivo. Per quattro anni, da leader dell’opposizione di cemntrosinistra, sconfitto nella prima edizione dell’elezione diretta alla Presidenza della Regione, toccò tutte le capitali del mondo afflitte da guerre, guerriglie, conflitti e dispute, per portare il suo contributo alla pacificazione. Né la Comunità di S.Egidio, né il Ministro Riccardi, che la presiede, avrebbero potuto fare di più e meglio.

Bellolampo, con i suoi velenti (atmosferici e non), ha legato alla poltrona il sindaco, facendo mancare al mondo il sindaco “fuori del comune”, come ebbe a battezzarlo goliardicamente Turi Lombardo. Pare che Lo Porto, al tempo Presidente dell’Assemblea, firmasse le missioni all’estero di Leoluca con il sorriso sulle labbra, e sono in tanti a chiedersi se quelll’atteggiamento fosse frutto di cortesia, segno di apprezzamento per il contributo all’umanità regalato da un siciliano di rango o di compiacimento per l’assenza del capo dell’opposizione. Una risposta definitiva potrebbe essere trovata in Messico, Vietnam o in Georgia dove sanno tutto della primavera di Palermo (e poco  delle altre tre stagioni).

Innocenzo Leontini, in stand by per sua ammissione (ha congelato la candidatura alla presidenza della Regione per permettere allo sfasciatissimo Pdl di trovare una dimensione umana), resta anche lui nell’Isola, segnatamente nel Ragusano, ma a differenza di altri, non se ne fa un cruccio. Pochi sanno, infatti, che Innocenzo è un eccellente pianista. Perciò affida al pianoforte il bisogno di relax, e la musica lo porta ovunque, senza bisogno di muoversi. Chi gli vuole bene, ma forse è solo una leggenda, gli ha consigliato di portare con sé nel suo viaggio elettorale, il pianoforte. Concerti, invece che comizi. Poche parole, giusto per annunciare il brano e ricordare la Lista civica che promuove.

Rosario Crocetta, infine. La vacanza non è nel suo Dna. Non è che non si muova, preferisce i Paesi caldi a quanto pare, ma è una macchina da guerra, che non conosce soste. Se Francesco Scoma è un globe-trotter, Rosario Crocetta lo stanziale “di movimento” più efficiente cui la Sicilia abbia regalato i natali. Ha preparato la sua discesa in campo prima di ogni altro, anticipando perfino se stesso. Non ne aveva piena consapevolezza e già arringava le folle in vista dell’impegno elettorale. Per capire come stanno le cose dovete immaginarvi un giocatore di calcio che esce fuori dallo stadio per prendere la rincorsa e calciare il penalty. Proporgli una vacanza ferragostana sarebbe come chiedere a una suora di clausura di andare in discoteca.

Di Claudio Fava e Nello Musumeci sappiamo poco o niente, ma una cosa è sicura, ci vengono descritti come degli autentici stakanovisti. Fava, tuttavia, non trascura Roma, la sua seconda patria (professionale e politica), mentre Nello Musumeci è un catanese dalla testa ai piedi, ama la sua città, è uno stanziale anche lui.

La agenzie di viaggio e i tour operatore devono farsene una ragione: il gotha della politica siciliana non va in vacanza. Magari a Natale, si recupera. Non è il caso di farne una tragedia.