“Nessun ripensamento o cambio di indirizzo sulle scelte adottate nel Piano di gestione dei rifiuti della Regione siciliana, approvate dal ministero dell’Ambiente il 3 luglio scorso, dopo tre anni di rinvii”. L’ulteriore precisazione e’ dell’assessore regionale all’Energia della Sicilia, Claudio Torrisi, che conferma e ribadisce “il totale assenso alle scelte strategiche contenute nel Piano e pienamente aderenti alle linee emanate nelle direttive europee”. “Il Piano – spiega Torrisi – accantona definitivamente le scelte dell’incenerito massivo dei rifiuti nei valorizzatori, per privilegiare, in via prioritaria, il recupero di materia da sottrarre alle discariche e destinare alla valorizzazione energetica solo l’eventuale frazione minima residuale, mediante impianti di piccola taglia, di ultima generazione e a minimo impatto ambientale”.
Torrisi sottolinea che “da subito si e’ dato il via alle azioni di potenziamento della raccolta differenziata ed alla realizzazione di impianti di compostaggio e di preselezione, recupero e stabilizzazione. Quanto indicato nella disposizione commissariale del 7 luglio di quest’anno per la nomina del soggetto attuatore, l’ingegnere Giuseppe Pirrone – conclude l’assessore – e’ una mera trascrizione delle azioni indicate nell’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio 2010, quest’ultima antecedente alla stesura del Piano che – divenuto operativo dopo l’approvazione del 3 luglio 2012 – fornisce le direttive esclusive sull’impiantistica da realizzare, che non prevede termovalorizzatori”.













Un commento a "Rifiuti, Torrisi ribadisce il “No”
ai termovalorizzatori in Sicilia”"
A dire il vero, il piano regionale rifiuti non ha mai abolito del tutto i termovalorizzatori in Sicilia, come bene ha ricordato Torrisi. Ma era una cosa già nota da tempo.
Gli impianti di termovalorizzazione sono stati semplicemente integrati dal punto di vista funzionale in un piano generale di smaltimento, fondato sulla raccolta differenziata ed il riciclaggio delle materie prime recuperate dai rifiuti.
I termovalorizzatori, dunque, non serviranno più a smaltire l’indifferenziato tal quale, com’era previsto dal precedente piano che prevedeva la costruzione di quattro mega impianti (l’appalto per la costruzione era stato assegnato alla Falck), ma saranno utilizzati per convertire in energia la frazione residuale dei rifiuti ad alto contenuto calorico, ammontante, a regime, a non più del 20-30 % del totale.
I quattro mega impianti, utilizzando come combustibile, rifiuti non differenziati, avrebbero bruciato, insieme alle altre, anche le componenti dei RSU costituite da materiali plastici, principali responsabili della produzione di DIOSSINA.
E’questa la “grande schifezza” che è stata “definitivamente archiviata”, come ebbe a dire a suo tempo Lombardo all’ex Ministro Prestigiacomo.
I termovalorizzatori di cui è stata autorizzata la costruzione, invece, convertono in energia, mediante combustione, soltanto quella frazione residuale di rifiuti dotata di un potere calorifico elevato, come materiali a base lignea, cellulosa, residui organici secchi, ecc.
Tutti materiali che non producono DIOSSINA.
Il problema è che, essendo partita la campagna elettorale, si cerca di ritirare fuori l’argomento, debitamente distorto e strumentalizzato per mettere in cattiva luce l’ex Presidente ed i suoi alleati di allora.
C’era da aspettarselo.
Del resto, a chi ha ben pochi argomenti da proporre all’opinione pubblica per promuovere le proprie ragioni, non resta altro che cercare di sfruttare questi ridicoli mezzucci.