”Reputiamo gravissima la fuga di notizie circa le visite in carcere ai detenuti Bernardo Provenzano ed Antonino Cina’ da parte dei parlamentari Sonia Alfano e Beppe Lumia”. Lo sostiene Salvatore Borsellino, fratello minore di Paolo, magistrato ucciso il 19 luglio 1992, nella strage di via d’Amelio. “La divulgazione dei contenuti di questi colloqui -prosegue Borsellino, coordinatore del movimento delle Agende Rosse- ha raggiunto due effetti deleteri: da un lato si e’ resa piu’ improbabile la possibile collaborazione dei due boss di Cosa Nostra con la giustizia, dall’altro e’ stata offerta l’esca ad un battente fuoco di sbarramento contro l’iniziativa di Alfano e Lumia definita ‘sconcertante’ da parte di alcuni parlamentari come Gaetano Quagliarello”. “Perfino il ministro della Giustizia Paola Severino si e’ sentito in dovere di richiamare il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ad ‘una puntuale osservanza dell’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario’, che regola le visite dei parlamentari ai detenuti”.

“Di ‘sconcertante’, in questa vicenda- aggiunge Borsellino- c’e’ un solo fatto: la fuga di notizie sull’iniziativa assolutamente lecita e rispettosa delle procedure formali degli onorevoli Alfano e Lumia e la totale ostilita’ da parte di un ampio schieramento istituzionale e di una grossa parte del mondo dell’informazione verso quei politici e giornalisti, che non si rassegnano a tacere sui rapporti tuttora in corso tra pezzi delle istituzioni e la criminalita’ organizzata di stampo mafioso”.

“In questo momento particolarmente delicato per lo sviluppo delle inchieste sulle stragi degli anni ’92-93 -prosegue il fratello del magistrato ucciso- esprimiamo la nostra piu’ sentita vicinanza a Sonia Alfano, Beppe Lumia, a tutti rappresentanti istituzionali e del mondo dell’informazione che non sono disposti a tacere di fronte al ricatto incrociato della criminalita’ organizzata e dei pezzi degli apparati statali con essa compromessi”. “Invitiamo tutti i cittadini -conclude Borsellino- a schierarsi al fianco di chi, con il proprio agire quotidiano, rifiuta il ‘puzzo del compromesso morale che si oppone al fresco profumo di liberta” e non vuole dimenticare il sangue ed i volti delle vittime delle stragi mafiose degli anni ’92-93″.