“La scelta di candidare Crocetta alla presidenza della regione, al di là del merito, è stata fatta secondo logiche inaccettabili sul piano del metodo e delle ragioni della politica. Alcuni amici si sono riuniti e hanno deciso per tutti senza nessuna delega, senza alcun rispetto per la maturazione collegiale delle scelte e, soprattutto, senza la convocazione degli organismi del partito. Ci si muove, purtroppo, su schemi tradizionali, culturalmente superati. Rischiamo di ritrovarci con soggetti politici del tutto interni e subalterni ai meccanismi del potere e del consenso che, a parole, si dice di voler combattere”.

Lo Giovanni Barbagallo, deputato del PD all’Ars, che aggiunge: “il cambiamento non si può realizzare se non si rispettano le regole democratiche e non si salvaguarda l’ impegno di tutti coloro che sono animati da una forte tensione ideale e da un profondo senso della legalità. Un progetto politico realmente nuovo non può essere costruito nel chiuso di incontri elitari, ma deve nascere da una mobilitazione della base, non può essere espressione di continue mediazioni tra i dirigenti. E’ necessario superare una politica che si esaurisce nella cura delle convenienze particolari. Il PD ha bisogno di soggetti politici che considerano prioritaria l’adesione ad un sistema di valori che precedono e caratterizzano l’impegno politico”.